Il cloud computing non è fatto per durare

20 Marzo 2014 · Archiviato in Approfondimenti, Networking 

Approfondimenti - Una lente impietosa puntata sui temi caldi, retrospettive appassionate e dettagliate, riflessioni oltre le apparenze Le aziende coinvolte in quella vera e propria truffa organizzata che si chiama cloud computing propagandano da sempre l’idea che i dati, le “app” e i servizi totalmente dipendenti da una connessione a Internet siano destinati a durare indefinitamente. E’ la prima bugia e il peccato originale del cloud computing, una cosa che semplicemente non è vera e che si scontra ogni mese, ogni settimana e ogni giorno con una realtà che va nella direzione opposta: i server “cloud” muoiono continuamente come mosche portandosi dietro dati, app e servizi degli ingenui utenti che ne facevano uso.

La propaganda dice che il cloud è il futuro soprattutto per i videogiochi, e se quello che succede oggi è indicativo di quello che capiterà domani si può benissimo affermare che i videogiochi nel “cloud” non hanno alcun futuro: Sony ha recentemente “rimosso” la funzionalità on-line da 7 giochi di alto profilo (Gran Turismo 5, la serie Resistance ecc.) pubblicati negli anni passati, rendendo completamente ingiocabili quelli esclusivamente multiplayer (MAG, SOCOM: Confrontation). Stessa sorte è toccata ai titoli MMO (massively multiplayer online game) Vanguard, Wizardry Online, Free Realms e Star Wars: Clone Wars Adventures: di loro, in futuro, non resteranno che poche tracce sparse e qualche articolo su Wikipedia.

Nintendo ha fatto persino peggio programmando la chiusura del servizio Nintendo Wi-Fi Connection, un avvenimento che decreterà la scomparsa (a partire dal 20 maggio 2014) delle funzionalità di gioco on-line per centinaia di giochi per console Wii e DS. La decisione della casa nipponica è particolarmente significativa nel contesto della propaganda sul cloud “eterno”, perché evidenzia uno scenario futuro in cui un numero enorme di esperienze videoludiche (multiplayer, MMO, download digitali) oggi fruibili sulle console di vecchia e nuova generazione svaniranno nel nulla assieme alle false promesse del cloud gaming Internet-dipendente.

Cloud computing kill switch

Cloud computing, il futuro ha la data di scadenza

Finché funzionano i servizi cloud hanno la facoltà di fare sostanzialmente quello che vogliono con i loro “abbonati”, e aziende come Dropbox non hanno alcuna remora a modificare i termini di servizio a proprio vantaggio senza particolare considerazione per i diritti basilari dell’utente. E’ oramai diventato quasi inutile discutere dei casi di disservizio temporaneo collezionati da Google e dalle altre corporation fissate con il cloud, delle nuove tecniche di cyber-crimine rese possibili dal proliferare delle piattaforme cloud (sempre Google) e dell’estinzione definitiva e irreversibile della privacy in un mondo interconnesso in cui gli onnipresenti algoritmi informatici della National Security Agency americana (e agenzie di intelligence alleate) hanno sostituito gli spioni in carne e ossa.

La propaganda del futuro nel cloud ha già fatto parecchi danni, è destinata a farne ancora molti ma forse il cloud non ha alcun futuro oltre la mera propaganda: l’idea che tutte le aziende non avessero più bisogno di computer, software off-line e hardware fisico trasferendo improvvisamente anima e dati on-line non ha attecchito e nel 2014 si prevede un aumento di casi di bancarotta per i business cloud, i grandi protagonisti del mercato (con Google in testa) continuano a decurtare i prezzi di servizi che non hanno ancora generato ricavi per nessuno e il rischio di un errore catastrofico capace di cancellare permanentemente i dati e le istanze virtuali dei clienti (ancora Google) è sempre dietro l’angolo. E quando capiterà il peggio io sarò lì, col dito puntato e lo sguardo torvo a urlarvi contro: “pazzi, vi avevo avvertiti”.

