Il PC è morto, e va bene così

17 Febbraio 2016 · Archiviato in Approfondimenti, Hardware & Periferiche 

Approfondimenti - Una lente impietosa puntata sui temi caldi, retrospettive appassionate e dettagliate, riflessioni oltre le apparenze Report allarmati e visioni apocalittiche si diffondono in questi mesi (e in questi anni) sullo stato dell’industria dei PC, un mercato inesorabilmente destinato a collassare trascinando con se interi business tecnologici. La realtà che si nasconde dietro la menzogna del marketing è ovviamente molto più complessa e molto meno apocalittica di come la descrivono, ma anche nella peggiore delle ipotesi la questione non viene quasi mai valutata dall’unico punto di vista che conta davvero. Ovvero quello del potenziale acquirente di tutto questo hardware invenduto che finirà presto in discarica.

Il PC è morto, dicono le società di ricerca, o quantomeno non se la passa tanto bene: i dati forniti da International Data Corporation (IDC) calcolano in un -10,6% il numero di sistemi commercializzati nel 2015 rispetto al 2014, mentre Gartner si ferma a -8,3%; in entrambe i casi, l’anno che si è concluso ha segnato il calo dei PC immessi sul mercato al di sotto della soglia psicologica dei 300 milioni di sistemi - un risultato che riporta l’industria indietro di 7 anni.

Puntuali a ogni fine di trimestre, le analisi sullo stato del mercato dei PC investono l’intera Internet e ripetono da anni il solito mantra: la torta del business si fa sempre più piccola, e i produttori si trovano a dover gestire una fase di transizione perenne che presto si trasformerà in un bagno di sangue da cui usciranno ben pochi vincitori. Le spiegazioni degli analisti sulle ragioni del declino sono sempre diverse e sempre uguali, per quel che concerne il 2015 si parla di un dollaro troppo forte sulle altre valute, della concorrenza di tablet e smartphone e dell’offerta gratuita di Windows 10 che ha spinto molti acquirenti a rimandare la corsa all’upgrade.

Dando un’occhiata più ravvicinata ai numeri degli analisti, se si prende in considerazione il mercato dei PC tradizionali - quei grossi, rumorosi e pesanti box da tenere sopra o sotto la scrivania, per intenderci - il declino nei sistemi commercializzati nel 2015 si riduce grandemente (-2,6% IDC, -2,7% Gartner negli USA) e parlare di caduta libera come fanno (quasi) tutti suona a dir poco ridicolo. Aziende e utenti domestici continuano ad acquistare PC in massa, anche se lo svecchiamento dell’hardware avviene con una frequenza molto più rilassata rispetto a qualche lustro addietro.

IBM 5150

IBM 5150, il monolite grigio che ha dato origine a tutto

Il punto è tutto qui: queste macchine dal cuore di silicio hanno raggiunto un’affidabilità degna di un elettrodomestico, nella stragrande maggioranza dei casi chi ha acquistato un PC 3, 4 o anche 5 anni fa e lo ha trattato con cura - magari installando un SSD o un banco di memoria aggiuntivi per la strada - non ha la minima esigenza di comprare un nuovo sistema. Le uniche eccezioni sono rappresentate dall’utenza di giocatori hardcore e dagli appassionati che preferiscono assemblarsi un PC custom per ottenere le migliori prestazioni al minimo del prezzo.

Anche il sottoscritto, qualche mese fa, ha messo a punto un paio di build (basate sulle CPU Devil’s Canyon introdotte da Intel nel 2014) in grado di garantire enormi soddisfazioni in ogni scenario applicativo e videoludico, e avrebbe già provveduto a ordinare i pezzi se l’editore per cui lavora (Edizioni Master, una cosiddetta “azienda” il cui comportamento meriterà una retrospettiva approfondita in un futuro spero non troppo lontano) gli avesse saldato le svariate migliaia di euro che gli deva da oltre un anno.

Lamentazioni personali sulla vita in bolletta a parte, la vera natura della “crisi” del mercato dei PC appare a questo punto evidente: le aziende continuano a vendere centinaia di milioni di sistemi ogni anno, i PC non sono spariti dalle case né dagli uffici e l’evoluzione tecnologica ha trasformato quello che una volta era un prodotto alla moda nel componente fondamentale del moderno mondo digitale. Le opportunità di acquisto non sono mai state così a favore dell’utente, e l’unica cosa a essere andata davvero in crisi è la pubblicità. Questa è l’epoca d’oro dei PC, le agenzie di marketing possono anche abbandonare il settore per dedicarsi in esclusiva alle esigenze intellettualmente ridotte dei nativi digitali. Nessuno verserà lacrime per la loro dipartita.

Read this post in English

Condividi questo articolo!
  • OKNOtizie
  • Facebook
  • Diggita
  • ZicZac
  • Wikio Italia
  • StumbleUpon
  • Technorati

Commenti

Lascia una risposta