USAbox.com: maneggiare con cura

26 Agosto 2013 · Archiviato in Approfondimenti, Networking 

Approfondimenti - Una lente impietosa puntata sui temi caldi, retrospettive appassionate e dettagliate, riflessioni oltre le apparenze USAbox.com è uno di quei servizi che offrono la possibilità di avere un indirizzo fisico negli Stati Uniti, indirizzo che può essere utilizzato per ricevere posta o altri tipi di spedizioni ed è particolarmente utile per fare acquisti on-line dai siti di e-commerce o dai venditori che non prevedono la spedizione al di fuori degli USA. Secondo la mia esperienza personale, però, USAbox.com è tutto fuorché un sito web che val la pena segnalare a qualcuno.

La mia personale ricerca di un servizio di “mail forwarding” nasce dalla più prevedibile delle esigenze: una parte significativa delle migliori aste su eBay in fatto di videogiochi - e vecchi giochi per PC in particolare - non prevede la spedizione internazionale, per non parlare dei casi in cui viene negata a priori la possibilità di ricevere la merce in Italia. Leggendo qualche recensione/classifica in rete, USAbox.com viene presentato come uno dei siti di mail forwarding più affidabili, ragion per cui alcuni mesi fa mi sono deciso e ho registrato un account base (gratuito) allo scopo di provare il servizio.

Logo USAbox.com

Il primo test (una copia sigillata della versione PC di Crime Wave in vendita a prezzo di saldo) ha avuto esito positivo: il costo della spedizione dagli uffici di Miami di USAbox.com al mio indirizzo in Italia è risultato essere tutto sommato accettabile, il pacco è arrivato in tempi ragionevoli e il gioco… beh, uno dei floppy disk da 3,5 pollici non è leggibile e necessiterà di una sostituzione ma questa è un’altra storia. Soddisfatto della mia esperienza iniziale, poco dopo mi sono servito di USAbox.com per un nuovo acquisto (la versione USA di Legacy of Kain: Soul Reaver su Amazon.com).

Questa volta le cose sono andate in maniera molto diversa, a cominciare dal fatto che le scarse disponibilità economiche - il 2013 è un anno estremamente difficile, per quanto mi riguarda - mi hanno costretto ad attendere oltre i 60 giorni di fermo garantiti dal piano base di USAbox.com. Il prezzo del nuovo pacco, poi, è risultato a dir poco sproporzionato rispetto a quello che mi sarei aspettato considerando le variabili in gioco (dimensioni e peso del box di un vecchio gioco per PC). Il tentativo di reimpacchettare l’oggetto - un servizio aggiuntivo che USAbox.com offre al costo di 5 dollari per box - si è rivelato essere completamente inutile.

A questo punto gli eventi prendono una piega inaspettata: all’atto di pagare la transazione con carta di credito, il servizio spedizioni di USAbox.com mi scrive dicendomi che “il corriere che usiamo per le tue spedizioni ci chiede 26 dollari in più rispetto ai costi standard perché il tuo indirizzo si trova al di fuori della loro aria di copertura principale“. Evidentemente alla prima spedizione avevo avuto solo fortuna, per non dover pagare un sovrapprezzo simile. Inutile dire che alla mail di USAbox.com ho subito risposto chiedendo la cancellazione del mio account: ora il pacco potevano anche buttarlo via o tenerselo.

USAbox.com - mail 1

Mentre rimuginavo su una possibile spiegazione - magari era colpa mia perché avevo lasciato il pacco in deposito per più di 60 giorni, e l’azienda statunitense era animata soltanto da buone intenzioni nei miei confronti - il giorno successivo ricevo una ennesima e-mail da USAbox.com dove mi viene spiegato che usando un corriere diverso (FedEx) il sovrapprezzo per la spedizione scende a 9,36 dollari. No grazie, rispondo, non mi interessa più, cancellate il mio account e non fatevi più sentire. Storia finita? Quasi: l’ultima e-mail di USAbox.com mi comunica che ora sono “riusciti a reimpacchettare l’oggetto e ridurre il volume“, e se voglio la spedizione viene $98,50 come inizialmente indicato “senza costi aggiuntivi“.

USAbox.com - mail 2

La risposta finale è stata un semplice no, anche se in realtà avrei voluto usare un linguaggio molto più colorito e scurrile per concludere una delle esperienze on-line più vicine alla truffa che mi sia capitata di fare. Se non altro, alla fine, i bravi ragazzi di USAbox.com mi hanno almeno rimborsato il denaro che avevo già versato (i già citati 98,50 dollari) per la spedizione. Tutto considerato, la morale della storia mi sembra piuttosto semplice da sintetizzare: non fidatevi di USAbox.com, e se avete bisogno di un servizio di mail forwarding rivolgetevi altrove.

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Commenti

3 Risposte a “USAbox.com: maneggiare con cura”

  1. Emanuele il 29 Settembre 2013 19:43

    più che altro sarebbe interessante fare una seconda prova con altre credenziali per vedere se dopo i primi ordini l’inghippo si ripete… del resto in caso di truffa a loro basta prendere un pollo su 100 per guadagnarci… miracoli della rete :P


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  2. Sir Arthur, King of Ghouls'n Ghosts il 29 Settembre 2013 23:29

    In realtà la cosa è andata avanti visto che mi hanno contattato quelli del marketing di USAbox.com offrendosi, con tante scuse, di rimediare all’”errore umano” che ha portato alla situazione descritta nel post.

    Ci saranno un altro paio di aggiornamenti sulla questione di qui a non so quando….


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  3. Emanuele il 30 Settembre 2013 00:43

    così ad occhio più che da truffaldini sembrerebbe uno di quei comportamenti da furbetti… “se ci cascano bene, sennò pazienza e continuiamo a fornire il servizio regolare”

    o magari non c’era davvero malafede? curioso di sentirne gli sviluppi


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