Il momento nero di RIAA tra class action e testimoni eccellenti

22 Novembre 2008 · Archiviato in Diritti Civili & Digitali, Notizie · 3 Commenti 
Questo articolo è parte della serie L'industria contro il P2P

Notizie - Una carrellata di notizie fresche e di qualità, dentro e fuori dal WebChe la crociata legale dei discografici statunitensi contro il P2P non abbia sin qui ottenuto alcun risultato pratico è un dato di fatto difficile da confutare. Non bastasse questo per RIAA, la ben nota organizzazione delle grandi etichette e la più attiva nella strenua difesa del copyright a costo di denunciare reiteratamente i morti e gli innocenti, si preparano avventure giudiziarie da far tremare i polsi agli avvocati dell’industria, potenzialmente in grado di seppellire la massiccia campagna di cause sotto accuse di incostituzionalità, cospirazione, abusi, frode e altro ancora.

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RIAA chiede l’appello contro Jammie Thomas

21 Ottobre 2008 · Archiviato in Diritti Civili & Digitali, Notizie · Commenta 
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Notizie - Una carrellata di notizie fresche e di qualità, dentro e fuori dal WebAll’organizzazione dei discografici statunitensi proprio non va giù che Michael Davis, Giudice Distrettuale impegnato nell’unico caso della crociata legale contro il file sharing che sia mai approdato nelle aule di un tribunale, abbia avuto un ripensamento sulle sue decisioni ordinando un nuovo processo. RIAA chiede ora che il caso Capitol v. Thomas, con imputata la madre single di tre figli Jammie Thomas, non venga riaperto prima che il giudice abbia preso in considerazione la richiesta di appello delle major.

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Rapporto EFF: la crociata legale di RIAA perde credibilità

2 Ottobre 2008 · Archiviato in Diritti Civili & Digitali, Notizie · Commenta 
Questo articolo è parte della serie L'industria contro il P2P

Notizie - Una carrellata di notizie fresche e di qualità, dentro e fuori dal WebDopo cinque anni di minacce legali contro decine di migliaia di consumatori di musica americani, tutto quello che rimane nelle mani di RIAA, l’organizzazione delle etichette discografiche USA, è un pugno di mosche o poco più: da qualsiasi punto di vista si guardi la questione, sostiene la Electronic Frontier Foundation, le major hanno perso la scommessa di ristabilire il controllo sulla distribuzione dei contenuti digitali riuscendo nel mentre a inimicarsi un gran numero di potenziali consumatori, ben felici di non dare un solo centesimo a chi li tratta come “pirati” pericolosi per il business, gli artisti, la musica e il mondo intero.

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