La batteria che durava appena un quarto d’ora
Un tardivo ma doveroso aggiornamento sulle perduranti conseguenze dell’upgrade fallimentare alla CPU del portatile: dopo ben due processori (X9100 e T9900), due banchi di memoria, una ventola e una base di raffreddamento, quello sfortunato tentativo di montare un dual-core a 3 GHz mi è costato anche la sostituzione della batteria di alimentazione del PC. Il rimpiazzo è in effetti avvenuto alla fine dell’anno scorso, dopo mesi passati ad aspettare di avere un pò di soldi extra da investire nell’acquisto.
Le conseguenze di un upgrade malriuscito
Quando, svariati mesi fa, decisi di aggiornare il mio laptop con un processore più performante, mai avrei pensato che qualche tempo dopo sarei stato costretto a tornare indietro sui miei passi: il sistema andava bene, tutto funzionava come doveva senza problemi di sorta. E invece l’idillio con la CPU X9100 è durato soltanto tre mesi, dopo di che il PC ha cominciato a comportarsi in maniera anomala costringendomi a mettere mano a svariati componenti interni, a sprecare tempo e denaro prezioso in spese inutili prima di convincermi che alla fine l’upgrade era stato un fallimento.
Intel dice addio al bus PCI
Presto un’altra tecnologia che negli ultimi anni ha dominato il sempre cangiante universo dell’hardware informatico morderà la polvere. Lo ha deciso Intel, boia impietoso di standard che essa stessa impone al mercato e che nei prossimi mesi decreterà la fine del supporto ufficiale al bus PCI. Sviluppato dal chipmaker californiano nel 1993, lo standard PCI Local Bus è stato implementato su tutte le schede madri per piattaforme x86 e compatibili fino al 2004, anno in cui ha passato il testimone alla più giovane e veloce tecnologia PCI Express.
Upgrade della CPU, da T6400 a X9100. Perché 3 GHz sono parecchio meglio di 2 GHz…
UPDATE: Dopo pochi mesi l’upgrade della CPU si è rivelato essere un clamoroso fallimento. Sconsiglio chiunque dall’imbarcarsi in questo genere di impresa e invito alla lettura del post dedicato ai miei infruttuosi tentativi di troubleshooting.
Il mio ultimo computer l’ho acquistato in condizioni di assoluta emergenza, e a parte un fastidioso problema legato al sonoro quando uso in maniera estensiva la rete (fatto per cui sarei incline a incolpare e condannare Vista SP1) ne sono sin qui soddisfatto. Ma l’esser stato costretto a spendere un budget limitato non mi ha certo impedito di aggiornare il componente principale del sistema, la CPU, sovrapponendo alla soddisfazione il piacere di avere un setup sufficientemente attuale da permettermi scenari di utilizzo un pò meno retrogradi di quelli a cui sono storicamente abituato.
Il mio nuovo HD Western Digital esterno da 1 Terabyte
Ecco il mio ultimo acquisto a mezzo e-commerce: un hard disk esterno (USB 2.0 compatibile) marcato Western Digital con 1 Terabyte di spazio nominale per lo storage. Il lutto recente ancora brucia e per andare sul sicuro stavolta ho speso quasi 120 Euro (HD + custodia essenziale + costo della spedizione) per comprare un HD senza fronzoli che faccia l’unica cosa che mi interessa, ovverosia custodire i miei dati (immagini di partizioni prima di tutto) e custodirli bene, come solo una delle poche marche dello storage di cui mi fidi può fare.
L’eterna contesa tra HDD ed SSD
Il mercato dello storage sta in questi mesi vivendo un periodo particolarmente intenso e interessante: la tecnologia SSD continua inesorabile ad abbattere record di velocità costando tuttavia ancora una quantità improponibile di denaro per singolo Gigabyte, mentre gli HDD a tecnologia magnetica strizzano l’occhio all’ecosostenibilità e incrementano il numero di Gigabyte, anzi di Terabyte disponibili per i dati degli utenti.
I masterizzatori DVD a 24x arrivano sul mercato
C’è un pò di incertezza su chi sarà, tra Sony Optiarc e Lite-On, a commercializzare il primo drive del genere, ma un fatto rimane ed è che i masterizzatori DVD supereranno ancora una volta il limite massimo della velocità di scrittura passando da 22x a 24x. Entrambe le società distribuiranno i nuovi drive ottici tra i mesi di marzo e maggio, e per quanto in pratica la differenza di velocità non faccia certo gridare al miracolo, il nuovo traguardo dimostra che le aziende continuano a investire in una tecnologia dalla longevità sorprendente.
