Console war, finalmente la nuova generazione

23 Dicembre 2013 · Archiviato in Approfondimenti, Videogaming 
Questo articolo è parte della serie Console war

Microsoft ritorna dalla tomba

Dopo essere arrivata sull’orlo di una possibile debacle di una piattaforma di intrattenimento apparentemente già morta in partenza, nei mesi successivi all’E3 Microsoft si è impegnata in una precipitosa marcia indietro nel tentativo di riconquistare la fiducia perduta di stampa, utenti e negozianti: la “sorprendente” (a dire di Microsoft) reazione negativa alla connettività obbligatoria ha costretto Redmond a eliminare il controllo ogni 24 ore, le limitazioni per il software usato e l’obbligo di avere il sensore Kinect 2 sempre acceso per usare o “parlare” con la console. Xbox One necessiterà del download di un aggiornamento al day-one, ha sostento Microsoft, ma da quel momento in poi gli utenti potranno giocare off-line per tutto il tempo che vogliono.

Dopo aver rincorso Sony sul versante del software, Microsoft è stata in seguito costretta a mettere mano anche all’hardware: Xbox One è sensibilmente meno potente di PS4 e ha un’architettura di memoria inferiore (8 GB DDR3 contro la GDDR5 di Sony, vale a dire una banda dati di 12,8 GB/s contro 176 GB/s), e per chiudere il gap prestazionale Redmond ha prima incrementato la velocità della GPU del 7% (da 800 a 853 MHz) e ha poi aggiunto altri 150 Mhz al clock della CPU (da 1,6 GHz a 1,75 GHz). Se non altro Xbox One consuma meno energia di PS4, gli sviluppatori potranno usare il Magico Potere del Cloud (ora meglio noto come Xbox Live Compute) gratuitamente e i creatori di giochi indipendenti - su cui Sony ha puntato molto sin dall’inizio - avranno a disposizione il programma ID(at)Xbox pensato per facilitare il self-publishing sulla piattaforma.

Il debutto della PlayStation 4

Il marchio PlayStation è diventato maggiorenne, è passato quasi un anno dalla presentazione ufficiale della nuova console e ora è venuto il momento di toccare con mano quanto promesso in questi mesi dal management e dagli ingegneri di Sony: PlayStation 4 è una console ideata per giocare prima e fare tutto il resto poi, e non è un caso se funzionalità aggiuntive ma importanti come la fruizione di video verranno implementate solo in seguito. L’obiettivo di Sony è vendere 5 milioni di console entro il marzo del 2014, ed è altamente probabile che il target venga raggiunto visto che già i preordini si assestavano su livelli “senza precedenti” fino al totale di 1 milione di unità ad agosto 2013.

Preannunciato da una campagna promozionale con tanto di spot televisivi, video celebrativi “Per i giocatori” e hardware porn (SFW), il debutto di PS4 sul mercato è avvenuto il 15 novembre negli Stati Uniti con un evento live in quel di New York: Sony ha promesso l’arrivo di nuovi giochi (un nuovo titolo della serie Uncharted), provando forse a distogliere l’attenzione degli utenti dalla necessità di installare un aggiornamento del firmware al day-one (versione 1.50) necessario per aggiungere il supporto al gioco remoto (usando una PSVita su connessione Wi-Fi), la funzionalità secondo schermo per connettere i gadget mobile alla console, dare un senso al pulsante “share” presente sul nuovo DualShock e molto, molto altro ancora.

Il firmware aggiornato (ora alla versione 1.52) si può scaricare anche da PC e installare tramite chiavetta USB in un secondo momento, e questo non può essere stato che un bene viste le difficoltà di accesso al network PlayStation sperimentate al momento del lancio. L’origine del problema? PlayStation 4 ha venduto 1 milione di console nelle prime 24 ore solo nel Nord America, un traguardo mai raggiunto in precedenza dal brand PlayStation (PS3 vendette 190.000 console in due settimane negli USA, per dire).

Oltre alle difficoltà ad accedere a PSN, l’arrivo di PS4 è stato funestato dalla comparsa di un nuovo potenziale incubo di malfunzionamenti hardware dopo l’oramai storico “anello rosso della morte” di Xbox 360: nel caso della console Sony si è parlato di “luce blu della morte”, un difetto apparentemente collegato a un sabotaggio sulle linee di montaggio in Cina e che impedisce alla console di visualizzare il segnale video dopo l’accensione. Sony rassicura e parla di meno dell’1% delle unità commercializzate affette dal problema, il che equivale a dire almeno 10.000 console sul milione venduto il primo giorno.

Per il debutto di PlayStation 4 in Europa e Australia il 29 di novembre, Sony ha deciso di disabilitare una parte delle funzionalità di PSN in modo da ridurre parzialmente il picco di traffico in arrivo dal nuovo influsso di utenti; in Italia la nuova console è stata presentata con uno show di luci e proiezioni a Castel Sant’Angelo a Roma. PS4 è ora disponibile in 32 diverse nazioni, ha venduto (al 1o dicembre) 2,1 milioni di unità in tutto il mondo 700.000 delle quali solo in Europa. Sony naturalmente festeggia mentre gli esperti di hardware individuano funzionalità nascoste nella nuova macchina nipponica (un processore ARM secondario, 2 Gb di RAM DDR3 aggiuntivi e 128 misteriosi Stream Processor “nascosti” nella GPU integrata sulla APU AMD), iFixit smonta la console pezzo per pezzo e qualcuno sostituisce l’HDD da 500 Gigabyte originale con un SSD (e un SSHD) per vedere l’effetto che fa.

