Diablo II, nuovo equipaggiamento “infernale” per il Paladino Abellion
Come prevedevo, il debutto del mio nuovo Paladino al livello di difficoltà Inferno di Diablo II è stato traumatico come al solito. La difficoltà Inferno è davvero la sfida più autentica, frustrante eppure divertente del capolavoro degli action-RPG isometrici, e fortunatamente all’aumentare della difficoltà corrisponde anche un incremento del livello per l’equipaggiamento rilasciato dai mostri sconfitti. Due nuovi pezzi di ferraglia recuperati nelle ultime sessioni di gioco hanno in particolare permesso ad Abellion di fare un salto di qualità significativo, sia sul fronte offensivo che in quello difensivo. Ora la sfida si fa davvero interessante, e sempre più appassionante. Nessun dubbio al riguardo: questo è il Diablo II che ho sempre ricordato.
La necessità di un upgrade all’equipaggiamento è diventata evidente subito dopo il passaggio alla nuova modalità di gioco: il Rondel Spaccacuore, che tanto bene aveva servito la missione sterminatrice di Abellion alla difficoltà Incubo, era ora un’arma fragile e niente affatto adatta alla configurazione Zelota del paladino. I colpi continuavano ad andare a segno, ma la velocità di attacco era mediocre e la bassa resistenza dell’arma mi costringeva a fare ritorno dal fabbro per le riparazioni ogni pochi scontri. Ogni riparazione, poi, era sempre più costosa e insostenibile. Verso la fine dell’Atto I, prima dello scontro con la demoniessa Andariel, il mio continuo girovagare per le terre del Khanduras ha finalmente partorito una potenziale soluzione al problema.
Le interminabili schiere di minion demoniaci affrontati da Abellion hanno alla fine rilasciato un’arma estremamente interessante, una mazza dalle buone statistiche di base dotata di tre incavi. Una veloce consultazione delle parole runiche sull’Arreat Summit mi ha permesso di individuare la parola runica potenzialmente più interessante in relazione alla mazza appena recuperata e alle rune in mio possesso: Nera, arma generata incastonando la serie di rune Thul+Io+Nef, è in grado di fornire un livello di danno sostanzialmente comparabile a Spaccacuore, con in più un gran numero di bonus succosi alla velocità e al grado di attacco, la possibilità di colpo devastante e molto altro ancora. La nuova arma di Abellion è quindi potente, estremamente veloce – in confronto a quella precedente – e quasi perfetta per un Paladino zelota focalizzato sulla velocità e la ripetizione dei colpi per impedire all’avversario di reagire.
L’unico neo della parola runica Nera è la caratteristica Respinge attacco, un elemento di gameplay potenzialmente fastidioso quando si affronta un nemico singolo che diventa però un importante vantaggio quando si ha a che fare con le masse. E a livello di difficoltà Inferno, la modalità di attacco standard dei demoni di Diablo II è la massa che ti circonda da ogni lato… Prima ancora di Nera, comunque, Abellion aveva già provveduto a farsi una nuova armatura: un’Armatura d’Osso con tre incavi e ottime statistiche di base è stata trasformata in Detenzione, parola runica composta dalle rune Shael+Um+Thul che aspettavo di mettere a frutto da mesi dopo aver recuperato una rara runa Um (a livello Incubo).
Gli ottimi bonus di Detenzione per la difesa, la possibilità di Colpo Devastante e di Riaprire le ferite, i bonus alle resistenze e i danni aggiuntivi da freddo surclassano alla grande la precedente armatura unica (Shaftstop) e si aggiungono ai bonus di Nera, così Abellion può finalmente contare su un equipaggiamento rinnovato e maggiormente in linea con l’ardua sfida rappresentata dal livello di difficoltà Inferno di Diablo II (continua…).











