GOG.com: numeri, polemiche, prospettive e grandi classici
Le ultime settimane sono state probabilmente tra le più turbolente nella breve storia di Good Old Games: lo store del retrogaming ha fatto discutere, ha rilasciato “nuovi” titoli classici del passato videoludico su PC e ha preannunciato un’importante novità nel tipo di prodotti che presto sarà disponibile sui suoi scaffali virtuali. Il servizio di digital delivery creato dal publisher polacco CD Projekt è in un certo senso vittima del proprio successo, e della generosa fiducia che i suoi utenti gli hanno concesso come canale alternativo per gli acquisti videoludici in rete.
Musopen libererà la musica classica dal copyright
L’ambizioso obiettivo che il founder di Musopen si era prefissato è stato raggiunto e ampiamente superato: Aaron Dunn è riuscito a raccogliere oltre 68.000 dollari per il suo progetto di liberazione delle grandi sinfonie, un progetto che necessitava di 11.000 dollari per essere finanziato completamente e la cui popolarità è schizzata alle stelle nel corso delle ultime due settimane portando allo straordinario risultato di cui sopra. Dunn ringrazia i tanti che hanno supportato la sua idea e promette ulteriori iniziative aventi il medesimo scopo: restituire al pubblico dominio la musica classica.
W32.Changeup, il worm assistito da eMule
L’abuso delle piattaforme di file sharing a opera del codice malevolo è una consuetudine in voga da tempo. In genere un malware si limita a verificare se sulla macchina infettata sia installato un software di peer-to-peer, ma il worm W32.Changeup individuato (tra gli altri) da Symantec si spinge oltre e piuttosto che andare alla ricerca di un tool di P2P installa la sua copia “privata” di eMule da impiegare a scopo riproduttivo. Il malware si fa notare per la sua capacità di “assistere” il download e la propagazione di minacce informatiche aggiuntive.
Istantanee #3: high definition, high emulation
Mentre sono ancora alle prese con lo smaltimento di quattro giorni di abbuffate natalizie, in attesa di farmi venire la voglia di (ri)cominciare a scrivere qualcosa di sensato su queste pagine mi concedo l’ultimo dessert fatto di istantanee variamente assortite. Si parla in particolare di emulazione della PlayStation 2 con PCSX2 e rip in alta definizione, due delle tante cose che prima dell’acquisto fortuito del mio nuovo portatile mi erano forzatamente precluse causa inadeguatezza della strumentazione hardware a mia disposizione.
I Radiohead giocano con BitTorrent
Dopo aver fatto pratica con i territori largamente inesplorati della distribuzione digitale a briglie sciolte grazie a In Rainbows, dopo aver “girato” il videoclip interamente digitale di House of Cards, i Radiohead continuano a cercare strade alternative per raggiungere i fan e innovare il mercato musicale rilasciando il loro ultimo brano sul network P2P di BitTorrent.
L’Italia è pronta per la sua “three strike law”
Qualche giorno fa, riassumendo i tanti sforzi fatti dai politici italiani per censurare Internet e radere al suolo i diritti civili dei cittadini della rete, coglievo anche l’occasione per anticipare quello che sarebbe potuto succedere in futuro dopo l’approvazione definitiva della famigerata three strike law da parte del parlamento francese. Quanto è avvenuto nei giorni scorsi non fa che confermare la giustezza di quelle previsioni e apre, anche in Italia, le porte alla resa definitiva del diritto e del bene comune agli interessi di parte dei parassiti del copyright.
Lo psicodramma del P2P tra The Pirate Bay e “three strike law”
Il 2009 è certamente l’anno più delicato per il peer-to-peer e la crociata dell’industria contro la condivisione gratuita dei contenuti in rete. In Italia abbiamo i problemi di incompetenza e indecente sudditanza dei parlamerdari di cui già si è discusso, e spostando l’attenzione verso quel che succede in Europa le cose riescono se possibile persino a peggiorare. Due in particolare sono le questioni rilevanti di queste settimane nel Vecchio Continente, la condanna della crew di The Pirate Bay e l’approvazione in Francia della dottrina Sarkozy anche nota come three strike law o legge HADOPI.
