GOG.com: numeri, polemiche, prospettive e grandi classici
Le ultime settimane sono state probabilmente tra le più turbolente nella breve storia di Good Old Games: lo store del retrogaming ha fatto discutere, ha rilasciato “nuovi” titoli classici del passato videoludico su PC e ha preannunciato un’importante novità nel tipo di prodotti che presto sarà disponibile sui suoi scaffali virtuali. Il servizio di digital delivery creato dal publisher polacco CD Projekt è in un certo senso vittima del proprio successo, e della generosa fiducia che i suoi utenti gli hanno concesso come canale alternativo per gli acquisti videoludici in rete.
Il gaming su PC? E’ in condizioni migliori di quanto crediate
Il mercato dei videogame su PC sta morendo, sostiene un certo pensiero comune propagandato dai publisher e cavalcato dagli utenti meno accorti ai fatti. In realtà i numeri parlano di una visione diametralmente opposta a quella del declino perenne del personal computer come piattaforma videoludica degna di essere definita tale, una piattaforma in evoluzione che continua a crescere in quanto a fatturato e che rappresenta una parte non secondaria del valore complessivo del mercato dell’intrattenimento - stimato in 57 miliardi di dollari nel 2009 secondo la società di ricerca DFC Intelligence.
L’Italia è pronta per la sua “three strike law”
Qualche giorno fa, riassumendo i tanti sforzi fatti dai politici italiani per censurare Internet e radere al suolo i diritti civili dei cittadini della rete, coglievo anche l’occasione per anticipare quello che sarebbe potuto succedere in futuro dopo l’approvazione definitiva della famigerata three strike law da parte del parlamento francese. Quanto è avvenuto nei giorni scorsi non fa che confermare la giustezza di quelle previsioni e apre, anche in Italia, le porte alla resa definitiva del diritto e del bene comune agli interessi di parte dei parassiti del copyright.
Lo psicodramma del P2P tra The Pirate Bay e “three strike law”
Il 2009 è certamente l’anno più delicato per il peer-to-peer e la crociata dell’industria contro la condivisione gratuita dei contenuti in rete. In Italia abbiamo i problemi di incompetenza e indecente sudditanza dei parlamerdari di cui già si è discusso, e spostando l’attenzione verso quel che succede in Europa le cose riescono se possibile persino a peggiorare. Due in particolare sono le questioni rilevanti di queste settimane nel Vecchio Continente, la condanna della crew di The Pirate Bay e l’approvazione in Francia della dottrina Sarkozy anche nota come three strike law o legge HADOPI.
Italy vs. Internet, l’impotenza della ragione contro il governo dell’indecenza
Le settimane passate hanno segnato una escalation senza precedenti della ben nota incompetenza e incapacità delle istituzioni italiane di avere a che fare con Internet, di vivere il rapporto con le tecnologie digitali seguendo la logica e la razionalità piuttosto che l’emotività e la violenza. Invece i nostri cari governanti e parlamentari hanno recentemente sparato fuori una serie di emendamenti, proposte di legge e opinioni da far strabuzzare gli occhi a chiunque creda nell’importanza di Internet come strumento democratico.
Link & Segnalazioni # 7: compleanni videoludici, pirati, idioti dell’industria, nanometri e super-console
Se la tecnologia tende a proiettarsi costantemente in avanti lasciando poco spazio al ricordo di prodotti popolarissimi solo fino a poco tempo addietro, Jake Gyllenhaal nei panni del Principe di Persia è convincente quanto un cactus in un melodramma. Se Doom è un videogame storico che merita di essere ricordato nel giorno del suo compleanno, i pirati si dimostrano ancora una volta gli unici in grado di salvare il mondo dei media dalla presente follia delle DRM. E se la lettura di questo paragrafo ha per voi un senso allora io consiglierei una visita da uno psichiatra, ma di quelli bravi. O la lettura di un buon libro di grammatica. Io sono esonerato almeno dalla seconda
SIAE, una smentita che non smentisce nulla
No, con la bozza di proposta di legge pubblicata nei giorni scorsi da Altroconsumo SIAE non c’entra niente. In risposta al clamore provocato dalla circolazione on-line del documento, presunto anticipo del lavoro finale di un comitato contro la pirateria che si è appena insediato, l’organizzazione ne nega ogni paternità. La smentita, a ogni modo, nulla spiega su chi quel documento lo ha scritto né perché questo sia così platealmente sbilanciato a favore degli interessi di SIAE stessa.
