Mozilla ha già perso la nuova guerra dei browser

1 Ottobre 2015 · Archiviato in Approfondimenti, Networking 
Questo articolo è parte della serie Browser war

Approfondimenti - Una lente impietosa puntata sui temi caldi, retrospettive appassionate e dettagliate, riflessioni oltre le apparenze Sono passati quattro mesi, magari è il caso di tornare ad aggiornare il blog. E magari è il caso anche di riprendere qualche serie trascurata da troppo tempo come quella sul mercato dei browser Web per computer. L’ultimo post sul tema risale al 2009, e in sei anni la situazione è cambiata in maniera tanto radicale da sembrare di appartenere a un’altra epoca. E in effetti adesso siamo in un’epoca completamente diversa, con scenari inediti e una constatazione di fatto che val la pena sottolineare più di tutte le altre: Firefox è un browser destinato inevitabilmente all’oblio, e la colpa è tutta di Mozilla.

Il Web moderno è un luogo “altro”, rispetto a pochi anni or sono, alla fine del 2014 il World Wide Web Consortium (W3C) ha contribuito a mutare profondamente la tecnologia di comunicazione telematica più popolare ratificando HTML5 come formato standard della cosiddetta “Open Web Platform”. Le novità più importanti della nuova major release di HTML riguardano soprattutto la gestione dei contenuti multimediali, e la possibilità di trasmettere i video in streaming senza dover ricorrere a plug-in esterni come l’onnipresente Adobe Flash Player.

Tutto deve essere “standard”, su questo nuovo Web a base di HTML5, e quella che una volta era una semplice contesa per accaparrarsi quote del mercato dei browser si è trasformata in una guerra ideologica dove i colossi dell’IT usano le tecnologie telematiche come un’arma di propaganda. Google ha aggiornato il player (HTML5) di YouTube aggiungendo il supporto ai video a 60 frame al secondo anche per le trasmissioni live, mentre Chrome 45 ha recentemente eliminato il supporto alla Netscape Plugin Application Programming Interface (NPAPI) tagliando fuori buona parte dei plug-in esterni ancora in circolazione.

La fine del supporto per NPAPI non è cosa da poco, visto che un engine videoludico popolare come Unity continua a sfruttare la API e l’alternativa HTML “standard” (WebGL) è improponibile in quanto a performance e risorse necessarie. Nella guerra per i sacri standard il succitato Flash Player è sempre in prima fila, e sempre dalla parte sbagliata: il framework multimediale di Adobe continua a essere usato con successo da piccoli e grandi studi di sviluppo, è parte integrante di Chrome grazie all’uso della Pepper Plugin API (PPAPI) ma è fonte continua di problemi di sicurezza e un’autentica minera di bug ed exploit per i criminali.

Il W3C è capitolato sotto la pressione delle corporation di Internet accogliendo tra gli standard del Web le specifiche note come Encrypted Media Extensions (EME), una tecnologia di Digital Rights Management (DRM) che dovrebbe rappresentare un’alternativa open alla black box binaria di Adobe Flash; la realtà è molto diversa, come ha evidenziato Cory Doctorow per EFF, perché le specifiche EME non eliminano affatto la necessità di far girare codice binario estraneo ai sacri standard e la black box continua a essere parte integrante dell’esperienza Web “open” sotto forma di modulo CDM scaricato durante l’esecuzione di contenuti protetti.

Firefox vs Chrome

Fonte immagine

Il Web liberato dai plug-in proprietari è praticamente identico a quello passato e non è affatto al riparo dai malware, i pubblicitari sono pronti ad adottare HTML5 come il nuovo standard dell’industria mentre i nuovi venuti nel mercato dei browser sono pronti a seguire i dettami del W3C alla lettera: Edge, il browser Microsoft di nuova generazione disponibile esclusivamente su Windows 10, è nato dalle ceneri di Internet Explorer 11 per seguire Chrome nella sua battaglia contro i plug-in NPAPI, integrare i codec video ideati da Google (VP9) e più in generale far dimenticare agli utenti di Windows gli ultimi 20 anni di sofferenze in compagnia di IE.

E Mozilla? Da utente storico di Firefox, scrivere queste parole mi costa fatica e tristezza: la fondazione del Panda Rosso non ha più un futuro, impegnata com’è nel proporre l’abolizione del supporto ai siti Web non cifrati (HTTP) in favore delle connessioni HTTPS - una rottura con il passato in grado di provocare problemi molto più seri del già difficile abbandono dei plug-in NPAPI - nel prepararsi a un futuro di stravolgimenti tecnologici senza precedenti (nuova interfaccia, architettura multi-processo, nuovi ritmi di distribuzione degli update) e nel preventivare l’abbandono delle tecnologie di add-on XPCOM e XUL in favore della API WebExtensions di Chrome.

