La vostra amichevole (e franca) guida all’Edizione Introduttiva di Diablo III

21 Luglio 2012 · Archiviato in Guide & Recensioni, Videogaming 

UPDATE (14/09/2012): La guida è stata aggiornata dopo la decisione di Blizzard di aprire l’accesso all’Edizione Introduttiva di Diablo III a tutti. Inoltre, ho verificato senza ombra di dubbio che i rallentamenti estremi e casuali di cui parlo nel post vanno imputati alla configurazione software usata per testare il gioco e non al gioco stesso (o al mio hardware, per fortuna).


Guide & Recensioni - Guide accessibili e complete all'utilizzo del software, recensioni attente ai dettagli che contano. All'insegna del motto: Niente Panico! Si, lo so, sono in ritardo come al solito: Diablo III è uscito due mesi fa, e del fallimento quasi totale del periodo di lancio ne ho già parlato a sufficienza. Dunque perché dedicare un post alla versione demo del gioco quando oramai quasi tutti hanno già letto, visto e fatto tutto quello che c’era da leggere, vedere e fare nelle lande maledette di Sanctuary? Per due ragioni, la prima delle quali è che dopo aver giocato estesamente alla Starter Edition ho un peso sullo stomaco che ho bisogno di togliermi.

La seconda ragione (connessa alla prima) deriva dalla mia passione personale per il mondo di Diablo e i primi due giochi della serie: forte di un’esperienza in single player con Diablo II che continuo a portare avanti ancora oggi (e probabilmente continuerò per altri 10 anni almeno), la seguente lettura vuole essere un’esamina di quello che Diablo III ha da offrire visto dalla prospettiva di uno che considera Diablo II uno dei pochi titoli meritevoli dell’appellativo di capolavoro assoluto del videoludo di tutti i tempi.

L’Edizione Introduttiva di Diablo III

Cominciamo dalle basi, cioè da che cosa è l’Edizione Introduttiva di Diablo III e come accedervi. Blizzard spiega che la Starter Edition è in sostanza una demo del gioco, una versione limitata che mette a disposizione del giocatore la porzione del primo Atto che dura fino allo scontro con il Re Scheletro, i primi 13 dei 60 livelli disponibili per ogni classe giocabile, il multiplayer limitato ai soli utenti della demo, la non disponibilità della Casa d’Aste e della funzionalità “Global Play” per giocare su un server diverso rispetto a quello della propria regione di residenza.

Per quanto riguarda l’accesso all’Edizione Introduttiva, invece, dopo una moratoria di qualche mese Blizzard ha aperto le porte dell’inferno a tutti i netizen a metà agosto: ora chi volesse assaggiare Diablo III non ha più bisogno di procurarsi un Guest Pass (magari pagando). L’Edizione Introduttiva di Diablo III è gratuita, ci tiene a precisare Blizzard, e basta accedere al proprio account Battle.net (o crearne uno) per scaricare e installare il software di gioco.

Per quanto riguarda l’accesso all’Edizione Introduttiva, invece, la questione si fa problematica: al momento l’unico modo per sbloccare il download del corposo client della demo è l’utilizzo di un “Pass per Ospiti”, un codice ricevuto come dono da un amico o recuperato on-line con altri mezzi. Il “mio” Guest Pass, per esempio, proviene da eBay ed è costato la bellezza di 3 Euro. Blizzard dice che l’Edizione Introduttiva di Diablo III “non sarà disponibile senza un Pass per Ospiti fino a nuovo avviso“, ma visti i trend di gioco (cosa di cui si parlerà in seguito) i miei sensi di ragno mi dicono che entro qualche settimana la demo dovrebbe essere accessibile a tutti.

Tecnica e presentazione

Il primo impatto con la parte tecnica del gioco è stato a dir poco spiacevole: il client di gioco necessita dell’installazione di un “agente” che si incarica di avviare il massiccio download degli asset del programma, il suddetto agente tende a funzionare poco e male e a meno di lasciare il PC acceso tutta la notte esclusivamente per completare il trasferimento degli oltre 8 Gigabyte dell’Edizione Introduttiva, Internet diventa inutilizzabile. Le prestazioni di Diablo III (con impostazioni adeguatamente di basso profilo e risoluzione nativa da 1366×768 pixel) sono discrete anche su un laptop vetusto come il mio (CPU Core 2 Duo 2,00 GHz, GPU GeForce 9600M GT) almeno finché il gioco non decide di rallentare al punto da diventare ingiocabile.

