L’antipirateria è un pessimo affare

Notizie - Una carrellata di notizie fresche e di qualità, dentro e fuori dal Web Dopo aver passato anni a trasformare la pirateria in un affare di stato e in un’opportunità di business per i parassiti del copyright, le major dell’audiovisivo devono ora fare i conti con una realtà sempre più evidente: combattere la condivisione dei contenuti digitali on-line, sul Web e sulle reti di P2P non sortisce alcun effetto positivo. A dirlo non sono gli attivisti della condivisione ma un corpus di ricerche “ufficiali” dalle dimensioni in continua crescita. La risposta dell’industria? Ancora più anti-pirateria, ancora più denunce e ancora più anni di galera per i trasgressori.

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Censurare la “pirateria” del P2P è inutile. E di gran moda

Approfondimenti - Una lente impietosa puntata sui temi caldi, retrospettive appassionate e dettagliate, riflessioni oltre le apparenze L’industria è in guerra contro la “pirateria”, la diffusione e la condivisione on-line non autorizzate dei contenuti digitali, una guerra combattuta usando ogni mezzo possibile e abusando senza freno di propaganda, censura e lobbismo politico. Ma si tratta di una guerra che non serve a niente, e quando le major riescono a inibire l’accesso a siti “pirata” particolarmente popolari come The Pirate Bay il risultato netto è che non cambia assolutamente nulla.

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La guerra sporca contro il file sharing

Approfondimenti - Una lente impietosa puntata sui temi caldi, retrospettive appassionate e dettagliate, riflessioni oltre le apparenze Sono passati più di quattro anni dall’ultima volta in cui Sir Arthur’s Den si è occupato di guerra alla “pirateria” digitale sulle reti di P2P, e in questi pochi anni lo scontro fra l’industria dei contenuti, gli utenti e i promotori della condivisione gratuita dei suddetti contenuti non ha fatto che peggiorare. La lobby congiunta di MAFIAA (fusione ideale e spaventosa di RIAA ed MPAA) ha fatto del suo peggio chiedendo risarcimenti economici mostruosi, sbattendo in galera i releaser e provando ad affermare l’idea che il “crimine” contro il copyright non paga più.

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L’Italia è pronta per la sua “three strike law”

Notizie - Una carrellata di notizie fresche e di qualità, dentro e fuori dal WebQualche giorno fa, riassumendo i tanti sforzi fatti dai politici italiani per censurare Internet e radere al suolo i diritti civili dei cittadini della rete, coglievo anche l’occasione per anticipare quello che sarebbe potuto succedere in futuro dopo l’approvazione definitiva della famigerata three strike law da parte del parlamento francese. Quanto è avvenuto nei giorni scorsi non fa che confermare la giustezza di quelle previsioni e apre, anche in Italia, le porte alla resa definitiva del diritto e del bene comune agli interessi di parte dei parassiti del copyright.

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Lo psicodramma del P2P tra The Pirate Bay e “three strike law”

Approfondimenti - Una lente impietosa puntata sui temi caldi, retrospettive appassionate e dettagliate, riflessioni oltre le apparenze Il 2009 è certamente l’anno più delicato per il peer-to-peer e la crociata dell’industria contro la condivisione gratuita dei contenuti in rete. In Italia abbiamo i problemi di incompetenza e indecente sudditanza dei parlamerdari di cui già si è discusso, e spostando l’attenzione verso quel che succede in Europa le cose riescono se possibile persino a peggiorare. Due in particolare sono le questioni rilevanti di queste settimane nel Vecchio Continente, la condanna della crew di The Pirate Bay e l’approvazione in Francia della dottrina Sarkozy anche nota come three strike law o legge HADOPI.

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Italy vs. Internet, l’impotenza della ragione contro il governo dell’indecenza

Approfondimenti - Una lente impietosa puntata sui temi caldi, retrospettive appassionate e dettagliate, riflessioni oltre le apparenze Le settimane passate hanno segnato una escalation senza precedenti della ben nota incompetenza e incapacità delle istituzioni italiane di avere a che fare con Internet, di vivere il rapporto con le tecnologie digitali seguendo la logica e la razionalità piuttosto che l’emotività e la violenza. Invece i nostri cari governanti e parlamentari hanno recentemente sparato fuori una serie di emendamenti, proposte di legge e opinioni da far strabuzzare gli occhi a chiunque creda nell’importanza di Internet come strumento democratico.

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Comitato anti-pirateria, l’incompetenza è sempre al potere

Approfondimenti - Una lente impietosa puntata sui temi caldi, retrospettive appassionate e dettagliate, riflessioni oltre le apparenze Felicitazioni, felicitazioni, il Comitato Tecnico contro la pirateria digitale e multimediale è nato nelle stanze del potere italiano, seriamente intenzionato a debellare il fenomeno del file sharing e soprattutto ad avere un occhio di riguardo verso i voleri delle associazioni dell’industria, il cui unico scopo è da sempre quello di spillare denaro da ogni singolo bit trasferito in rete. SIAE già detta ordini precisi sul da farsi, alla faccia delle buone intenzioni sulla volontà di ascoltare i rappresentanti di tutti i soggetti interessati alla questione.

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In attesa di arruolare i provider, RIAA continua a frequentare i tribunali

Approfondimenti - Una lente impietosa puntata sui temi caldi, retrospettive appassionate e dettagliate, riflessioni oltre le apparenze RIAA e le major discografiche lo hanno detto piuttosto chiaramente, che intendono abbandonare la strade della persecuzione legale dei singoli utenti del file sharing per concentrarsi sulla collaborazione diretta degli ISP. Nell’attesa di verificare a cosa porterà, in concreto, un tale cambiamento di strategia, l’organizzazione delle etichette statunitensi risulta per ora impegnata su più fronti inclusi quei tribunali di cui si è sin qui servita nella sua crociata contro il P2P.

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RIAA inizia male il nuovo anno

Approfondimenti - Una lente impietosa puntata sui temi caldi, retrospettive appassionate e dettagliate, riflessioni oltre le apparenze Il periodo di festa a cavallo tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009 non è stato particolarmente felice per RIAA e le major discografiche: l’organizzazione più odiata d’America (almeno per quanto riguarda Internet) si prepara (apparentemente) a cambiare strategia legale contro il file sharing coinvolgendo direttamente i provider, ma nel frattempo uno di questi ISP solleva una questione economica che non fa presagire un avvio facile per la bizzarra joint venture tra proprietari dei diritti d’autore e fornitori di connettività.

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Come RIAA e Silvio Berlusconi intendono affossare il P2P

Approfondimenti - Una lente impietosa puntata sui temi caldi, retrospettive appassionate e dettagliate, riflessioni oltre le apparenze In quello che suona come uno sviluppo inatteso quanto pericoloso della perdurante guerra dell’industria contro gli utenti del P2P, venerdì scorso il Wall Street Journal ha riportato che RIAA, dopo anni di intimidazioni, errori, storture e abusi del sistema giudiziario statunitense vuole ora cambiare strategia, abbandonando la sua campagna di cause legali di massa per concentrarsi sul “next level”, il prossimo livello del piano preordinato con cui le major vorrebbero sopravvivere al progresso tecnologico mantenendo in eterno i privilegi di un passato (è bene che se lo ficchino bene in mente tutti) che non tornerà mai più.

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