Videogame highlights - maggio 2012

14 Giugno 2012 · Archiviato in Approfondimenti, Videogaming 
Questo articolo è parte della serie Videogame Highlights

Approfondimenti - Una lente impietosa puntata sui temi caldi, retrospettive appassionate e dettagliate, riflessioni oltre le apparenze Il più importante evento videoludico del mese passato è certamente stato il lancio di Diablo III, titolo che verrà ricordato come uno spartiacque per il settore a causa della connessione a Internet permanente necessaria a giocare - anche in modalità single player. RPS dice che il problema non è Diablo III ma la infornata successiva di giochi “always-on” e suggerisce di restare incazzati sull’argomento, io invece sono incazzato soprattutto per Diablo III e sono sempre più convinto del fatto che l’esperienza miserrima del multiplayer compulsorio non mi interessa. Mi toccherà cambiare hobby per colpa di Activision-Blizzard?

Deadlight

Cosa dicevo della iattura della connessione obbligatoria? Ecco: un’altra grana mica da ridere è la mancata disponibilità di una versione PC di Deadlight: questo promettente platformer cinematico con elementi da survival horror uscirà purtroppo solo su Xbox 360 (terzo quarto del 2012), e il trailer seguente mostra come lo sviluppatore Tequila Works si sia, come dire, molto ispirato a una certa graphic novel/serie televisiva con protagonisti gli inflazionati morti viventi.

Diablo III

Dunque, si parlava di Diablo III: l’uscita del gioco è stato un evento festeggiato da migliaia di “launch party” a mezzanotte organizzati in ogni parte del mondo, mentre contenuti video esclusivi come il cartoon Wrath e un variegato showcase di boss, livelli e armi accompagnavano il nuovo avvento del “messia” degli action RPG su PC. Poi, subito dopo la mezzanotte, ai primi tentativi di connessione ai server Blizzard i giocatori hanno sperimentato il nefasto fenomeno dell’Errore 37: login impossibile, gioco inaccessibile anche in modalità single-player.

Tutto è andato come previsto: milioni hanno acquistato Diablo III, milioni hanno provato subito a giocare e un numero imprecisato ma sicuramente altissimo di giocatori ha dovuto fare i conti con il demente requisito della connessione permanente che permette l’accesso al gioco non quando lo vuoi tu ma quando gli astri, l’ADSL e i server Blizzard decidono di concederti questa grazia. Un risultato patetico, per un gioco finito già due anni fa e che invece nelle ultime settimane ha dovuto fare i conti con gravi bug di programmazione, achievement scomparsi, ritardi nel lancio della “casa d’aste” con denaro reale per la compravendita di oggettistica in-game, hack, raid di polizia e ancora errori di accesso al maledetto account on-line su Battle.net.

Tolti gli innumerevoli problemi che hanno afflitto e ancora affliggono l’ultima mega-release di Blizzard, quel che resta di Diablo III è un action RPG “puro” rifinito nella formula originale con innovazione zero e molti difetti (vero), un gioco comunque divertente per chi è appassionato del genere (vero) e un livello segreto pieno di unicorni da maciullare o far saltare in aria. Blizzard aveva promesso di porre termine agli hack e invece gli hack sono sempre lì da bannare, giusto in tempo per il debutto della super-sicura (ceeeerto!) casa d’aste per gli oggetti in-game. E per chi volesse poter almeno provare il gioco prima dell’acquisto, in questi giorni la Starter Edition dovrebbe divenire accessibile a tutti: io ho sborsato qualche euro su eBay (Guest Pass) per poterla testare in anteprima e vedrò di mettere assieme una preview non appena ne avrò il tempo.

Grim Dawn

Sviluppato da alcuni ex-membri di Iron Lore (ora Crate Entertainment) già al lavoro su Titan Quest, Grim Dawn promette di essere tutto quello che Diablo III non potrà mai essere: questo action-RPG dark-fantasy finanziato con il contributo degli utenti è progettato per essere difficile e addirittura ostile al casual-gamer di passaggio, e soprattutto sarà assolutamente libero da qualsivoglia tecnologia DRM. Niente connessione permanente per giocare in single-player, per intenderci. Grim Dawn uscirà su PC Windows ad agosto 2013: a quel tempo il sottoscritto starà ancora giocando Diablo II, su questo ci scommetto un cornetto alla Nutella.

Resonance

Pubblicata dallo studio indipendente Wadjet Eye, Resonance è un’avventura punta&clicca 2D che vede protagonisti 4 diversi personaggi giocabili, ognuno con la propria vita quotidiana ma coinvolto nel comune plot con tematiche da thriller fantascientifico. Ennesimo caso di revival del pluri-defunto genere degli adventure vecchia scuola, Resonance uscirà su PC il 19 giugno come box fisico (con chiave Steam) o download digitale su GOG.com. E volendo c’è anche un demo per l’assaggio preventivo. Gli sviluppatori indie salveranno il mondo.