Italy vs. Internet, l’impotenza della ragione contro il governo dell’indecenza
Le settimane passate hanno segnato una escalation senza precedenti della ben nota incompetenza e incapacità delle istituzioni italiane di avere a che fare con Internet, di vivere il rapporto con le tecnologie digitali seguendo la logica e la razionalità piuttosto che l’emotività e la violenza. Invece i nostri cari governanti e parlamentari hanno recentemente sparato fuori una serie di emendamenti, proposte di legge e opinioni da far strabuzzare gli occhi a chiunque creda nell’importanza di Internet come strumento democratico.
Conficker, è guerra aperta tra industria e malware writer
Conficker (anche noto come Downup, Downadup o Kido) è il worm che per primo, dopo l’epidemia di Sasser nel 2004, sia riuscito a sfruttare una vulnerabilità in un servizio remoto di Windows, e in virtù di questa sua insolita abilità il malware è divenuto a sua volta bersaglio di una larga parte dell’industria dell’IT che, capitanata da Microsoft, sta provando in questi giorni a disinnescare la bomba a orologeria di una botnet enorme ma dagli effetti pratici tutt’ora ignoti.
SIAE, una smentita che non smentisce nulla
No, con la bozza di proposta di legge pubblicata nei giorni scorsi da Altroconsumo SIAE non c’entra niente. In risposta al clamore provocato dalla circolazione on-line del documento, presunto anticipo del lavoro finale di un comitato contro la pirateria che si è appena insediato, l’organizzazione ne nega ogni paternità. La smentita, a ogni modo, nulla spiega su chi quel documento lo ha scritto né perché questo sia così platealmente sbilanciato a favore degli interessi di SIAE stessa.
Comitato anti-pirateria, l’incompetenza è sempre al potere
Felicitazioni, felicitazioni, il Comitato Tecnico contro la pirateria digitale e multimediale è nato nelle stanze del potere italiano, seriamente intenzionato a debellare il fenomeno del file sharing e soprattutto ad avere un occhio di riguardo verso i voleri delle associazioni dell’industria, il cui unico scopo è da sempre quello di spillare denaro da ogni singolo bit trasferito in rete. SIAE già detta ordini precisi sul da farsi, alla faccia delle buone intenzioni sulla volontà di ascoltare i rappresentanti di tutti i soggetti interessati alla questione.
In attesa di arruolare i provider, RIAA continua a frequentare i tribunali
RIAA e le major discografiche lo hanno detto piuttosto chiaramente, che intendono abbandonare la strade della persecuzione legale dei singoli utenti del file sharing per concentrarsi sulla collaborazione diretta degli ISP. Nell’attesa di verificare a cosa porterà, in concreto, un tale cambiamento di strategia, l’organizzazione delle etichette statunitensi risulta per ora impegnata su più fronti inclusi quei tribunali di cui si è sin qui servita nella sua crociata contro il P2P.
Conficker, il worm della tempesta perfetta
Il worm Conficker, anche noto come Downup, Downadup o Kido, è in circolazione da ottobre 2008. Le società di sicurezza lo conoscono piuttosto bene, e nei giorni scorsi il malware si è fatto conoscere altrettanto bene anche dagli utenti avendo infettato un numero considerevole di macchine in tutto il mondo. Siamo tornati ai “bei” tempi delle epidemie telematiche di Sasser, Blaster e Mydoom, e la già preoccupante proliferazione del worm minaccia di peggiorare ulteriormente a causa di certune condizioni che ne favoriscono vieppiù la diffusione.
RIAA inizia male il nuovo anno
Il periodo di festa a cavallo tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009 non è stato particolarmente felice per RIAA e le major discografiche: l’organizzazione più odiata d’America (almeno per quanto riguarda Internet) si prepara (apparentemente) a cambiare strategia legale contro il file sharing coinvolgendo direttamente i provider, ma nel frattempo uno di questi ISP solleva una questione economica che non fa presagire un avvio facile per la bizzarra joint venture tra proprietari dei diritti d’autore e fornitori di connettività.
