Blocchettoni viola invadono il mondo di Google Maps
Immagino che trovare un difetto visivo in un servizio estremamente popolare come Google Maps non capiti molto spesso, ma identificare qualcosa di bizzarro in uno scenario fotografico a pochi metri di distanza da dove abiti dev’essere ancora più raro. Eppure è esattamente quello che mi è capitato un pò di mesi fa, e il problema persiste ancora oggi: la visualizzazione di una strada qui vicino è semplicemente bacata, con un grosso blocco viola che occlude la vista a uno dei lati della carreggiata - per tutto il percorso della strada.
Maggio 2010, un mese di retro-anniversari
Certe tecnologie sono durissime a morire, ma quando finalmente entrano a far parte della storia le si può celebrare a tempo debito. Caso vuole che il ventiduesimo giorno di maggio 2010 sia caduto l’anniversario di due prodotti tecnologici fondamentali, considerati pietre miliari nei rispettivi settori tanto da far esistere un “prima” e un “dopo” la loro comparsa sul mercato. E in entrambe i casi si tratta di prodotti che non hanno bisogno di presentazioni, trattandosi nientemeno che del primo “personaggio” della storia dei videogiochi e della prima versione di Windows ad avere successo presso il vasto pubblico di utenti di PC “IBM e compatibili”.
Perché The Fool blocca Google Safe-Browsing
The Fool è una start-up italiana fondata da Matteo Flora, consulente di sicurezza noto per aver aiutato la Mediaset di Silvio Berlusconi a mettere insieme i dati necessari a intentare una causa da 500 milioni di euro nei confronti di Google e YouTube nel luglio del 2008. Sul blog di FoolDNS, il principale prodotto offerto da The Fool, la società ha recentemente spiegato i motivi per cui Google Safe-Browsing faccia parte della blacklist del servizio e venga dunque bloccato per gli utenti e le aziende che ne facciano uso.
Browser war: Firefox vince, IE perde, Chrome ha finalmente un piano
Il fulmine a ciel sereno del lancio di Chrome non avrà forse fatto guadagnare una cifra enorme di market share al nuovo venuto, ma gli spasimi e l’indubbia accelerazione evolutiva scatenati dalla distribuzione del browser made-in-Google si riverberano con forza crescente sulla nuova guerra per il controllo della porta di accesso al network telematico globale. Per ora i numeri danno ancora ragione a Mozilla e al suo panda rosso, ma in futuro le cose si faranno più complicate allorché Google avrà giocato una delle sue carte migliori per trasformare Chrome da eccentricità per pochi a forza di conquista del settore mainstream.
Regola numero uno: mai fidarsi del cloud computing
Era il 27 agosto del 2007 (il giorno del mio compleanno) allorché il columnist John C. Dvorak metteva in guardia dai rischi del “cloud computing”, il “software come servizio”, il “Web 3.0″ e le tante sigle che si susseguono in questi anni per tentare di catturare l’attenzione del pubblico e spacciare per nuova quella che è la più arcaica architettura di computing mai esistita.
Link & Segnalazioni # 6: zombi, 486 astronomici, dark age digitali, fiaschi in 3D & Windows
Questa nuova tornata di segnalazioni sparse fa dell’eterogeneità il suo tratto distintivo. Voglio dire, qui si cerca di tenere assieme uno zombiecon con il telescopio spaziale Hubble, i fiaschi di Google con i possibili fiaschi futuri di Microsoft, le solite fregnacce sul P2P e persino l’ostracismo di Western Digital nei confronti della tecnologia SSD! Ho bisogno di una giornata di 36 ore, decisamente
Browser war, Firefox al 20%. Google Chrome che?
Dopo oltre due mesi dal lancio di Chrome, il browser made-by-Google che avrebbe dovuto rivoluzionare l’intero settore e la stessa percezione di Internet da parte degli utenti, lo scenario che si presenta oggi è parecchio diverso da quello che gli eventi lasciavano presagire allora. Non solo Chrome non è riuscito a conquistare una fetta significativa di netizen, ma persino la sua indubbia leadership nelle prestazioni verrà presto rimessa in discussione dalle nuove release dei competitor.
Link & Segnalazioni # 4: space worm, ISP dal braccino corto, Google e antica Persia
Se c’è una cosa che appare chiara a chiunque abbia solo bagnato i piedi nel mare magnum di Internet, è che nella cosiddetta società dell’informazione quello che non manca mai sono gli spunti di discussione, le fonti di (appunto) informazione e i fatti degni di menzione. Le potenziali segnalazioni, insomma, abbondano, e la difficoltà non è tanto scovarle quanto fare una cernita per mettere assieme le più interessanti.
Google Chrome scatena la Terza Grande Guerra dei Browser
Con l’effetto proprio di un fulmine a ciel sereno, all’inizio di questa settimana Mountain View ha distribuito la versione beta del suo browser, Google Chrome, entrando a pieno titolo nel mercato iper-competitivo delle interfacce software verso le possibilità insite nell’economia di rete e nella società dell’informazione. Tutti ne parlano, tutti esprimono la loro, ma nessuno ha ancora avuto il coraggio di definire l’evento con il nome che gli compete: Chrome, c’è poco da fare, segna l’inizio di una nuova guerra dei browser in un’epoca in cui questi ultimi rappresentano l’ossatura principale del business e dell’accesso al patrimonio digitale dell’umanità interconnessa.
La magistratura italiana vuole cancellare The Pirate Bay dalla Rete
Decisamente, ho peccato di ottimismo. Il caso del blocco di The Pirate Bay, che un pubblico ministero di Bergamo ha ordinato di rendere inaccessibile alla Internet italiana non solo non si è risolto, ma acquista sempre più i contorni di un colpo senza precedenti al P2P nostrano, in cui la legge viene adottata come un maglio per buttare giù, anche a costo di rendersi colpevoli di un’iniziativa illegale, quella che è unanimemente considerata come la principale fonte di ricerca per i contenuti disponibili su rete BitTorrent.
Il malware ha messo radici su Google Blogger
Google Blogger, la piattaforma di blogging gratuita in circolazione sin dal 1999 si è trasformata in uno strumento privilegiato di diffusione delle infezioni informatiche, al punto da arrivare a ospitare il 2% di tutto il malware attualmente sparso per il globo interconnesso. A rivelarlo è la security enterprise Sophos, che cifre alla mano lancia l’allarme e dice la colpa non è tutta di Google. Forse.
Google Maps e le agenzie di lavoro interinale
Della panoplia infinita di web appliance che Google propina offre ai suoi utenti, Google Maps è quella che tradizionalmente mi è sempre stata meno utile. Da quando mi sono trasferito a Bologna ho però avuto modo di apprezzarla molto di più, usandola, oltre che per la ricerca di negozi, servizi e quant’altro, come stradario a contenuto dinamico per la raccolta dei progressi nella mia ricerca di lavoro.

