Ok, ora odio Twitter un pò di meno…
Capita sempre così: la tecnologia si evolve, gli strumenti informatici recenti conoscono un’adozione sempre più estesa e io sono costretto a cambiare idea o ad adattare le mie opinioni al tempo presente piuttosto che tenerle ancorate al passato. Odiavo (Windows) Vista, ora uso Vista (in attesa dell’upgrade a Win7), odiavo Twitter… E ancora odio Twitter, a dirla tutta, ma non posso non riconoscerne l’utilità al di là dell’uso scriteriato che ne fanno cazzoni che pensano con lo smartphone al posto del cervello.
Ciao Interfree, e grazie per tutto il pesce!
Sono abituato a portarmi dietro gli account Internet “storici” anche se non hanno più alcuna reale utilità, perché per me una delle cose più importanti è la “retrocompatibilità” e il supporto di tutti gli indirizzi e-mail aperti in passato nel caso (ancorché remoto) in cui qualcuno decidesse di contattarmi lì. Ho dunque appreso con parecchio fastidio la notizia della trasformazione dei servizi gratuiti di Interfree in prodotti professionali a pagamento, transizione che avverrà a partire da oggi e che avrà come effetto pratico la disabilitazione della mailbox e dello spazio web sin qui offerti a costo zero agli utenti.
Blocchettoni viola invadono il mondo di Google Maps
Immagino che trovare un difetto visivo in un servizio estremamente popolare come Google Maps non capiti molto spesso, ma identificare qualcosa di bizzarro in uno scenario fotografico a pochi metri di distanza da dove abiti dev’essere ancora più raro. Eppure è esattamente quello che mi è capitato un pò di mesi fa, e il problema persiste ancora oggi: la visualizzazione di una strada qui vicino è semplicemente bacata, con un grosso blocco viola che occlude la vista a uno dei lati della carreggiata - per tutto il percorso della strada.
Se Punto Informatico perde le sue colonne…
Questo è decisamente un periodo di shock per me, perché dopo il fattaccio dell’hard disk defunto mi tocca affrontare anche la dipartita (di pubblico dominio da un pezzo) dei fratelli De Andreis dalla guida di Punto Informatico, che poi sarebbe il giornale per cui ogni giorno scrivo qualche fesseria anche io venendo per di più pagato per il servizio
Il giornale ha cambiato proprietà da ottobre 2008 passando dalla De Andreis Editore a Edizioni Master, ma almeno per un pò le cose sono andate come sempre - cioè ogni giorno c’era la mail di Paolo (De Andreis) ad attendermi con dentro l’indicazione delle cose da fare.
Perché The Fool blocca Google Safe-Browsing
The Fool è una start-up italiana fondata da Matteo Flora, consulente di sicurezza noto per aver aiutato la Mediaset di Silvio Berlusconi a mettere insieme i dati necessari a intentare una causa da 500 milioni di euro nei confronti di Google e YouTube nel luglio del 2008. Sul blog di FoolDNS, il principale prodotto offerto da The Fool, la società ha recentemente spiegato i motivi per cui Google Safe-Browsing faccia parte della blacklist del servizio e venga dunque bloccato per gli utenti e le aziende che ne facciano uso.
Finalmente l’upgrade a Firefox 3(.5.2)
Per le cose buone ci vuole tempo, scrivevo nel luglio 2008. Nel caso dell’aggiornamento della mia installazione di Firefox all’ultima versione disponibile c’è voluto più di un anno, ragion per cui invece della release 3.0 ora mi ritrovo con uno scintillante Firefox 3.5.2 sullo schermo, nessun rimorso per il passaggio, qualche piccola mancanza di familiarità con le minime differenze di comportamento della UI del browser e tantissimo sollievo per la fine di un’operazione di installazione, test e rifinitura che mi ha portato via un intero weekend e la mattinata di lunedì scorso.
La Internet Interplanetaria sbarca sulla Stazione Spaziale Internazionale
Nel corso della prima settimana di luglio, la Internet Interplanetaria ideata da Vint Cerf (già co-creatore del protocollo TCP/IP alla base della Internet “terrestre”) e dagli ingegneri NASA si è guadagnata quello che dovrebbe essere il suo primo nodo permanente nello spazio esterno. Nel secondo di una lunga serie di test che hanno lo scopo di verificare l’affidabilità del protocollo Delay-Tolerant Networking (anche noto come Disruption-Tolerant Networking), il software necessario al suo funzionamento è stato trasferito sulla Stazione Spaziale Internazionale in orbita a 350 chilometri di distanza dalla Terra.
Browser war: Firefox vince, IE perde, Chrome ha finalmente un piano
Il fulmine a ciel sereno del lancio di Chrome non avrà forse fatto guadagnare una cifra enorme di market share al nuovo venuto, ma gli spasimi e l’indubbia accelerazione evolutiva scatenati dalla distribuzione del browser made-in-Google si riverberano con forza crescente sulla nuova guerra per il controllo della porta di accesso al network telematico globale. Per ora i numeri danno ancora ragione a Mozilla e al suo panda rosso, ma in futuro le cose si faranno più complicate allorché Google avrà giocato una delle sue carte migliori per trasformare Chrome da eccentricità per pochi a forza di conquista del settore mainstream.