Il debutto di Xbox One

Microsoft ha chiarito sin dall’inizio che la sua nuova console è un centro di intrattenimento all-in-one, e il prodotto finale rassomiglia più o meno a quanto indicato dal dipartimento marketing della corporation di Redmond: Xbox One è un’evoluzione naturale di Xbox 360 che si comanda a voce grazie al sensore Kinect 2.0, capace di offrire all’utente un controllo centralizzato di TV, servizi di streaming, videogiochi e persino altre console (connesse tramite ingresso HDMI) in un unico box. I problemi più evidenti dell’offerta sono che Kinect fa parte del pacchetto base anche per chi non è affatto interessato all’esperienza, che la console costa 100 dollari/euro in più di PS4 (al consumatore così come a Microsoft stessa) e che oltre al prezzo iniziale di 500 euro è necessario spendere altri 60 dollari all’anno su una sottoscrizione a Xbox Live per godere appieno delle capacità della console.

Microsoft ha diffuso un invito ai giocatori di ogni età e professione a fare un giro su Xbox One ben prima del debutto ufficiale della console sul mercato (22 novembre 2013), ma gli early-adopter hanno dovuto fare i conti con un aggiornamento obbligatorio al day-one (obbligatoriamente da scaricare tramite Internet) senza il quale la console era in grado di fare “ben poco” di suo. Xbox One è potenziata dal “cloud”, ma il “cloud” ha tradito Microsoft con una serie di disservizi all’intera infrastruttura telematica della corporation (via sistema DNS) proprio alla vigilia del lancio della console.

Il “cloud” di Xbox One non è poi così miracoloso da poter permettere lo streaming dei giochi on-line, ma a sentire Microsoft qui la colpa è dell’infrastruttura di rete. Il marchio “Xbox” porta l’onta storica del Red Ring of Death e anche il debutto di Xbox One è stato costellato da svariati problemi tecnici con crash nella fase di boot, avvii eccessivamente lunghi e dischi Blu-ray illeggibili. Microsoft ha parlato di piccole percentuali di utenti interessati da problemi, rassicurando sulla sostituzione delle macchine difettate. Nel frattempo il network di Xbox One continua a fare i capricci nel gioco e nelle funzionalità on-line.

Tra le caratteristiche positive della nuova console Microsoft vanno però annoverati l’alto indice di riparabilità assegnato da iFixit e l’uso di componenti standard facilmente sostituibili dagli utenti finali. Ma soprattutto, la migliore notizia per Xbox One dalla prospettiva di Microsoft è che nonostante le polemiche, nonostante il disastroso lancio con quelle ridicole DRM always-on e tutto quanto, i giocatori sono accorsi in massa ad acquistare la console: Xbox One ha venduto 1 milione di unità al day-one, sorpassando la performance di Xbox 360 e finendo per piazzare 2,1 milioni di unità nei primi 18 giorni di vendite. Il lato software continua nel frattempo a migliorare grazie ai nuovi aggiornamenti distribuiti on-line.

Previsioni di mercato

Con Xbox One e PS4 finalmente sul mercato, la console war tra le macchine videoludiche di ottava generazione è entrata nel vivo: le due piattaforme concorrenti hanno molti tratti tecnologici in comune ma mirano a offrire esperienze marcatamente differenti, e se in pochi osano scommettere sul successo di Wii U l’opinione quasi universale è che a questo giro Sony sia davvero in grado di distanziare Microsoft in maniera sensibile. Gli analisti stimano che PS4 e Xbox One riusciranno a piazzare sul mercato fra i 2,5 e i 3 milioni di unità per la fine dell’anno, ma entro i prossimi 4 anni PS4 supererà nettamente Xbox One nelle vendite.

Anche il citatissimo Michael Pachter è pronto a scommettere sul successo della console Sony su quella Microsoft, sebbene il tizio sostenga che l’ottava generazione delle home console sarà l’ultima e poi finiremo tutti a giocare su smartphone e tablet. Il CEO di Sony Jack Tretton risponde con ironia alle considerazioni di Patcher, visto che a quanto ne sa lui le ultime console sarebbero dovute uscire già nel 1986 e poi si è visto com’è andata. La corporation nipponica è ottimista sulle prospettive di mercato della nuova PlayStation, una macchina che dovrebbe avere un ciclo di vita inferiore rispetto a PS3 ma che dovrebbe comunque riuscire a surclassare la succitata PS3 per numero di vendite.

La PS4 potrà magari superare la PS3 ma non riuscirà a fare meglio della console più venduta di tutti i tempi (PS2), dicono gli analisti. E se tante previsioni concordanti non fossero convincenti a sufficienza, a fornire prova concreta del maggiore appeal di PlayStation 4 su Xbox One (o anche su Wii U, per quel che può valere) ci pensano i primi numeri di vendita sui due mercati più importanti: negli USA la console Sony ha venduto mezzo milione di unità in più della diretta concorrente a novembre, mentre in Europa PS4 ha praticamente raddoppiato le cifre totalizzate da Xbox One.

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