The Cave

Se ne parlava da tempo, e a maggio è stato finalmente tolto il velo dal nuovo gioco di Ron “Monkey Island” Gilbert realizzato con l’aiuto di Double Fine Productions: The Cave è un adventure game, e vede dunque il ritorno di Gilbert al genere che lo ha trasformato in una leggenda del settore (guadagnandogli l’imperituro affetto da parte del sottoscritto) dopo la parentesi action-rpg-adventure di DeathSpank. Il designer dice di aver veicolato in The Cave idee che gli frullavano per la testa da anni, da prima ancora della realizzazione di Monkey Island: il protagonista principale del gioco è una caverna parlante ma il giocatore potrà scegliere due personaggi giocabili tra i sette disponibili per affrontare l’avventura. Apparentemente il focus della vicenda sarà più la storia in se che gli enigmi da risolvere. In uscita su PC e console (Xbox 360 & PS3) all’inizio del 2013.

The Last of Us

Non contento del successo commerciale ottenuto con Uncharted 3, alla fine dell’anno scorso lo sviluppatore Naughty Dog ha rivelato di essere al lavoro su un nuovo titolo esclusivo per PlayStation 3: ambientato in un Nordamerica post-apocalittico dove la natura ha preso il sopravvento sulle città, The Last of Us può essere descritto come una variante “survival” del succitato action-adventure in terza persona (vale a dire Uncharted). Il motore principale del gioco è la dinamica del rapporto tra i due protagonisti, il barbuto Joel (controllato dal giocatore) e la 14enne Ellie (IA) nella loro fuga verso la salvezza. Naughty Dog promette un engine grafico maggiormente evoluto e capace di rendere con efficacia i ricchi scenari da giungla urbana presenti nel gioco. In uscita su PS3 nel 2013.

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Commenti

4 Risposte a “Videogame highlights - maggio 2012”

  1. gugli il 14 Giugno 2012 12:27

    Blizzard propina le stesse cose da anni, nei loro videogame non c’è mai niente di speciale. Gli si attribuiscono innovazioni e fantasticherie di gameplay che a mio avviso non ci sono. Hanno creato un brand di successo. Non sono stati mai avanti su tecnica su gamplay o qualsiasi altra cosa si voglia.
    I loro giochi costano irragionevolmente un botto e sono degli spilorci unici. Quasiasi cosa Blizzard sforni ormai è un capolavoro prima ancora che esca. Ricordo con quanto entusiasmo acquistai Diablo II nel 1999 mi pare. 100 mila lire… e un gioco che completai in pochissime ore, rigiocabilità alta a patto che si voglia fare sempre la stessa cosa, cambiano i personaggi si…per dire…Ci sarebbero a mio personale avviso altre software house da valorizzare.


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  2. Sir Arthur, King of Ghouls'n Ghosts il 14 Giugno 2012 21:09

    Bah, questione di punti di vista (la storia di Diablo II, intendo): io ho cominciato a giocarlo intorno al 2002-2003 (o magari dopo? Boh…), e ancora continua a farlo oggi cercando di domare quella Bestia Immonda che è la difficoltà Inferno. Per me la sfida più interessante non è fare sempre le stesse cose, ma farle facendo crescere il mio personaggio con le skill, acquisendo nuovi oggetti potenti e ascoltando ancora e ancora e ancora quella meravigliosa colonna sonora di Matt Uelman mentre caco fulmini e dipingo di rosso le pareti dei dungeon squagliando i nemici con muri di fuoco da 1200 punti danno al secondo :-P

    Riguardo Blizzard, il fatto è che Blizzard North (che ha creato Diablo e il seguito) non esiste più da un pezzo: Diablo III è un progetto pensato per risultare appetibile alla WoW-generation, questo è chiaro come la luce del sole. E per me World of Warcraft e i giochi on-line in genere sono pura merda, a voler essere gentili…

    Ciò detto, io non ho un minimo di rispetto per me stesso e ho appena acquistato (donando un rene e quattro molari, tra l’altro!) la Collector’s Edition di Diablo III. Si, anche se la Starter Edition non mi ha appassionato poi molto, anche se non so se lo (ri)giocherò con la stessa foga e passione di Diablo II….


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  3. gugli il 15 Giugno 2012 11:54

    Si vero questione di punti di vista sul gioco di per se. Comunque Diablo è del Giugno 2000 per cui mi correggo lo avrò comprato un anno dopo. Come era bella però la scatola!!! Off Topic: leggo davvero con piacere questo blog, e devo dire che non leggo nessun blog per più di 3 minuti.


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  4. Sir Arthur, King of Ghouls'n Ghosts il 15 Giugno 2012 21:30

    Io ho comprato la Battlechest di Diablo II un (bel) pò di anni fa: 120.000 sudatissime lire spese su Gamewarp.it, dovrei aver conservato lo scontrino da qualche parte….

    Grazie per i complimenti per il blog (che apprezzo sempre): fossi meno pigro e incasinato con vari perché, ci scriverei pure più di frequente :-P


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