Videogame, musei e parchi di divertimenti

6 Giugno 2010 · Archiviato in Notizie, Videogaming 

Notizie - Una carrellata di notizie fresche e di qualità, dentro e fuori dal WebDue iniziative a tema videoludico annunciate di recente si occupano di intrattenimento interattivo da punti di vista opposti ma complementari. La prima, pomposamente definita Game Nation dalla società promotrice, mira a realizzare un parco di divertimenti (quello che gli statunitensi definiscono “theme park“) di videogame per videogamer, mentre la seconda è di matrice tutta italiana ed è altrettanto ambiziosa visto che vuole dare alla luce nientemeno che “il primo museo europeo di videogiochi”.

Game Nation è promosso da Ruke Studios, che lo definisce come “il primo parco di divertimenti e centro di vacanza sperimentale basato su videogame del mondo“. L’idea è quella di trasportare il giocatore/visitatore in una sorta di gioco di ruolo dal vivo in cui esistono gerarchie, punti esperienza, PNG, skill e achievement da raggiungere. “Appena i giocatori entrano - si legge nello scarno comunicato di presentazione sul sito ufficiale di Game Nation - ci sono l’accoglienza per le reclute e gli inchini per i veterani“. In seguito viene una visita all’armeria per scegliere il tipo di arma preferito tra “maestose reliquie, armi stravaganti o dispositivi avanzati” e poi l’immersione nel gioco vero e proprio.

Un successivo comunicato apparso on-line introduce quello che dovrebbe essere l’elemento caratterizzante dell’esperienza Game Nation, vale a dire la sua suddivisione in “distretti” indipendenti ognuno dedicato a un tema specifico. Il primo distretto annunciato si chiama “The Alternet”, ed è ambientato in uno scenario cyberpunk in cui i giocatori imbracciano la loro arma preferita (”mitragliatrice, spada ninja, doppia pistola“) ed “esplorano il brulicante centro cittadino“, completano missioni, raccolgono informazioni, “impediscono la distruzione di enormi strutture“, “combattono in zone di guerra delle dimensioni di blocchi cittadini” e più in generale affrontano “un gruppo terroristico clandestino il cui solo intento è l’uccisione dei civili“.

Game Nation - "Enter the Alternet"

Anche se le informazioni su Game Nation sono ancora scarse, a questo punto si può dare per scontato che il progetto non coinvolgerà celebri brand di videogiochi veri e propri come un giocatore adulto e appassionato potrebbe aspettarsi da un parco a tema. E a dispetto di quanto sostengono da Ruke Studios, di parchi di divertimenti dedicati ai videogame se ne sono già visti in giro per il mondo anche se con modalità di fruizione diverse da quelle che promette Game Nation. Stando a quanto si legge sul sito ufficiale, nei prossimi 12 mesi verrà comunicata la location statunitense scelta per ospitare l’installazione.

Passando dagli USA all’Italia, l’obiettivo che si propone ViGaMus non è il semplice intrattenimento bensì l’esposizione sistematica e permanente di “generi, personaggi, tecnologie e opere” facenti parte della oramai quarantennale storia del medium videoludico. Promosso dalla Associazione Italiana per le Opere Multimediali Interattive (AIOMI) con il contributo delle autorità nazionali e locali, Vigamus nascerà a Roma in uno spazio di mille metri quadri al centro della città (quartiere Prati vicino Piazza Mazzini) con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento non solo per l’anemica industria videoludica italiana ma anche (soprattutto?) per quella europea e internazionale.

Secondo il presidente di AIOMI Marco Accordi Rickards, Vigamus rappresenta la prima struttura europea interamente dedicata al videogioco mentre altrove, “al massimo si possono trovare allestimenti all’interno di musei dedicati ad altre forme d’arte“. Vigamus, continua Accordi Rickards, “dovrà essere una struttura moderna e interattiva, a partire dal flipper e dai primi esperimenti realizzati negli anni Cinquanta negli Stati Uniti, fino ad arrivare ai giorni nostri“. Accanto alle esposizioni permanenti, inoltre, il museo ospiteràseminari, proiezioni, laboratori editoriali e creativi e altri eventi distribuiti nel corso dell’anno” focalizzati “sulle relazione fra il medium videoludico e gli altri media, in particolare il cinema, la letteratura e la musica“.

Vigamus - demo

Nello spazio che ospita Vigamus vi sarà posto anche per il Centro per lo Studio e la Ricerca sul Videogioco di AIOMI, che servirà a “promuovere progetti e attività culturali, artistiche e tecnologiche, diventando una fonte di informazione e formazione offrendo un contributo all’industria videoludica nella sua globalità“. Ed è una promozione oltremodo necessaria, visto che in Italia di professionisti dei videogame non v’è traccia a parte i soliti “eroi” di Milestone e poco altro. Oltre a Marco Accordi Rickards in qualità di presidente, il team organizzativo di Vigamus comprende l’amministratore Raoul Carbone e il curatore Bonaventura Di Bello.

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