Comitato anti-pirateria, l’incompetenza è sempre al potere
Felicitazioni, felicitazioni, il Comitato Tecnico contro la pirateria digitale e multimediale è nato nelle stanze del potere italiano, seriamente intenzionato a debellare il fenomeno del file sharing e soprattutto ad avere un occhio di riguardo verso i voleri delle associazioni dell’industria, il cui unico scopo è da sempre quello di spillare denaro da ogni singolo bit trasferito in rete. SIAE già detta ordini precisi sul da farsi, alla faccia delle buone intenzioni sulla volontà di ascoltare i rappresentanti di tutti i soggetti interessati alla questione.
In attesa di arruolare i provider, RIAA continua a frequentare i tribunali
RIAA e le major discografiche lo hanno detto piuttosto chiaramente, che intendono abbandonare la strade della persecuzione legale dei singoli utenti del file sharing per concentrarsi sulla collaborazione diretta degli ISP. Nell’attesa di verificare a cosa porterà, in concreto, un tale cambiamento di strategia, l’organizzazione delle etichette statunitensi risulta per ora impegnata su più fronti inclusi quei tribunali di cui si è sin qui servita nella sua crociata contro il P2P.
Conficker, il worm della tempesta perfetta
Il worm Conficker, anche noto come Downup, Downadup o Kido, è in circolazione da ottobre 2008. Le società di sicurezza lo conoscono piuttosto bene, e nei giorni scorsi il malware si è fatto conoscere altrettanto bene anche dagli utenti avendo infettato un numero considerevole di macchine in tutto il mondo. Siamo tornati ai “bei” tempi delle epidemie telematiche di Sasser, Blaster e Mydoom, e la già preoccupante proliferazione del worm minaccia di peggiorare ulteriormente a causa di certune condizioni che ne favoriscono vieppiù la diffusione.
RIAA inizia male il nuovo anno
Il periodo di festa a cavallo tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009 non è stato particolarmente felice per RIAA e le major discografiche: l’organizzazione più odiata d’America (almeno per quanto riguarda Internet) si prepara (apparentemente) a cambiare strategia legale contro il file sharing coinvolgendo direttamente i provider, ma nel frattempo uno di questi ISP solleva una questione economica che non fa presagire un avvio facile per la bizzarra joint venture tra proprietari dei diritti d’autore e fornitori di connettività.
Come RIAA e Silvio Berlusconi intendono affossare il P2P
In quello che suona come uno sviluppo inatteso quanto pericoloso della perdurante guerra dell’industria contro gli utenti del P2P, venerdì scorso il Wall Street Journal ha riportato che RIAA, dopo anni di intimidazioni, errori, storture e abusi del sistema giudiziario statunitense vuole ora cambiare strategia, abbandonando la sua campagna di cause legali di massa per concentrarsi sul “next level”, il prossimo livello del piano preordinato con cui le major vorrebbero sopravvivere al progresso tecnologico mantenendo in eterno i privilegi di un passato (è bene che se lo ficchino bene in mente tutti) che non tornerà mai più.
Link & Segnalazioni # 6: zombi, 486 astronomici, dark age digitali, fiaschi in 3D & Windows
Questa nuova tornata di segnalazioni sparse fa dell’eterogeneità il suo tratto distintivo. Voglio dire, qui si cerca di tenere assieme uno zombiecon con il telescopio spaziale Hubble, i fiaschi di Google con i possibili fiaschi futuri di Microsoft, le solite fregnacce sul P2P e persino l’ostracismo di Western Digital nei confronti della tecnologia SSD! Ho bisogno di una giornata di 36 ore, decisamente
La tecnologia di sicurezza di Stardock eliminerà le DRM?