Calcolo parallelo e GPGPU, la genesi del super-PC tra librerie universali e piattaforme proprietarie
Lungi dal rallentare a causa della crisi economica mondiale, l’evoluzione tecnologica dei PC (e in particolare delle periferiche dedicate al videogaming) continua a macinare record e Gigaflop, aprendo scenari di utilizzo che appena pochi anni fa erano di esclusiva pertinenza dei super-computer. Tali scenari si scontrano attualmente con lo sviluppo divergente di standard e API in competizione tra loro, nate dal desiderio di supremazia commerciale o dalla necessità di mettersi d’accordo su una piattaforma di computing condivisa.
I numeri del mouse: 40 anni, 1 miliardo di esemplari. E un futuro incerto
Il prossimo 9 dicembre saranno passati 40 anni da quando, per la prima volta nella storia dell’informatica, il pubblico vide all’opera un mouse. Quattro decadi dopo, nel Memorial Auditorium di quella stessa Stanford University dove prese vita una delle più importanti invenzioni della allora embrionale società dell’informazione, l’accademia e l’industria celebreranno la “madre di tutte le demo“, l’avvio di una nuova era di interazione tra uomo e macchina.
HDD vs. SSD, cifratura dei dati contro velocità
La lotta serrata tra microchip e l’accoppiata piatto+testina ha raggiunto in questi giorni un nuovo livello di scontro, allorché i produttori hanno annunciato l’introduzione di tecnologie in grado di rendere da un lato più appetibili e sicuri i tradizionali hard disk magnetici, dall’altro più performanti i sempre troppo costosi dischi a stato solido (SSD) basati su chip di memoria NAND flash.
IBM produrrà chip a 22 nanometri
Nella corsa senza freni all’infinitamente piccolo, caratteristica tipica del mondo dei circuiti integrati, il gigante statunitense IBM sostiene di essere il primo chipmaker ad aver sviluppato un metodo sufficientemente affidabile per la produzione industriale di microchip a 22 nanometri. Un traguardo tecnologico che, se non è esattamente dietro l’angolo, di certo spinge di qualche anno nel futuro il raggiungimento dei limiti definitivi per lo sfruttamento del silicio come elemento basilare dei transistor.
NVIDIA contro Intel: Larrabee? Una perdita di tempo
L’ultima settimana di agosto è stata l’occasione colta da NVIDIA per invitare pubblico e stampa specializzata a presenziare a NVISION, una convention dedicata alla visione tecnologica della storica produttrice di GPU e soluzioni grafiche discrete tenutasi in quel di San Jose. Dalla fiera non esce alcun nuovo prodotto, ma le dichiarazioni di intenti nei confronti dei concorrenti sono state nette: NVIDIA continuerà a mantenere la leadership prestazionale anche in futuro.
Intel, AMD e NVIDIA alla guerra per le schede grafiche ad alte prestazioni
Estate, tempo di riposo per i popoli più vacanzieri ma anche di grandi preparativi da parte delle società produttrici di hardware videoludico per PC, che affilano le armi e presentano innovazioni in attesa di giocarsi il portafogli degli utenti durante l’autunno incipiente, le vacanze natalizie e ancora oltre. Il futuro del settore, infatti, prevede sostanziose novità spalmate su un tempo relativamente lungo, con l’entrata nella contesa di un nuovo protagonista e scenari di evoluzione tecnologica senza precedenti.
Hitachi al lavoro sui dischi fissi da 610 Gigabit per pollice quadrato
Si fa un gran parlare dei dischi a stato solido, e di come essi rappresentino inevitabilmente il futuro della memorizzazione dei dati in formato digitale. Ma se le corporazioni dei chip di memoria come Samsung spingono in tal senso, le società specializzate da sempre nel business dei dischi magnetici non accennano a voler indietreggiare di un millimetro, infiammando con l’annuncio di nuovi traguardi tecnologici quella che si prefigura come una lotta serrata tra microchip e piatto per la conquista dei desktop degli utenti.
Memorie flash ultra-durevoli, la nuova corsa all’oro dei dischi SSD
Memorie flash del prossimo futuro, ovverosia quelle che molti identificano come il Santo Graal dell’immagazzinamento delle informazioni digitali di qui a pochi anni. Una tecnologia che vorrebbe spazzare via i “vecchi” dischi fissi a induzione magnetica sostituendoli con drive ripieni di chip riprogrammabili, più veloci e meno dispendiosi di energia. Una soluzione che, per quanto in circolazione da qualche anno, deve ancora scontrarsi con pesanti limitazioni. Limitazioni che ora si annuncia saranno ben presto superate grazie all’adozione di soluzioni avveniristiche.