Mozilla sostiene di essere perfettamente in linea con lo sturm und drang del Web moderno e con quello che realmente vuole la community, ma il passaggio a una API come WebExtensions - dotata di capacità molto più limitate rispetto a XPCOM e XUL - ha gettato buona parte della suddetta community nello sconforto più totale: lo sviluppatore di DownThemAll! ha già messo in conto di dover concludere il lavoro sul suo popolare download manager, vista anche la nuova politica da walled garden imposta da Mozilla con la firma digitale obbligatoria per tutte le estensioni di Firefox, mentre la fondazione prova a correre ai ripari pensando a “scorciatoie” da integrare in WebExtensions per garantire almeno il funzionamento degli add-on più usati.

Il penoso tentativo di Mozilla di trasformare Firefox in una copia carbone di Google Chrome è in pieno divenire, e la svendita dell’identità di un browser non personalizzabile, ripieno di DRM e schiavo delle esigenze delle corporation non servirà in alcun modo a riguadagnare le quote di mercato perse in questi anni: stando alle analisi di Net Applications e StatCounter, Firefox è ora la terza scelta fra i browser più usati dagli utenti dietro a Internet Explorer e Chrome (o Chrome e IE) con un market share stimato dell’11,68% (Net Applications) o del 18,31% (StatCounter).

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Commenti

2 Risposte a “Mozilla ha già perso la nuova guerra dei browser”

  1. Emanuele il 1 Ottobre 2015 10:44

    E, se posso permettermi, era un web molto più gradevole quello di qualche anno fa… ma erano gli albori bellezza, il futuro è ben altro e son felice quindi di poter dire che io ci son stato prima che questo accadesse :)

    Riguardo Firefox, fra DRM, abbandono di XUL in toto (progetto ormai assodato) e passaggio da estensioni che modificavano davvero il browser, potendoci mettere dentro le mani, a qualche scriptino js/html eseguito rigorosamente attraverso qualche API, presenza sempre più massiccia di spazzatura quale pubblicità nel browser, Pocket ed Hello! preinstallata (qualcuno ha detto bloatware?) ecc… boh, io è da un po’ che non capisco come i vertici continuino a poter restare tali invece di essere scacciati via a pedate nel sedere. Per il defunto Opera ci sta, era una società che doveva fare unicamente soldi e quindi amen, ma Mozilla no echecazz…

    Nel frattempo Chomium corre, e a vederne gli sviluppi risulta chiaro come la sua sia una corsa folle verso una “web platform” degna di ospitare vere e proprie “app”, snaturando però del tutto quello che HTML era in origine e, soprattutto, non curandosi minimamente del vecchio codice perchè c’è da implementare roba nuova, mica possiamo star lì a fixare o ottimizzare quello che già c’è … e quindi via di “wontfix”

    La cosa ancor più triste? Praticamente ogni alternativa esistente è un semplice accrocchio attaccato con lo sputo su Chromium… l’altro giorno davo uno sguardo all’interno della cartella di installazione di Vivaldi… i miei occhi piangono ancora per ciò che hanno dovuto vedere


    Browser Google Chrome 45.0.2454.93 Google Chrome 45.0.2454.93 sull'O.S. Windows 7 Windows 7
    Mozilla/5.0 (Windows NT 6.1; WOW64) AppleWebKit/537.36 (KHTML, like Gecko) Chrome/45.0.2454.93 Safari/537.36 OPR/32.0.1948.69
  2. Sir Arthur, King of Ghouls'n Ghosts il 1 Ottobre 2015 10:56

    Eh, eh. Tra le molte, *troppe* cose che ho ancora nella lista delle cose importanti da fare, testare a fondo Pale Moon è abbastanza in alto. Un’alternativa migliore, al momento, non la vedo.

    Suppongo, anzi spero, che prima o poi un gruppo di sviluppatori degni di tale nome (oramai Mozilla è fatta da “designer”, e i designer di software, codice e funzionalità pratiche non capiscono un cazzo :-P) fuoriesca dal pantano di Firefox e tiri fuori un fork degno di tale nome.

    Quando è morto OpenOffice.org è uscito fuori LibreOffice, magari Firefox è destinato a finire allo stesso modo…


    Browser Firefox 28.0 Firefox 28.0 sull'O.S. Windows Vista Windows Vista
    Mozilla/5.0 (Windows NT 6.0; rv:28.0) Gecko/20100101 Firefox/28.0

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