Windows, Chicago e le preoccupazioni dei virus writer

8 Aprile 2015 · Archiviato in Approfondimenti, Sicurezza 

Approfondimenti - Una lente impietosa puntata sui temi caldi, retrospettive appassionate e dettagliate, riflessioni oltre le apparenze Nell’aprile del 1994 l’informatica era ancora giovane, i sistemi operativi funzionavano a riga di comando e il PC non si era ancora pienamente imposto come quel fenomeno universale che col tempo si è trasformato in una commodity come tutte le altre. Microsoft era sul punto di cambiare radicalmente le cose con la commercializzazione di Windows 95, ma c’era anche un altro gruppo di tecnofili interessato al passaggio generazionale dal prompt alla GUI a finestre e le conseguenze che avrebbe avuto sul funzionamento del codice a basso livello.

Windows 95, all’epoca noto anche come Windows 4.0 o Chicago, avrebbe spazzato via la modalità reale a 16-bit di MS-DOS introducendo una modalità protetta a 32-bit, confinando lo storico ambiente testuale a layer di compatibilità per l’emulazione degli interrupt del DOS. Rock Steady, membro del gruppo di virus writer NuKE, esprime le proprie preoccupazioni sulla nuova impostazione a 32-bit di Chicago nell’ottavo numero del magazine Nuke Info Journal: la nuova versione di Windows avrebbe neutralizzato tutti i virus per computer esistenti fino ad allora.

Windows 4.0 sarebbe stato incompatibile con i file virus realizzati fino al 1994, scriveva Rock Steady ad aprile dello stesso anno sulla zine di NuKE, avrebbe reso innocui i boot virus con un nuovo boot sector, e quel che era peggio avrebbe introdotto un nuovo formato di file eseguibili dotato di capacità di auto-checkup che avrebbe posto notevoli difficoltà alle routine di infezione usate in precedenza sui programmi per DOS. L’arrivo di un Windows pienamente a 32-bit avrebbe costituito una sfida notevole per i virus writer, riportando in qualche modo il calendario indietro al 1986 (Brain) con una corsa rinnovata allo sviluppo del codice parassitario di nuova generazione.

Microsoft Chicago

In seguito la storia ha ovviamente smentito i toni allarmistici del virus writer di NuKE, il primo, immaturo file virus per Windows 95 (Boza/VLAD) venne distribuito a meno di un anno dal debutto dell’OS e i virus per computer si adattarono senza problemi al nuovo ecosistema informatico riprendendo bellamente a infettare Master Boot Record (MBR), boot sector, file eseguibili, documenti, librerie dinamiche, API kernel, BIOS, firmware e qualsiasi altra cosa fatta di bit. I VXer degli anni novanta volevano giocare a essere dio ma hanno trasformato le loro straordinarie skill di programmazione in un business. Di questo, però, parleremo la prossima volta.

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