Il problema rallentamento sembra presentarsi in maniera del tutto casuale, corrisponde a un picco anomalo nell’utilizzo dei core della CPU (non particolarmente stressati dal gioco in condizioni normali) e a quanto si legge in rete è un fenomeno che riguarda anche configurazioni molto più moderne e potenti della mia. In attesa di una soluzione stabile - magari fornita da Blizzard stessa - l’unico modo efficace che ho trovato per ripristinare la normale velocità di gioco è mettere in pausa (Esc), passare al desktop di Windows, attendere una ventina di secondi e ritornare al gioco. Eventuali consigli da parte di chi ha già risolto il problema sono molto ben accetti.

Diablo III - screenshot 1 Diablo III - screenshot 2 Diablo III - screenshot 3

Diablo III - avventura tra cadaveri e nebbie

Quando tutto funziona, lo spettacolo per gli occhi e per le orecchie offerto da Diablo III è piacevole, a tratti gustoso e persino entusiasmante: i timori di colori troppo vividi espressi già 4 anni fa si sono fortunatamente rivelati essere infondati, le varie location attraversate dal giocatore sono sufficientemente macabre e “oscure” nel pieno rispetto del tono generale di una serie famosa per i suoi dungeon ripieni di tombe e scheletri rianimati. Certo, l’influenza dello stile grafico di World of Warcraft si fa sentire tutta (soprattutto nei modelli 3D di personaggi e mostri), ma devo dire che è molto meno opprimente e “colorata” di quanto mi aspettassi.

Diablo III - screenshot 4 Diablo III - screenshot 5 Diablo III - screenshot 6

Colori e morte - più morte che colori

Le ambientazioni e le strutture architettoniche di Diablo III offrono una tridimensionalità impossibile da mostrare con il vecchio engine 2D isometrico, con fiumi che scorrono sotto i ponti, parti di dungeon visibili dall’alto di piattaforme presenti a livelli superiori, enormi crateri pulsanti lasciati dal passaggio della misteriosa Stella Caduta, luci baluginanti che filtrano all’apertura di massicci portoni di metallo, cataste di cadaveri ovunque. Particolarmente apprezzabile il fatto di poter distruggere una buona quantità di oggetti e strutture che fanno parte dell’ambiente di gioco come tombe, panche, mura pericolanti, balaustre e via elencando.

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Laddove invece Diablo III non sembra brillare particolarmente è nel comparto sonoro: la soundtrack è piacevole, a tratti interessante, ma a parte qualche momento lirico e qualche pezzo ben riuscito risulta priva di ispirazione e pulsioni epiche genuine. In un gioco come Diablo la parte audio è responsabile del 50% dell’atmosfera, e nell’Edizione Introduttiva di Diablo III non c’è nemmeno l’ombra dei tanti piccoli capolavori orchestrati da Matt Uelmen per Diablo II. In poche parole: il sonoro di Diablo III è poco più che mediocre, forse maggiormente apprezzabile per chi non conosce bene il precedente episodio ma comunque nulla di indimenticabile.

DRM e interfaccia da MMOG

La parte davvero diabolica di Diablo III sono le sue DRM: il gioco necessita di una connessione permanente ai server di Blizzard per poter funzionare, e l’accesso ai server si ottiene solo registrando un account su Battle.net. Diablo III è un esperimento, un bizzarro ibrido fra un titolo massivo on-line (MMOG) e un “qualcosa” che può essere giocato anche in solitaria - ma sempre e comunque on-line. Dal punto di vista strettamente pratico il sistema regge, almeno all’apparenza: al di là delle imbarazzanti prime settimane di instabilità, nel corso delle mie sessioni di test la latenza è stata quasi sempre costante e il gioco fruibile sia su connessione ADSL domestica (7 Mbps con lag di 100-200 ms) che su rete cellulare (HSPA con lag di 200-300 ms).

