Le piattaforme senza tempo di Prince of Persia

20 Aprile 2017 · Archiviato in Notizie, Videogaming 

Notizie - Una carrellata di notizie fresche e di qualità, dentro e fuori dal WebA 28 anni dall’uscita della versione originale, Prince of Persia continua a essere l’ossessione di una community di appassionati che non ha mai dimenticato il primo, folgorante incontro con il platform game di Jordan Mechner. E non si tratta semplicemente di fanatici come il sottoscritto, per cui PoP rappresenta il primo amore informatico e che ancora prova a battere il suo record personale giocandoci ogni tanto sotto DOSBox. No: qui si parla di sviluppatori capaci, determinati e disposti a scavare nei segreti del codice di un software antiquato per continuare ad alimentare un mito che non teme gli effetti dell’obsolescenza.

Recentemente il caro vecchio PoP ha fatto notizia per la distribuzione di una nuova release di SDLPoP, conversione open source della versione MS-DOS del gioco sviluppata a partire dal disassemblaggio del codice originale. Caratterizzato da una vocazione multi-piattaforma resa possibile dall’impiego della libreria Simple DirectMedia Layer (SDL) come il succitato DOSBox, SDLPoP elimina la necessità di usare un emulatore o una virtual machine con una conversione nativa (per Windows, Linux, OS X e OS/2) fedele sin nei minimi dettagli all’esperienza ludica degli anni ‘80.

In realtà, mettendo da parte le discussioni sulla possibile violazione di copyright di un progetto FOSS che appare sin troppo fedele a un software commerciale vecchio di quasi 30 anni, SDLPoP 1.17 è capace di offrire molto di più del file eseguibile ufficiale come la modifica del rapporto prospettico della grafica, la registrazione/visualizzazione di replay delle azioni più spettacolari, l’accesso alla serie di livelli classica o a una completamente nuova, il supporto alle modification dei suddetti livelli e altro ancora. Non poteva poi mancare il supporto ai cheat, attraverso l’immortale parametro “megahit” da digitare sulla riga di comando come ai bei tempi del DOS.

SDLPoP 1.17 - screenshot 1 SDLPoP 1.17 - screenshot 2 SDLPoP 1.17 - screenshot 3

SDLPoP 1.17 - screenshot 4 SDLPoP 1.17 - screenshot 5 SDLPoP 1.17 - screenshot 6

Se poi la prospettiva di far girare un vecchio gioco su hardware e sistemi operativi recenti potrebbe sembrare poco desiderabile ai veri appassionati di computer retrò, un altro sviluppatore ha pensato bene di riammodernare la versione Atari di PoP migliorando la compatibilità e il sonoro per Atari STE - una macchina su cui ora il principe corre e combatte più fluidamente che pria grazie all’uso delle funzionalità multimediali avanzate dello storico home computer del produttore americano.

Andando ancora più indietro nel tempo, infine, c’è qualcuno che ha deciso di focalizzare il proprio lavoro di sviluppo sulla release originale di PoP creando un nuovo editor per la versione Apple II del gioco: leapop (0.8) gira su Windows o Linux, è open source come SDLPoP e fa uso della stessa interfaccia grafica di un altro editor di livelli per le release DOS (PoP 1 e PoP 2) e SNES del gioco (apoplexy). Insomma: anche se Ubisoft sembra al momento poco interessata allo sfruttamento commerciale della serie di Prince of Persia, gli appassionati del primo platformer cinematico della storia continuano a tenere accesa una torcia nel buio delle prigioni sotterranee da cui tutto ha avuto inizio.

leapop 0.8 - screenshot 1 leapop 0.8 - screenshot 2 leapop 0.8 - screenshot 3

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