Le tante bugie del cloud computing

Approfondimenti - Una lente impietosa puntata sui temi caldi, retrospettive appassionate e dettagliate, riflessioni oltre le apparenze A più di quattro anni di distanza dal post con cui questo blog provava a evidenziare il lato oscuro di quella cosa vacua e senza senso nascosta dietro la dicitura di “cloud computing”, credo sia ora venuto il momento di ritornare sulla questione con un elenco ragionato degli orrori più recenti e significativi caduti giù dal cielo dei server telematici. I servizi di classe “mainframe 3.0” promettono tanto, mantengono pochissimo e non danno alcuna garanzia su nulla. O per dirla con il co-fondatore di Apple Steve Wozniak, vendere i propri diritti di possesso su software, dati e prodotti è la prima pietra della strada che porta all’inferno digitale.

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Klaatu, barada, nikto, Conficker!

Approfondimenti - Una lente impietosa puntata sui temi caldi, retrospettive appassionate e dettagliate, riflessioni oltre le apparenze A più di una settimana di distanza dal primo di aprile, il giorno dell’ultimatum a Internet in cui secondo la stampa il worm Conficker/Downup/Downadup/Kido avrebbe potuto distruggere la rete, le infrastrutture, l’umanità civilizzata e il pianeta intero le cose vanno più o meno come al solito: Internet rimane un posto pericoloso ma non è esplosa come una supernova, e i bit scorrono veloci da una parte all’altra del pianeta. La vera novità è che la botnet costruita da uno dei malware più complessi di sempre dimostra finalmente quale sia il suo vero scopo.

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Regola numero uno: mai fidarsi del cloud computing

Approfondimenti - Una lente impietosa puntata sui temi caldi, retrospettive appassionate e dettagliate, riflessioni oltre le apparenze Era il 27 agosto del 2007 (il giorno del mio compleanno) allorché il columnist John C. Dvorak metteva in guardia dai rischi del “cloud computing”, il “software come servizio”, il “Web 3.0” e le tante sigle che si susseguono in questi anni per tentare di catturare l’attenzione del pubblico e spacciare per nuova quella che è la più arcaica architettura di computing mai esistita.

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I numeri del mouse: 40 anni, 1 miliardo di esemplari. E un futuro incerto

Notizie - Una carrellata di notizie fresche e di qualità, dentro e fuori dal Web Il prossimo 9 dicembre saranno passati 40 anni da quando, per la prima volta nella storia dell’informatica, il pubblico vide all’opera un mouse. Quattro decadi dopo, nel Memorial Auditorium di quella stessa Stanford University dove prese vita una delle più importanti invenzioni della allora embrionale società dell’informazione, l’accademia e l’industria celebreranno la “madre di tutte le demo“, l’avvio di una nuova era di interazione tra uomo e macchina.

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Diablo III è la fine di un’era. Giusto prima di Diablo IV

Notizie - Una carrellata di notizie fresche e di qualità, dentro e fuori dal Web Lentamente ma inesorabilmente emergono nuove indiscrezioni su Diablo III, il nuovo capitolo dell’epica saga di Blizzard annunciato in pompa magna il 28 giugno scorso. Il gioco, ha rivelato il lead designer Jay Wilson, porterà alla sua naturale conclusione la storia che già ha fatto da background ai primi due episodi, riutilizzerà un numero non precisato di vecchi personaggi e non rappresenterà che una fase di una serie destinata a sfornare altri videogame in futuro.

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I film sostituiranno i libri di testo. Nel 1922

Babel fish Solita vecchia storia: quando una tecnologia è in grado di offrire una dimensione in più all’intrattenimento, l’informazione e la fruizione di servizi assortiti ai cittadini questa diventa immediatamente il nemico giurato dello status quo, elemento potenzialmente destabilizzante di una tradizione culturale, o magari una semplice abitudine, che durava da anni, decenni o secoli.

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Upgrade a Firefox 3? Certo, ma con calma

Approfondimenti Passata l’isteria collettiva del periodo di lancio della nuova versione del browser Mozilla, il record mondiale degli 8 milioni di download in un giorno (8.002.530, per la precisione) e il numero crescente dei suddetti che continua a campeggiare come un trofeo sulla homepage di Spread Firefox, credo sia forse utile darsi una calmata e ragionare sul perché magari è il caso, per chi il web non lo usa solo perché è “fico” e alla moda, di aspettare e ponderare prima di abbracciare entusiasticamente la terza main release del panda rosso.

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