Italy vs. Internet, l’impotenza della ragione contro il governo dell’indecenza
Le settimane passate hanno segnato una escalation senza precedenti della ben nota incompetenza e incapacità delle istituzioni italiane di avere a che fare con Internet, di vivere il rapporto con le tecnologie digitali seguendo la logica e la razionalità piuttosto che l’emotività e la violenza. Invece i nostri cari governanti e parlamentari hanno recentemente sparato fuori una serie di emendamenti, proposte di legge e opinioni da far strabuzzare gli occhi a chiunque creda nell’importanza di Internet come strumento democratico.
SIAE, una smentita che non smentisce nulla
No, con la bozza di proposta di legge pubblicata nei giorni scorsi da Altroconsumo SIAE non c’entra niente. In risposta al clamore provocato dalla circolazione on-line del documento, presunto anticipo del lavoro finale di un comitato contro la pirateria che si è appena insediato, l’organizzazione ne nega ogni paternità. La smentita, a ogni modo, nulla spiega su chi quel documento lo ha scritto né perché questo sia così platealmente sbilanciato a favore degli interessi di SIAE stessa.
Comitato anti-pirateria, l’incompetenza è sempre al potere
Felicitazioni, felicitazioni, il Comitato Tecnico contro la pirateria digitale e multimediale è nato nelle stanze del potere italiano, seriamente intenzionato a debellare il fenomeno del file sharing e soprattutto ad avere un occhio di riguardo verso i voleri delle associazioni dell’industria, il cui unico scopo è da sempre quello di spillare denaro da ogni singolo bit trasferito in rete. SIAE già detta ordini precisi sul da farsi, alla faccia delle buone intenzioni sulla volontà di ascoltare i rappresentanti di tutti i soggetti interessati alla questione.
Il ministro-downloader sconfessa la commissione anti-pirateria
Roberto Maroni di professione fa il Ministro dell’Interno del governo italiano, ma nel tempo libero si diverte ad ascoltare musica e, soprattutto, a scaricarla dal P2P. Non ne ha mai fatto mistero, e lo ha confermato ancora nei giorni scorsi durante un incontro con la stampa a Varese, incontro che ha preceduto la sua partecipazione a Il Festival del Racconto. Incidentalmente ma non troppo, le dichiarazioni del Ministro arrivano dopo l’istituzione dell’oramai ben noto comitato contro la pirateria digitale presso la Presidenza del Consiglio, che vorrebbe combattere proprio quel file sharing di cui Maroni prende periodicamente le difese.
The Pirate Bay vs. Italy, il peggio deve ancora arrivare
Come riportano ampiamente le cronache di questi giorni, il sequestro preventivo (”censura”, “blocco”, o come lo si voglia chiamare) dell’accesso a The Pirate Bay su tutto il territorio italiano è stato finalmente annullato da un’ordinanza del Tribunale di Bergamo. Chiamati in causa dai difensori degli admin della Baia, i Giudici del Riesame hanno riconsiderato la validità della precedente decisione del Tribunale, stabilendo in sostanza che il sequestro era illegale. Molti, quasi tutti si sono affrettati a cantare vittoria per TPB e il P2P in generale, non avendo evidentemente piena consapevolezza del fatto che all’orizzonte si prepara una tempesta ancora più pericolosa del semplice blocco di un singolo sito web, potenzialmente in grado di rendere, se possibile, più stringenti e incivili le già assurde misure legali contro il file sharing in vigore in Italia.

