Marco Travaglio - Verità di Stato e verità di mafia
E’ vero che prima o poi anche il peggio avrà un limite, e anche questo disastrato paese dovrà fare i conti con la Verità della Storia, quella che non va in onda col telegiornale delle otto e che guarda Silvio Berlusconi e i suoi pari come i criminali che sono. Stabilito questo, io non sono così speranzoso come Travaglio sull’eventualità che qualcuno di quelli che sanno cominci a parlare entro breve. Sarà che al momento ho perso un pò la capacità di immaginarmi un futuro, ma per come la vedo io questo letamaio di mafiosi al potere potrebbe andare avanti ancora per molto.
Marco Travaglio - Unipol, D’Alema e l’Opa sul Pd
I comunisti italiani veri, quelli estintisi qualche anno fa, facevano schifo perché erano finanziati dai comunisti russi veri, quelli che sterminavano gli oppositori e sopperivano alle loro evidenti mancanze sessuali con missiloni d’antologia nelle parate. I moderni discendenti dei comunisti italiani, quelli che si autodefiniscono “Partito Democratico” provocando ilarità generalizzata, fanno orrore perché si comportano come i peggiori tra i capitalisti. Giocano con la finanza, scalano banche, vanno in barca e poi parlano dei “sacrifici dei lavoratori” con lo stomaco e il portafogli pieni. Se questi sono la migliore “alternativa” a Psico-Viagra io sono Gesù Cristo incarnato.
Marco Travaglio - I paradisi fiscali di Mediaset
La cosa più divertente, nell’infinito susseguirsi dei guai di Silvio “Psicopapi” Berlusconi con la giustizia, è constatare quanto quest’ometto con poco pelo e libido color Viagra si sia dato da fare nel frodare lo stato, rubare e prendere in giro il prossimo suo nel corso della sua lunga carriera imprenditorial-criminale e ora politica. Che fine faranno le nuove inchieste sui fondi neri di Mediaset e il suo proprietario Papi-Silvio non è dato saperlo, certamente la cortina di auto-censura che coinvolge i maggiori mass media italiani non farà passare granché della verità dei fatti. Speriamo nel Fatto.
Marco Travaglio - De Gennaro e la macelleria messicana
Avviso ai naviganti: questo post è stato scritto senza freni inibitori. Nel suo ultimo Passaparola Marco Travaglio dice che la maggioranza dei poliziotti è onesta, e dunque la colpa dell’assalto alla scuola Diaz durante il G8 del 2001 va ricercata soprattutto tra i “capi” del corpo. In questo caso Travaglio non la dice tutta e lo sa benissimo, perché le forze dell’ordine sono piene di fascisti bastardi che andrebbero appesi per le palle in Piazzale Loreto, senza se e senza ma. Una visione più diretta della bestialità capitata a Genova otto anni fa (e per cui come al solito in questo paese di merda quasi nessuno ha pagato conto) l’ha data Nick Davies sul Guardian.
Marco Travaglio - La fine della Mondadori
Silvio Berlusconi, ovverosia l’uomo che si è fatto da solo comprando sentenze, corrompendo giudici e ottenendo surrettiziamente il controllo del più grande gruppo editoriale italiano in un epoca in cui lo sfacelo sociale, politico e istituzionale di oggi non era nemmeno lontanamente immaginabile. C’è speranza che il giudice del Tribunale di Milano Raimondo Mesiano dia ragione a De Benedetti, stabilendo l’ennesimo tassello del puzzle infame che è la storia giudiziaria di Psicopapi? Ogni tanto qualche magistrato dimostra di avere ancora un minimo di dignità mettendosi contro i potenti, chissà che non sia questo un altro caso del genere…
Marco Travaglio - L’autodistruzione del Pd
E’ assolutamente corretto dire che in Italia il vero problema non è tanto Berlusconi quanto l’imbarazzante inadeguatezza del principale partito di opposizione a questo dittatorucolo costantemente in calore. Però non so se augurarsi l’autodistruzione di quella comica demente che è diventato il Partito Democratico significhi autoflagellarsi e imporsi qualche altro anno di Psicopapi o l’esatto contrario. Un partito stagnante, focalizzato solo su se stesso, retto da persone non di rado indecenti ed equivoche non può dare garanzie su un futuro di democrazia compiuta. Quindi perché non distruggerlo o stravolgerlo come vuole fare (Beppe) Grillo? Certe volte le macerie convengono.