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Commenti

7 Risposte a “Il cloud computing non è fatto per durare”

  1. Emanuele il 22 Marzo 2014 00:59

    purio, purio sarò lì col ditino accusatorio! :D

    che poi è una cosa a cui pensavo proprio in questi giorni … col passaggio al cloud verrà di fatto cancellata persino l’idea di retrogame… l’esperienza deve essere qui e adesso… se manchi l’appuntamento lo hai semplicemente perso, e non ci saranno ahimè emulatori che tengano

    Fra 20 anni ad esempio potrò probabilmente ancora giocare a FFVII a bordo di un bell’emulatore, ma se voglio godere di FF XIV (che mi ispirerebbe non poco fra l’altro) potrò solo affidarmi a YouTube immagino…


    Browser Opera 9.80 Opera 9.80 sull'O.S. Windows 7 Windows 7
    Opera/9.80 (Windows NT 6.1) Presto/2.12.388 Version/12.16
  2. Sir Arthur, King of Ghouls'n Ghosts il 22 Marzo 2014 11:43

    Io voto col mio portafogli, evitando accuratamente di pagare per qualsiasi gioco dipendente da Internet. Unica eccezione alla regola: Diablo III. Che comunque non è destinata a ripetersi, perché se Diablo IV è Internet-dipendente io lo schifo com’è giusto che sia.


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    Mozilla/5.0 (Windows; U; Windows NT 6.0; it; rv:1.9.2.16) Gecko/20110319 BTRS35926 Firefox/3.6.16
  3. Emanuele il 22 Marzo 2014 13:00

    Io per un po’ avevo ceduto con Dofus ma alla lunga non mi aveva dato abbastanza da giustificare l’abbonamento e l’ho lasciato da parte

    Mi intrigava invece proprio FFXIV e se non fosse per una mera questione di tempo libero (purtroppo non sono il tipo di giochi che puoi “smordicchiare” quando hai mezzoretta) l’avrei già preso… ma per il momento mi consolerò recuperando qualche capitolo precedente (FFX mai giocato… peccato che la rematered HD in uscita non preveda una versione PC… toccherà andare di PCSX2 :D )


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  4. Sir Arthur, King of Ghouls'n Ghosts il 23 Marzo 2014 11:39

    Per le console relativamente meno recenti e complesse (PS2, Dreamcast) c’è chi si è industriato a ricreare anche la possibilità (parziale) di gioco on-line - se non sbaglio c’è persino qualcosa per sfruttare la connessione satellitare del SNES!

    Quando però penso che tra un pò di tempo una rete come Xbox Live non supporterà più Xbox 360 mi incazzo a bestia, perché io qualcuno dei giochi XBLive per cui non esiste una conversione PC vorrei provarli, prima o poi.

    Non c’è niente da fare: questa follia commerciale del “cloud computing/gaming/qualsiasi cosa” mi fornisce ogni giorno nuove motivazioni per odiarla, e io rispondo con passione rinnovata a ogni suo invito….


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  5. Emanuele il 23 Marzo 2014 11:45

    chissà che un giorno non si arrivi all’emulazione dei server di gioco… potrebbe essere una nuova frontiera per permettere il recupero almeno dei titoli di maggior pregio… penso ad esempio ad Halo


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  6. Sir Arthur, King of Ghouls'n Ghosts il 24 Marzo 2014 00:50

    E sai come ci arriveremo, se mai ci arriveremo? Ma naturalmente con il magico potere del cloud! XD L’unico caso in cui servizi di computing distribuito come quello di Amazon (AWS) potrebbero avere un senso, almeno per me.

    Comunque il traguardo è improbabile, visto che c’è il problema del codice proprietario che gestisce i server remoti: diversamente dal codice off-line, quello non lo puoi emulare ma lo dovresti riscrivere daccapo - vedi caso Diablo III e l’emulatore dei server di Battle.Net promesso due anni fa da una nota crew warez ma che ancora latita….


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  7. Sir Arthur, King of Ghouls'n Ghosts il 25 Marzo 2014 18:17

    Esempio pratico del genere “il cloud gaming fa cagare la merda”…

    http://www.gog.com/forum/general/has_steam_been_down_for_over_4_hours
    http://www.ghacks.net/2014/03/25/steam-much-lately/

    Cioè, io mi compro un gioco che voglio giocare per conto mio e il fottuto “client” Internet-dipendente mi dice che non posso perché il server non è raggiungibile? Ma vadano a morire ammazzati loro e il cloud….


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