Xenon 2 e DRM, danni quasi irreparabili?
Le tecnologie DRM (Digital Rights Management) e la loro perniciosa tendenza a rovinare la giornata ai videogiocatori su PC sono costantemente al centro del dibattito videoludico, e quasi tutti danno per scontato che si tratti di un problema contemporaneo non riguardante affatto i titoli del passato. Niente di più falso: magari qualche anno fa (o molti anni fa) si chiamavano più banalmente “protezione alla copia”, ma le restrizioni DRM continuano a far danni anche tra coloro che si dilettano nella nobile arte del retrogaming o sono interessati alla preservazione dei contenuti digitali.
“laRegioneTicino” mi ha intervistato
Il bello di Internet è che può capitarti di tutto, anche quello che ti aspetti di meno: nei giorni scorsi sono stato intervistato dal giornale svizzero laRegioneTicino su abandonware, retrogaming e argomenti connessi. Il pezzo risultante, disponibile in formato PDF nella sezione tecnologia del sito del quotidiano o anche qui su Sir Arthur’s Den, è una versione ridotta dell’intervista realizzata via e-mail. Nulla di particolarmente eclatante, per carità, ma è una cosa che mi fa certamente piacere
laRegioneTicino - A volte ritornano di Luca Berti.
L’admin di hotud.org: “Home of the Underdogs è ancora vivo”
Lord Pall, amministratore dell’erede spirituale del sito di abandonware Home of the Underdogs, mi ha inviato nei giorni scorsi una e-mail comunicandomi che i lavori per spingere in avanti il quasi-defunto progetto di Sarinee Achavanuntakul continuano a pieno ritmo. “Siamo ancora vivi con la maggior parte dei giochi in elenco, una parvenza di community, e un buon numero di utenti che ha aggiunto giochi e recensioni“, scrive Lord Pall, dicendo che c’è ancora molto lavoro da fare ma lo sviluppo del sito procede come sperato.
Home of the Underdogs è tornato on-line. Due volte. Con i download
Non ha fatto in tempo a rinascere dalle proprie ceneri, l’araba fenice dell’abandonware, che si è subito divisa in due parti distinte e non comunicanti fra di loro. Dagli sforzi della community riunitasi attorno al gruppo di discussione Home of the Underdogs Revival Project sono infatti fuoriusciti prima houtd.org e, qualche settimana dopo, homeoftheunderdogs.net. Entrambe i siti pretendono di essere la casa “ufficiale” del nuovo Home of the Underdogs, e intendono perseguirne la “missione” in modi diversi e alquanto difficili da conciliare in un approccio unitario.
Home of the Underdogs, l’araba fenice dell’abandonware
Come l’uccello leggendario risorge dalle proprie ceneri, il sito più importante dell’abandonware recentemente caduto nell’oblio della disconnessione si appresta a tornare in vita grazie agli sforzi congiunti di appassionati ed esperti e con il beneplacito della sua curatrice originaria, che annuncia l’avvio del progetto di revival e chiede scusa per essere stata assente così tanto tempo da lasciar consumare nell’inedia una risorsa preziosa del videogaming storico.
Requiem per il campione dell’abandonware
Home of the Underdogs è morto, lunga vita al videogaming d’annata. Difficilmente si sprecheranno parole di commiato in seno all’industria IT per l’occasione, nondimeno l’evento merita di essere evidenziato: fondato dalla tailandese Sarinee Achavanuntakul nel settembre 1998, col tempo HotU è diventato il più grande archivio di videogame storici (soprattutto) per piattaforme DOS e Windows, rappresentando uno dei principali punti di approdo del fenomeno al confine tra l’illegalità e la memoria storica meglio noto come abandonware.
Good Old Games, il digital delivery sposa il retrogaming
Il produttore/publisher polacco CD Projekt ha avuto la bella idea di far convergere due grandi tendenze della comunità di videogiocatori su PC, l’una maggioritaria (il digital delivery) e l’altra marginale (il retrogaming) per costruirci su un nuovo business, che dovrebbe concretizzarsi il prossimo settembre sotto le sembianze di GOG.com, acronimo che sta per Good Old Games.