Marco Travaglio - Ricettatori di Stato
Per chiunque abbia un quoziente intellettivo pari almeno a 5, sentir definire “scudo fiscale” il condono per ogni genere di spazzatura monetaria in rientro dall’estero non può che far sorridere: le decine di milioni di coglioni che ancora guardano la TV in questo paese ingollano la balla, e il governo più criminale che abbia mai visto in vita mia confeziona ai suoi migliori clienti (le mafie, i corruttori, Silvio Berlusconi che li riassume entrambi eccetera) l’ennesimo favore ad criminem. Per gentaglia del genere ci vuole soltanto la galera, altro che tregua mio poco caro, pessimo, velleitario e opportunistico Presidente Napolitano…
Marco Travaglio - Lettera d’amore
Ho appena finito di parlare al cellulare con mia madre, una donna di mezza età che passa troppa parte del suo tempo davanti alla televisione e per il resto va in chiesa. Le ho parlato del nuovo giornale che stanno mettendo in piedi Travaglio e altri giornalisti di valore e a cui mi abbonerò quanto prima, accennandole Puttanopoli e le escort pagate 2.000 euro a notte da Psicopapi. Lei è scesa dalle nuvole, senza sapere nulla dei fatti emersi in questi giorni e che i leccaculo televisivi come Augusto Minzolini hanno accuratamente celato al pubblico. A una persona del genere, e a una enorme fetta di italiani sentire che Berlusconi è un mafioso deve apparire irreale. Quando la realtà è più irreale della fantasia allora vuol dire che… siamo in Italia, anno domini 2009.
Marco Travaglio - Oblio di stato
Come ben esemplificano i reiterati tentativi di censurare, filtrare e depotenziare uno dei pochi strumenti di controllo democratico del potere che in Italia ancora non è sotto l’oppressivo dominio della politica, per gli occupanti abusivi del parlamento è assolutamente necessario mettere le mani su Internet. A me comunque sembra che la legge segnalata da Travaglio nella rubrica Passaparola, “utile” a intimidire la rete o a trasformarla in una landa di illegalità perenne in cui una vecchia notizia che ricorda le malefatte passate di un politico può mandare un blogger in galera o farlo multare con cifre da capogiro sia più ridicola che pericolosa. Le maglie della rete sono potenzialmente illimitate, queste patetiche teste di tofu possono controllare i media ma non tutti i blog e i siti web del mondo.
Marco Travaglio - Puttanopoli
E’ certamente vero che ogni epoca ha il suo 25 luglio, e che il regime fascista era una cosa molto più seria (ancorché tragica e bestiale come ogni dittatura) del regime berlusconiano e quindi cadde non per le puttane come nel caso di Berlusconi ma perché Mussolini portò il paese verso la distruzione. Tuttavia non riesco a non provare pietà per me stesso e disprezzo profondo per quei milioni di coglioni che hanno votato questa bizzarra caricatura umana, e al contrario di molti io non sono affatto convinto che lo scandalo delle escort di Bari possa servire a molto, almeno sul medio termine.
Marco Travaglio - Massima insicurezza
Il trucco migliore che sia riuscito al Diavolo è stato quello di far credere che non esiste. La porcheria migliore che sta riuscendo a Silvio Berlusconi e alla sua schiera di lacché, complici, avvocati (è un insulto) e puttane è quella di far traboccare il vaso già pieno di chi una coscienza civile ancora ce l’avrebbe nonostante tutto. Se su questo blog non si parlerà più di questi pezzi di merda e dei loro reiterati assalti alla dignità di un paese che va sempre più a fondo non sarà per la paura di dover pubblicare smentite in 48 ore pena multe salatissime, come previsto dal nuovo disegno di legge sull’insicurezza che si appresta a essere approvato in via definitiva al Senato, ma semplicemente perché ne avrò le palle piene e mi sarò girato dall’altra parte per non vomitare. E ora scusate ma torno a guardare Death Note.
Marco Travaglio - Cornuti, perdenti e contenti
Questo post doveva uscire molto tempo prima di questa notte, ma viene pubblicato solo ora per svariati problemi inclusa la difficoltosa reinstallazione di Zoundry Raven, il mio tool di blogging preferito (indispensabile direi…) e il crash periodico del mio cervello dovuto a motivazioni che è lecito non riportare (:-P). Lascio dunque ben volentieri la parola a Marco Travaglio e all’ultima puntata della rubrica Passaparola, ammazzo la zanzara gigante che mi svolazza davanti e di mio aggiungo, sul risultato delle elezioni europee, che Berlusconi non sarà forse il padrone d’Italia ma farà lo stesso di tutto per difendere i suoi interessi illeciti. Anzi, lo sta già facendo.
