Più persone che acqua
La notizia non è recentissima, e l’argomento non ottiene attenzione in questo periodo di feste, regali e consumi sconsiderati da parte di chi se li può ancora permettere (con i debiti). Nondimeno si tratta di un problema con cui tutti, prima o poi, avremo a che fare nel futuro prossimo. Le scorte di acqua dolce sono, già oggi, insufficienti a placare la domanda, e in futuro andrà sempre peggio considerata la crescita del fabbisogno di quelle autentiche bombe atomiche demografiche generalmente elencate sotto la definizione di “paesi in via di sviluppo”.
La sinistra è morta, ed ecco perché
Come si potrebbe mai descrivere un leader politico come Massimo D’Alema, uno dei principali responsabili della persistenza di quel farabutto di Silvio Berlusconi nella vita politica italiana degli ultimi 15 anni, uno che non conosce l’importanza delle votazioni in parlamento quando si tratta di mettere KO il governo e la sua maggioranza ma non perde occasione di dimostrare al duce dei media che lui è sempre pronto a stringere accordi per favorire la reciproca sopravvivenza politica?
Annozero sta per tornare…
Mentre gli editoriali si sprecano sul ricordo di un mediocre omino televisivo passato a miglior vita, la televisione fatta dai vivi continua a offrire fulgidi esempi dello sterco che ivi vi alberga. Dice Michele Santoro sul sito della sua trasmissione che “mancano pochi giorni alla partenza e la televisione continua a non informare il pubblico sulla data d’inizio di Annozero. Perciò vi chiedo di inviare a tutti i vostri amici e contatti su Internet gli spot che abbiamo preparato a questo scopo e che non vengono trasmessi“.
Marco Travaglio - L’olio di ricino in edicola
Questa settimana niente appuntamento con Marco Travaglio in video - il giornalista dice di essere convalescente in seguito a un intervento chirurgico, ragion per cui la nuova puntata della rubrica Passaparola è solo testuale. Rimane inalterata la puntualità di Travaglio nel raccontare la deriva oramai palese della democrazia italiana verso il nulla berlusconiano e in seguito chissà cos’altro. Leggere però ogni volta di cortigiani pronti a sparare fuori dossier compromettenti sui nemici del padrone, servizi segreti deviati e schedature fasciste comincia a pesare anche a un tipo ossessivo come il sottoscritto.
L’Italia è pronta per la sua “three strike law”
Qualche giorno fa, riassumendo i tanti sforzi fatti dai politici italiani per censurare Internet e radere al suolo i diritti civili dei cittadini della rete, coglievo anche l’occasione per anticipare quello che sarebbe potuto succedere in futuro dopo l’approvazione definitiva della famigerata three strike law da parte del parlamento francese. Quanto è avvenuto nei giorni scorsi non fa che confermare la giustezza di quelle previsioni e apre, anche in Italia, le porte alla resa definitiva del diritto e del bene comune agli interessi di parte dei parassiti del copyright.
Lo psicodramma del P2P tra The Pirate Bay e “three strike law”
Il 2009 è certamente l’anno più delicato per il peer-to-peer e la crociata dell’industria contro la condivisione gratuita dei contenuti in rete. In Italia abbiamo i problemi di incompetenza e indecente sudditanza dei parlamerdari di cui già si è discusso, e spostando l’attenzione verso quel che succede in Europa le cose riescono se possibile persino a peggiorare. Due in particolare sono le questioni rilevanti di queste settimane nel Vecchio Continente, la condanna della crew di The Pirate Bay e l’approvazione in Francia della dottrina Sarkozy anche nota come three strike law o legge HADOPI.
Italy vs. Internet, l’impotenza della ragione contro il governo dell’indecenza
Le settimane passate hanno segnato una escalation senza precedenti della ben nota incompetenza e incapacità delle istituzioni italiane di avere a che fare con Internet, di vivere il rapporto con le tecnologie digitali seguendo la logica e la razionalità piuttosto che l’emotività e la violenza. Invece i nostri cari governanti e parlamentari hanno recentemente sparato fuori una serie di emendamenti, proposte di legge e opinioni da far strabuzzare gli occhi a chiunque creda nell’importanza di Internet come strumento democratico.
I 90 anni del Principe
Non esiste probabilmente al mondo un caso simile a quello di Giulio Andreotti, l’uomo politico sopravvissuto a se stesso, il sette volte Presidente del Consiglio che siede nel parlamento italiano dai tempi dell’Assemblea Costituente e ha contribuito a fondare la Democrazia Cristiana accanto allo statista Alcide De Gasperi. Grande Vecchio della storia repubblicana, Andreotti è tra le altre cose anche un noto mafioso e amico di mafiosi, cosa che fa bene ricordare ogni tanto per amor di verità, al netto della propaganda e delle falsità propinate dal regime televisivo che attualmente governa le menti della maggioranza degli italiani.
Ho visto il cadavere della stampa italiana. Chissà come, ancora si muoveva
Dire che in Italia non esiste più la stampa ma solo una sequela senza fine di cortigiani del potere è una cosa sin banale, che una persona assennata potrebbe considerare qualunquismo se soltanto non fosse la pura e semplice verità dei fatti. In Italia l’informazione propriamente detta è morta, è diventata uno zombi tenuto artificialmente in vita da furti di stato e passaggi di denaro imbarazzanti. Prendi quello che sta succedendo in questi giorni dopo la manifestazione di Piazza Farnese.