E’ da sempre convinto dell’assoluta mancanza di utilità delle tecnologie di protezione intrusive contro la pirateria videoludica, e ora Brad Wardell, CEO della software house Stardock, raccoglie la sfida lanciatagli dall’industria lavorando a un sistema di sicurezza minimale che possa andare bene alle etichette e nel contempo soddisfare l’esigenza degli utenti di non sentirsi trattati come pirati pericolosi per la società e il business.
Il ministro-downloader sconfessa la commissione anti-pirateria
Roberto Maroni di professione fa il Ministro dell’Interno del governo italiano, ma nel tempo libero si diverte ad ascoltare musica e, soprattutto, a scaricarla dal P2P. Non ne ha mai fatto mistero, e lo ha confermato ancora nei giorni scorsi durante un incontro con la stampa a Varese, incontro che ha preceduto la sua partecipazione a Il Festival del Racconto. Incidentalmente ma non troppo, le dichiarazioni del Ministro arrivano dopo l’istituzione dell’oramai ben noto comitato contro la pirateria digitale presso la Presidenza del Consiglio, che vorrebbe combattere proprio quel file sharing di cui Maroni prende periodicamente le difese.
The Pirate Bay vs. Italy, il peggio deve ancora arrivare
Come riportano ampiamente le cronache di questi giorni, il sequestro preventivo (”censura”, “blocco”, o come lo si voglia chiamare) dell’accesso a The Pirate Bay su tutto il territorio italiano è stato finalmente annullato da un’ordinanza del Tribunale di Bergamo. Chiamati in causa dai difensori degli admin della Baia, i Giudici del Riesame hanno riconsiderato la validità della precedente decisione del Tribunale, stabilendo in sostanza che il sequestro era illegale. Molti, quasi tutti si sono affrettati a cantare vittoria per TPB e il P2P in generale, non avendo evidentemente piena consapevolezza del fatto che all’orizzonte si prepara una tempesta ancora più pericolosa del semplice blocco di un singolo sito web, potenzialmente in grado di rendere, se possibile, più stringenti e incivili le già assurde misure legali contro il file sharing in vigore in Italia.
I videogame di Electronic Arts? Incompleti e ripieni di DRM draconiane
Electronic Arts, la multinazionale dei videogame specializzata nella produzione di sequel infiniti e nella distruzione delle energie creative delle piccole e talentuose software house, è riuscita ancora una volta nell’intento di fare a pezzi (letteralmente) un potenziale capolavoro e a trasformarlo in un’occasione di scontro, critica e polemica furente sulle solite protezioni alla copia che non servono a nulla se non a perdere clienti.
Stardock pubblica la “Carta dei Diritti” dei videogiocatori
Per quanto sia tecnologicamente molto avanti rispetto a qualsiasi console di ultima generazione, il videogaming su PC viene spesso considerato come un’industria in crisi di identità, sull’orlo del fallimento e piagata da mali atavici e purulenti come la pirateria e la vendita di supporti contraffatti. In risposta a questa visione negativa - tra l’altro contraddetta dai fatti - la software house Stardock ha messo insieme una “Carta dei Diritti” fondamentali di chi gioca con il PC, augurabile decalogo comportamentale per chi produce videogame.
Link & Segnalazioni # 3: intercettazioni, webcam aliene, killer-console ed energia solare
Il tema ricorrente di questa nuova tornata di segnalazioni sparse è la menzogna. La menzogna dei politicanti, che negli Stati Uniti hanno trasformato in carta straccia i diritti dei cittadini e poi hanno previsto salvacondotti legali per le società di telecomunicazioni coinvolte, la menzogna delle società produttrici di tabacco abituate a uccidere con le radiazioni i propri clienti e la menzogna delle major che continuano a parlare di “furto” ogni qual volta una copia digitale di un brano musicale viene scambiata sul P2P.