Marco Travaglio - Paese ad mafiam
Nella nuova puntata della sua rubrica Passaparola Marco Travaglio parla ancora di mafia, poteri occulti e trattative segrete tra il cosiddetto stato e le organizzazioni criminali che da oltre un secolo tengono per le palle questo digraziato paese. Questo è un paese ad mafiam, non c’è dubbio alcuno, e lo dico da meridionale intimamente consapevole del fatto che la mafia, la camorra e le cento altre forme del vero, autentico “made in Italy” da esportazione arrivano dappertutto, dentro e fuori i confini nazionali.
Marco Travaglio - L’insostenibile impunità di Berlusconi
La specialità di Marco Travaglio è la cronaca giudiziaria, e quando deve trattare questo genere di questioni il giornalista italiano più inviso al potere e ai parlamerdari inquisiti da indubbiamente il meglio di se. Se poi si tratta di scavare nella coscienza sporca di Silvio Berlusconi e nel suo impero costruito sulle mazzette, la corruzione e altri crimini persino peggiori il bonus della performance raddoppia. E purtroppo non c’è molto da rallegrarsi perché alla base di tutto c’è il marcio di questo paese che da 20 anni governa trascinando tutti giù verso l’abisso.
Marco Travaglio - Chi è Stato: nessuno
Per la nuova puntata della sua rubrica Passaparola, Travaglio affronta quelli che a mio avviso sono gli argomenti più interessanti della storia italiana recente. Omicidi politici, depistaggi, servizi segreti deviati, misteri del “secondo stato” che governa il paese della loggia massonica P2, dello stalliere mafioso di Arcore alle dipendenze di Silvio Berlusconi e dei magistrati fatti saltare in aria per appacificare mafia e autorità, dando così il via libera alla nascita della Seconda Repubblica. Quella mozzarella del presidente Napolitano è sicuramente una persona informata sui fatti, essendo stato comunista quando i comunisti in Italia erano pappa e ciccia con il regime sovietico dell’URSS.
Marco Travaglio - Zoo Italia
Marco Travaglio ha recentemente ricevuto il premio per il giornalismo libero consegnatogli dall’associazione dei giornalisti tedeschi Djv, e per quanto mi riguarda merita tutta la considerazione possibile essendo una delle poche voci in Italia che hanno il coraggio di dissentire dal coro di servi, cortigiani e puttane al soldo di Silvio Berlusconi. Comincio dunque da questa settimana a riportare le puntate della sua rubrica Passaparola, in onda ogni lunedì sul blog Voglio Scendere.
Epitaffio sulla tomba dell’automobile
Uno degli aspetti più interessanti messi in luce dalla recessione mondiale è il fatto che gli standard economici del passato non valgono più, e in un futuro non molto lontano quello che molti oggi descrivono come la schiavitù del posto fisso verrà invece ricordato come un periodo dorato, una fase e una condizione di vita privilegiate che non torneranno mai più.
I 90 anni del Principe
Non esiste probabilmente al mondo un caso simile a quello di Giulio Andreotti, l’uomo politico sopravvissuto a se stesso, il sette volte Presidente del Consiglio che siede nel parlamento italiano dai tempi dell’Assemblea Costituente e ha contribuito a fondare la Democrazia Cristiana accanto allo statista Alcide De Gasperi. Grande Vecchio della storia repubblicana, Andreotti è tra le altre cose anche un noto mafioso e amico di mafiosi, cosa che fa bene ricordare ogni tanto per amor di verità, al netto della propaganda e delle falsità propinate dal regime televisivo che attualmente governa le menti della maggioranza degli italiani.
Ho visto il cadavere della stampa italiana. Chissà come, ancora si muoveva
Dire che in Italia non esiste più la stampa ma solo una sequela senza fine di cortigiani del potere è una cosa sin banale, che una persona assennata potrebbe considerare qualunquismo se soltanto non fosse la pura e semplice verità dei fatti. In Italia l’informazione propriamente detta è morta, è diventata uno zombi tenuto artificialmente in vita da furti di stato e passaggi di denaro imbarazzanti. Prendi quello che sta succedendo in questi giorni dopo la manifestazione di Piazza Farnese.
La vittoria di Obama vista da un italiano
Quando, nella notte tra il 4 e il 5 novembre, Barack Hussein Obama II è stato eletto 44esimo Presidente degli Stati Uniti d’America, per un istante il mondo si è fermato. Si è cristallizzato nella cosa in se, sentendo tutto il peso e la portata di un evento storico, e poi ha ricominciato a correre vorticoso accelerando e bruciando vite e mercati finanziari. Rimane la speranza che le promesse di Mr.President non siano servite solo ad arringare la folla, e guardando la cosa dal punto di vista della povera Italia in rovina non posso non fare alcune considerazioni anche e soprattutto per quanto riguarda la tecnologica e l’informatica.








