Videogame highlights – novembre 2016

Approfondimenti - Una lente impietosa puntata sui temi caldi, retrospettive appassionate e dettagliate, riflessioni oltre le apparenze L’ho già detto in passato e qui lo ripeto: i videogiochi on-line mi fanno schifo, forse è la cosa informatica per cui più provo ribrezzo dopo il cloud, perché giocare on-line significa essere alla mercè di piattaforme digitali che magari falliscono miseramente nel raggiungere la popolarità necessaria all’avvio stesso di una sessione di gioco. Oppure, se ti va proprio male, scarichi una porcheria ludica “gratuita” ma poi devi pagare denaro sonante anche per farti un cazzo di solitario a carte senza pubblicità. Il fatto che ci siano anche community empatiche e interessanti come quella di Eve Online non cambia molto: giocare su Internet è uno spreco di tempo, e il tempo è l’unica vera risorsa che non dev’essere sprecata. Mai.

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Videogame highlights – settembre 2016

Approfondimenti - Una lente impietosa puntata sui temi caldi, retrospettive appassionate e dettagliate, riflessioni oltre le apparenze Gli asset videoludici dello studio precedentemente noto come Interplay sono in vendita, e la notizia è triste per due ragioni: negli anni ’90 il publisher fondato da Brian Fargo ha immesso sul mercato giochi fondamentali per ogni appassionato come Descent, MDK ed Earthworm Jim, e ora qualche malintenzionato potrebbe approfittare della vendita per accaparrarsi proprietà intellettuali preziose sfruttandole nella maniera più cinica possibile. Dopotutto viviamo in un mondo in cui nemmeno Super Mario può esimersi dal partecipare alla truffa delle “app” per cellulari touch, mentre i giochi più attesi si rivelano spesso degli autentici imbrogli molto lontani dalle aspettative originarie.

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Videogame highlights – maggio 2015

Approfondimenti - Una lente impietosa puntata sui temi caldi, retrospettive appassionate e dettagliate, riflessioni oltre le apparenze Il passato che non passa mai: Capcom continua a vendere sempre lo stesso videogioco con il brand Resident Evil, e c’è qualcuno che ancora lo compra; i CRPG che andavano forte negli anni ’90 vengono aggiornati, corretti e snaturati in una inutile sequela di “versioni migliorate” che non ha mai fine (se non altro disponibili anche su supporto fisico e localizzate in italiano); i mostri che andavano di moda negli anni ’80 sono videoludicamente rilevanti ancora oggi, con tanti saluti alla creatività e al rinnovamento dell’immaginario collettivo. Per giocare a qualche gioco davvero nuovo, ormai, non resta che rivolgersi agli sviluppatori indie. Questa industria è cerebralmente morta.

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