Regola numero uno: mai fidarsi del cloud computing
Era il 27 agosto del 2007 (il giorno del mio compleanno) allorché il columnist John C. Dvorak metteva in guardia dai rischi del “cloud computing”, il “software come servizio”, il “Web 3.0″ e le tante sigle che si susseguono in questi anni per tentare di catturare l’attenzione del pubblico e spacciare per nuova quella che è la più arcaica architettura di computing mai esistita.
“Hello World” per la Internet interplanetaria
Spazio, ultima frontiera della rete: il protocollo Disruption-Tolerant Networking (DTN, precedentemente noto come Delay Tolerant Networking) ha emesso nelle scorse settimane i primi vagiti quando gli ingegneri della NASA hanno testato la prima comunicazione telematica di classe interplanetaria. E’ un passo storico che apre possibilità inedite per comunicare nello spazio, controllare sonde da remoto ed eventualmente mantenere i contatti con i futuri avamposti umani nel Sistema Solare.
Browser war, Firefox al 20%. Google Chrome che?
Dopo oltre due mesi dal lancio di Chrome, il browser made-by-Google che avrebbe dovuto rivoluzionare l’intero settore e la stessa percezione di Internet da parte degli utenti, lo scenario che si presenta oggi è parecchio diverso da quello che gli eventi lasciavano presagire allora. Non solo Chrome non è riuscito a conquistare una fetta significativa di netizen, ma persino la sua indubbia leadership nelle prestazioni verrà presto rimessa in discussione dalle nuove release dei competitor.
LLOOGG, statistiche di accesso web all’insegna dell’essenzialità
Nel panorama di offerte dei tool on-line gratuiti per l’analisi del traffico web è possibile trovare di tutto. Ci sono servizi in grado di fornire una quantità di dati e statistiche quasi imbarazzante, ma chi ha già a disposizione un collettore di buona qualità sul server del proprio host potrebbe magari preferire l’impiego di qualcosa di meno verboso, focalizzato più sulla rappresentazione in tempo (quasi) reale delle informazioni essenziali sulle attività di fruizione del sito da parte dei visitatori. Qualcosa sul genere di LLOOGG.
Google Chrome scatena la Terza Grande Guerra dei Browser
Con l’effetto proprio di un fulmine a ciel sereno, all’inizio di questa settimana Mountain View ha distribuito la versione beta del suo browser, Google Chrome, entrando a pieno titolo nel mercato iper-competitivo delle interfacce software verso le possibilità insite nell’economia di rete e nella società dell’informazione. Tutti ne parlano, tutti esprimono la loro, ma nessuno ha ancora avuto il coraggio di definire l’evento con il nome che gli compete: Chrome, c’è poco da fare, segna l’inizio di una nuova guerra dei browser in un’epoca in cui questi ultimi rappresentano l’ossatura principale del business e dell’accesso al patrimonio digitale dell’umanità interconnessa.
AN Hosting - un mese dopo
Lungi dal volermi autocelebrare per la presenza on-line del primo mese, appunto qui alcune considerazioni inerenti la scelta del piano di hosting che permette a Sir Arthur’s Den di imbrattare il Web dai capaci server americani di AN Hosting, nella speranza che esse risultino utili per quanti sono alla ricerca della propria casa in rete o semplicemente di informazioni sulla qualità dei servizi offerti dalle società di web hosting.
Vint Cerf lavora alla Internet interplanetaria
Il co-inventore del protocollo TCP/IP, l’alfabeto digitale impiegato nelle comunicazioni tra i dispositivi connessi in Rete, è convinto di poter far funzionare una versione riveduta e corretta dello stesso standard nello spazio tra i pianeti del Sistema Solare, e magari anche oltre. Vinton “Vint” Cerf, che attualmente di mestiere fa il vicepresidente e Chief Internet Evangelist per Google, lavora da tempo all’estensione delle comunicazioni telematiche oltre l’atmosfera terrestre.
Upgrade a Firefox 3? Certo, ma con calma
Passata l’isteria collettiva del periodo di lancio della nuova versione del browser Mozilla, il record mondiale degli 8 milioni di download in un giorno (8.002.530, per la precisione) e il numero crescente dei suddetti che continua a campeggiare come un trofeo sulla homepage di Spread Firefox, credo sia forse utile darsi una calmata e ragionare sul perché magari è il caso, per chi il web non lo usa solo perché è “fico” e alla moda, di aspettare e ponderare prima di abbracciare entusiasticamente la terza main release del panda rosso.
Google Maps e le agenzie di lavoro interinale
Della panoplia infinita di web appliance che Google propina offre ai suoi utenti, Google Maps è quella che tradizionalmente mi è sempre stata meno utile. Da quando mi sono trasferito a Bologna ho però avuto modo di apprezzarla molto di più, usandola, oltre che per la ricerca di negozi, servizi e quant’altro, come stradario a contenuto dinamico per la raccolta dei progressi nella mia ricerca di lavoro.








