Videogame highlights – novembre 2016

Approfondimenti - Una lente impietosa puntata sui temi caldi, retrospettive appassionate e dettagliate, riflessioni oltre le apparenze L’ho già detto in passato e qui lo ripeto: i videogiochi on-line mi fanno schifo, forse è la cosa informatica per cui più provo ribrezzo dopo il cloud, perché giocare on-line significa essere alla mercè di piattaforme digitali che magari falliscono miseramente nel raggiungere la popolarità necessaria all’avvio stesso di una sessione di gioco. Oppure, se ti va proprio male, scarichi una porcheria ludica “gratuita” ma poi devi pagare denaro sonante anche per farti un cazzo di solitario a carte senza pubblicità. Il fatto che ci siano anche community empatiche e interessanti come quella di Eve Online non cambia molto: giocare su Internet è uno spreco di tempo, e il tempo è l’unica vera risorsa che non dev’essere sprecata. Mai.

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Videogame highlights – ottobre 2016

Approfondimenti - Una lente impietosa puntata sui temi caldi, retrospettive appassionate e dettagliate, riflessioni oltre le apparenze Da appassionato di videogiochi di ogni età e per ogni piattaforma, il sottoscritto è sempre aperto alla possibilità di acquistare dischi, cartucce o unità hardware che hanno passato più di una stagione nelle case di estranei. Diversamente da molti di quelli che hanno la mia stessa malattia, però, l’idea di spendere un mucchio di denaro per qualcosa che qualcun’altro ha trattato senza alcuna cura, senza pulizia o attenzione all’igiene personale mi disgusta non poco. In un mondo ideale l’hardware retro-nuovo sarebbe disponibile sempre e costerebbe pure poco, e magari la vendita sarebbe gestita da società un pò meno marce di una GameStop a caso.

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Nuovo software per vecchie macchine

Notizie - Una carrellata di notizie fresche e di qualità, dentro e fuori dal Web Quella particolare passione informatica nota come retrocomputing prevede l’utilizzo di componenti hardware vetusti incapaci di supportare i programmi più moderni, ma ciò non significa che gli appassionati debbano sentirsi obbligati a far girare esclusivamente software risalente a 10, 15 o persino 20 anni fa. Al contrario: la “scena” delle nuove distribuzioni pensate per tenere in vita l’hardware retrò con il codice di recente produzione riserva annunci continui – alcuni dei quali in grado di fare notizia, almeno per un pò, accanto all’ultima versione di Windows 10 o di Google Chrome.

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