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Andando un pò oltre la superficie e l’esperienza personale, in questi due mesi di attività il sistema on-line di Blizzard non ha fatto altro che mostrare crepe, problemi di sicurezza, bachi e trend mefitici che hanno trasformato l’utente in una cavia utile soltanto ad alimentare il malsano desiderio di profitto a tutti costi che si è impossessato della società statunitense: Diablo III non è un gioco fruibile anche on-line ma un servizio disponibile esclusivamente in rete, un servizio che a conti fatti è risultato essere talmente mediocre da scatenare le indagini delle autorità nazionali, le imposizioni di rimborsi, persino la messa al bando tout court della compravendita in-game di oggetti virtuali nella Corea del Sud.

Si tratta probabilmente del colpo più duro alle ambizioni di monetizzazione di Blizzard per Diablo III: la Corea ossessionata dagli e-sport e da StarCraft ha voltato le spalle alla casa d’aste recentemente aperta al pubblico - non disponibile nell’Edizione Introduttiva - perché la cultura ludica deve essere “sana” e non infetta dal morbo della compravendita di grumi di pixel con denaro reale. Blizzard si è semplicemente dimostrata incapace di gestire al meglio l’esperimento GaaS (Gaming-as-a-Service) di Diablo III arrivando a imporre l’accesso temporaneo ai soli contenuti della demo a chi avesse acquistato il gioco completo in formato digitale, e provocando la perdita di somme di denaro moderatamente importanti a causa di un baco nella gestione delle aste con denaro reale.

Tornando alla disanima della Starter Edition, un’altra aggiunta che ho trovato particolarmente spiacevole è l’ossessiva presenza di ogni genere di pop-up per ogni singolo, stupido avanzamento ottenuto nel gioco: sono i famigerati “achievement”, strilli grafici che sommergono lo schermo ogni qual volta il tuo personaggio ammazza molti mostri in un colpo solo, sale di livello, distrugge l’ambiente circostante o altro ancora. Probabilmente gli achievement sono una parte importante dell’esperienza MMO, personalmente non sono interessato agli MMO e in Diablo III gli achievement hanno il solo effetto di distrarre l’attenzione contribuendo a spezzare ulteriormente la già fragile atmosfera di gioco.

Diablo III - screenshot 13 Diablo III - screenshot 14 Diablo III - screenshot 15

La parte funzionale dell’interfaccia di Diablo III, quella che serve alla gestione del personaggio, degli oggetti trovati durante l’avventura e la compravendita nelle città è una sfinge a due facce: da un lato le caratteristiche di base (forza, intelligenza ecc.) non sono gestibili singolarmente e vengono assegnate automaticamente a ogni passaggio di livello, dall’altro le caratteristiche “dettagliate” sono diventate logorroiche e quasi illeggibili. Apparentemente armi, accessori e armature conquistati sul campo di battaglia sono la sola possibilità che il giocatore può sfruttare per personalizzare il proprio personaggio.

Diablo III - screenshot 16 Diablo III - screenshot 17 Diablo III - screenshot 18

Molto utile risulta invece il confronto al volo tra l’oggetto evidenziato con il mouse e quello indossato al momento (anche durante l’acquisto di nuovi oggetti), così come la possibilità di riacquistare gli oggetti appena venduti ai mercanti in città. Il sistema di looting viene certamente reso più interessante dalla presenza degli artigiani (Haedrig Eamon per Nuova Tristram) e dalla possibilità di scomporre gli oggetti magici nei loro elementi basilari, usando poi i suddetti elementi per creare attrezzature più potenti e appetibili. Con i primi 13 livelli di personaggio della Starter Edition, si ha accesso solo a una minima parte dell’oggettistica fabbricabile.

Diablo III - screenshot 19 Diablo III - screenshot 20 Diablo III - screenshot 21

La progressione dei dialoghi - sia nelle fasi di pausa che durante l’esplorazione dei dungeon - è diventata, nella migliore delle ipotesi, fastidiosa: spesso la scrittura ha lo stesso spessore della melassa, i personaggi assumono movenze infantili o cartoonesche (WoWesche?) e i toni delle discussioni predefinite con gli NPC arrivano a essere irritanti per inconsistenza ed eccesso di stupidità. Dopo la prima mezz’ora si tende a rimpiangere la scarsità di interazione che contraddistingueva l’esperienza di gioco di Diablo II.

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