Come RIAA e Silvio Berlusconi intendono affossare il P2P
In quello che suona come uno sviluppo inatteso quanto pericoloso della perdurante guerra dell’industria contro gli utenti del P2P, venerdì scorso il Wall Street Journal ha riportato che RIAA, dopo anni di intimidazioni, errori, storture e abusi del sistema giudiziario statunitense vuole ora cambiare strategia, abbandonando la sua campagna di cause legali di massa per concentrarsi sul “next level”, il prossimo livello del piano preordinato con cui le major vorrebbero sopravvivere al progresso tecnologico mantenendo in eterno i privilegi di un passato (è bene che se lo ficchino bene in mente tutti) che non tornerà mai più.
Link & Segnalazioni # 6: zombi, 486 astronomici, dark age digitali, fiaschi in 3D & Windows
Questa nuova tornata di segnalazioni sparse fa dell’eterogeneità il suo tratto distintivo. Voglio dire, qui si cerca di tenere assieme uno zombiecon con il telescopio spaziale Hubble, i fiaschi di Google con i possibili fiaschi futuri di Microsoft, le solite fregnacce sul P2P e persino l’ostracismo di Western Digital nei confronti della tecnologia SSD! Ho bisogno di una giornata di 36 ore, decisamente
Il momento nero di RIAA tra class action e testimoni eccellenti
Che la crociata legale dei discografici statunitensi contro il P2P non abbia sin qui ottenuto alcun risultato pratico è un dato di fatto difficile da confutare. Non bastasse questo per RIAA, la ben nota organizzazione delle grandi etichette e la più attiva nella strenua difesa del copyright a costo di denunciare reiteratamente i morti e gli innocenti, si preparano avventure giudiziarie da far tremare i polsi agli avvocati dell’industria, potenzialmente in grado di seppellire la massiccia campagna di cause sotto accuse di incostituzionalità, cospirazione, abusi, frode e altro ancora.
La vittoria di Obama vista da un italiano
Quando, nella notte tra il 4 e il 5 novembre, Barack Hussein Obama II è stato eletto 44esimo Presidente degli Stati Uniti d’America, per un istante il mondo si è fermato. Si è cristallizzato nella cosa in se, sentendo tutto il peso e la portata di un evento storico, e poi ha ricominciato a correre vorticoso accelerando e bruciando vite e mercati finanziari. Rimane la speranza che le promesse di Mr.President non siano servite solo ad arringare la folla, e guardando la cosa dal punto di vista della povera Italia in rovina non posso non fare alcune considerazioni anche e soprattutto per quanto riguarda la tecnologica e l’informatica.
RIAA chiede l’appello contro Jammie Thomas
All’organizzazione dei discografici statunitensi proprio non va giù che Michael Davis, Giudice Distrettuale impegnato nell’unico caso della crociata legale contro il file sharing che sia mai approdato nelle aule di un tribunale, abbia avuto un ripensamento sulle sue decisioni ordinando un nuovo processo. RIAA chiede ora che il caso Capitol v. Thomas, con imputata la madre single di tre figli Jammie Thomas, non venga riaperto prima che il giudice abbia preso in considerazione la richiesta di appello delle major.
Il ministro-downloader sconfessa la commissione anti-pirateria
Roberto Maroni di professione fa il Ministro dell’Interno del governo italiano, ma nel tempo libero si diverte ad ascoltare musica e, soprattutto, a scaricarla dal P2P. Non ne ha mai fatto mistero, e lo ha confermato ancora nei giorni scorsi durante un incontro con la stampa a Varese, incontro che ha preceduto la sua partecipazione a Il Festival del Racconto. Incidentalmente ma non troppo, le dichiarazioni del Ministro arrivano dopo l’istituzione dell’oramai ben noto comitato contro la pirateria digitale presso la Presidenza del Consiglio, che vorrebbe combattere proprio quel file sharing di cui Maroni prende periodicamente le difese.