Comitato anti-pirateria, l’incompetenza è sempre al potere
Felicitazioni, felicitazioni, il Comitato Tecnico contro la pirateria digitale e multimediale è nato nelle stanze del potere italiano, seriamente intenzionato a debellare il fenomeno del file sharing e soprattutto ad avere un occhio di riguardo verso i voleri delle associazioni dell’industria, il cui unico scopo è da sempre quello di spillare denaro da ogni singolo bit trasferito in rete. SIAE già detta ordini precisi sul da farsi, alla faccia delle buone intenzioni sulla volontà di ascoltare i rappresentanti di tutti i soggetti interessati alla questione.
Come RIAA e Silvio Berlusconi intendono affossare il P2P
In quello che suona come uno sviluppo inatteso quanto pericoloso della perdurante guerra dell’industria contro gli utenti del P2P, venerdì scorso il Wall Street Journal ha riportato che RIAA, dopo anni di intimidazioni, errori, storture e abusi del sistema giudiziario statunitense vuole ora cambiare strategia, abbandonando la sua campagna di cause legali di massa per concentrarsi sul “next level”, il prossimo livello del piano preordinato con cui le major vorrebbero sopravvivere al progresso tecnologico mantenendo in eterno i privilegi di un passato (è bene che se lo ficchino bene in mente tutti) che non tornerà mai più.
Raccolta di strisce a fumetti su Barack Obama
Mentre gli umoristi discutono sulla comicità ai tempi di Barack Obama, il senatore eletto star di Internet prima ancora che 44esimo presidente degli Stati Uniti non ha certo tardato a divenire il soggetto di un buon numero di strisce di qualità pubblicate sul web. Nell’attesa del 20 gennaio, data fatidica in cui il nuovo comandante in capo dell’iperpotenza americana in declino si trasferirà alla Casa Bianca, Obama sta occupando il tempo inaugurando il filo diretto con i netizen grazie al discorso settimanale disponibile su YouTube, rispondendo (o facendo rispondere) alla lettera di una ragazzina di 8 anni, finendo nella scala nanometrica e ottenendo persino l’appoggio di Homer Simpson nello show televisivo più irriverente d’America.
La vittoria di Obama vista da un italiano
Quando, nella notte tra il 4 e il 5 novembre, Barack Hussein Obama II è stato eletto 44esimo Presidente degli Stati Uniti d’America, per un istante il mondo si è fermato. Si è cristallizzato nella cosa in se, sentendo tutto il peso e la portata di un evento storico, e poi ha ricominciato a correre vorticoso accelerando e bruciando vite e mercati finanziari. Rimane la speranza che le promesse di Mr.President non siano servite solo ad arringare la folla, e guardando la cosa dal punto di vista della povera Italia in rovina non posso non fare alcune considerazioni anche e soprattutto per quanto riguarda la tecnologica e l’informatica.
Il Partito Pirata ai magistrati: sul blocco di The Pirate Bay vogliamo la verità
Il Partito Pirata italiano, associazione senza scopo di lucro nata sulla scia della più ampia iniziativa europea di riforma della proprietà intellettuale, vuole vedere chiaro nelle modalità delle indagini condotte in occasione del blocco di The Pirate Bay, fugando i tanti dubbi ancora perduranti sulla condotta degli agenti della polizia fiscale in merito alla redirezione della connessione verso un indirizzo Internet appartenente alle etichette discografiche.
Il ministro-downloader sconfessa la commissione anti-pirateria
Roberto Maroni di professione fa il Ministro dell’Interno del governo italiano, ma nel tempo libero si diverte ad ascoltare musica e, soprattutto, a scaricarla dal P2P. Non ne ha mai fatto mistero, e lo ha confermato ancora nei giorni scorsi durante un incontro con la stampa a Varese, incontro che ha preceduto la sua partecipazione a Il Festival del Racconto. Incidentalmente ma non troppo, le dichiarazioni del Ministro arrivano dopo l’istituzione dell’oramai ben noto comitato contro la pirateria digitale presso la Presidenza del Consiglio, che vorrebbe combattere proprio quel file sharing di cui Maroni prende periodicamente le difese.
Link & Segnalazioni # 3: intercettazioni, webcam aliene, killer-console ed energia solare
Il tema ricorrente di questa nuova tornata di segnalazioni sparse è la menzogna. La menzogna dei politicanti, che negli Stati Uniti hanno trasformato in carta straccia i diritti dei cittadini e poi hanno previsto salvacondotti legali per le società di telecomunicazioni coinvolte, la menzogna delle società produttrici di tabacco abituate a uccidere con le radiazioni i propri clienti e la menzogna delle major che continuano a parlare di “furto” ogni qual volta una copia digitale di un brano musicale viene scambiata sul P2P.
Gli ex-nazisti condonano il P2P. I fascisti italiani preferiscono le lobby
Condito dai commenti al solito sopra le righe di Brokep, il blocco di The Pirate Bay che attualmente interessa mezza Italia ha scatenato una discussione parzialmente off-topic sullo stato della libertà di espressione nel paese, la perdurante presenza di un regime dittatoriale strisciante e gli oscuri intrecci tra la magistratura e le lobby dell’industria multimediale. Credo che qualche chiarimento in merito, per gli italiani così come per il pubblico internazionale, sia forse d’uopo.
L’Italia? Non è un paese per (vecchi) blogger
Quando gli ho confessato l’idea di voler aprire un mio blog, Paolo De Andreis - direttore responsabile di Punto Informatico - mi ha molto gentilmente offerto la disponibilità dei server del giornale per avere un mio dominio e per giunta a condizioni estremamente vantaggiose. Ho deciso sin da subito di rifiutare e di aprire uno spazio on-line su un server straniero perché, messa in termini molto semplici e diretti, per come la vedo io l’Italia non è un paese civile né fuori né dentro la Rete e i fatti dei giorni scorsi lo confermano.

