I grandi successi dell’antipirateria

15 Luglio 2017 · Archiviato in Approfondimenti, Diritti Civili & Digitali 
Questo articolo è parte della serie L'industria contro il P2P

Approfondimenti - Una lente impietosa puntata sui temi caldi, retrospettive appassionate e dettagliate, riflessioni oltre le apparenzeSe c’è una cosa che va legittimamente riconosciuta all’industria dei contenuti, di certo è la sua capacità di raggiungere risultati concreti sul piano della lotta al file sharing non autorizzato. Le corporation del copyright stanno passando un periodo felice, e poco importa se nella pratica nulla sembri cambiare per il file sharing di cui sopra: chi si accontenta gode, dice l’adagio, e nessuno come le major ha la capacità di accontentarsi con i frutti di uno sforzo anti-pirata che non conosce sosta.

Nell’ultimo anno, ad esempio, l’industria si è data un gran da fare per togliere dalla circolazione i punti di riferimento di non pochi milioni di utenti dello sharing a mezzo torrent: la capitolazione di KickassTorrents durante l’estate scorsa è già storia, e con KAT è venuto a mancare quello che era diventato il motore di ricerca file su rete BitTorrent più popolare di Internet.

Più di recente, il necrologio dei siti di torrent eccellenti si è infoltito con NYAA, campione dei condivisori appassionati di anime giapponesi, e in seguito con ExtraTorrent, che dopo la chiusura di KAT era diventato il secondo motore di ricerca BitTorrent più popolare. Pare che in entrambe i casi si sia trattato di una capitolazione volontaria da parte dei gestori, segno del fatto che i bravi ragazzi dell’industria sono oramai capaci di spaventare anche i pirati più brutti e cattivi del P2P.

ExtraTorrent

Nel Regno Unito le major hanno finalmente ottenuto l’aumento delle pene detentive massime per chi condivide illegalmente da due a dieci anni, così come altrove è stata eliminata la minaccia di T411, il motore di torrent numero uno per gli utenti francofoni. I bot delle organizzazioni anti-pirateria incapperanno forse in qualche URL-zombi da sopprimere di troppo, ma l’ipotesi di sequestrare i browser dei pirati impenitenti e le capacità offensive della nuova, mostruosa coalizione in difesa del copyright (Alliance for Creativity and Entertainment) dovrebbero in futuro garantire un’efficacia maggiore alla lotta contro la pirateria.

Sfortunatamente per un’industria che spende enormi quantità di denaro per mettere in galera i P2Ppari, però, questo post è soprattutto un esercizio satirico che non può che concludersi con l’amara verità dei fatti: la condivisione a mezzo torrent è ancora estremamente popolare soprattutto in Europa, se ExtraTorrent ha chiuso i gruppi di uploader che ne facevano uso continuano la loro attività altrove e il resto dei motori di ricerca si dividono il traffico degli utenti in cerca di una nuova casa.

L’inasprirsi delle politiche anti-pirateria favorisce lo sviluppo di nuovi approcci come quello rispettoso della privacy e senza advertising di Skytorrents, mentre gli sviluppatori di videogiochi indie provano a considerare gli utenti di BitTorrent come qualcosa di diverso dagli sporchi e pericolosi criminali descritti dalle major.

E poteva infine mancare un accenno a The Pirate Bay? Ovviamente no: undici anni dopo lo storico raid della polizia svedese la Baia continua a rappresentare uno dei punti fermi del P2P su rete BitTorrent e uno dei 100 siti Web più visitati di Internet secondo Alexa, i torrent più "anziani" ancora attivi hanno raggiunto i 13 anni di età e i fondatori originali del sito non pagheranno mai un debito economico che rischia di diventare miliardario.

Quindi grazie, care major del copyright, per la generosa produzione di così tante occasioni di discussione ma soprattutto di ilarità irrefrenabile da parte dei pirati di ogni parte del mondo. Continuate così e buona fortuna: ne avete tanto bisogno.

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