Il gaming su PC? E’ in condizioni migliori di quanto crediate

15 Maggio 2010 · Archiviato in Approfondimenti, Videogaming 

Approfondimenti - Una lente impietosa puntata sui temi caldi, retrospettive appassionate e dettagliate, riflessioni oltre le apparenze Il mercato dei videogame su PC sta morendo, sostiene un certo pensiero comune propagandato dai publisher e cavalcato dagli utenti meno accorti ai fatti. In realtà i numeri parlano di una visione diametralmente opposta a quella del declino perenne del personal computer come piattaforma videoludica degna di essere definita tale, una piattaforma in evoluzione che continua a crescere in quanto a fatturato e che rappresenta una parte non secondaria del valore complessivo del mercato dell’intrattenimento - stimato in 57 miliardi di dollari nel 2009 secondo la società di ricerca DFC Intelligence.

Piuttosto che morire lentamente, le vendite dei videogame su PC aumentano di anno in anno: l’associazione di categoria PC Gaming Alliance (PCGA) ha recentemente pubblicato un rapporto della summenzionata DFC Intelligence secondo cui le entrate annuali del software ludico per computer hanno raggiunto i 13,1 miliardi di dollari nel 2009, con un incremento del 3% rispetto all’anno precedente. Si tratta di percentuali di crescita superiori a quelle registrate negli anni precedenti, quando il valore del mercato era stato calcolato prima in 10,7 miliardi di dollari (2007) e poi in 11 miliardi di dollari (2008).

Il merito di questa performance, dice DFC, è da attribuire alla crescita di importanza dei download digitali con il software in scatola a rappresentare solo il 20% dei guadagni totali. Il mercato mondiale cresce ma soffre un certo declino (-10/15%) nel Nordamerica e in Europa a causa della recessione economica, dell’aumento di popolarità dei titoli gratuiti e del social networking. I download digitali vengono chiamati in causa come fattore di crescita significativo anche dal CEO di Sega UK John Clark, secondo il qualeil mercato PC complessivo si sta in effetti comportando molto meglio di quanto viene attualmente riferito e resta un settore forte e vitale in cui essere coinvolti“.

Se nel 2009, anno clou di una crisi economica e finanziaria da cui il mondo ancora fatica a risalire, il software videoludico ha venduto anche meglio che in passato, i trend del mercato dell’hardware emersi nei primi mesi del 2010 preannunciano un’annata ancora più proficua di quella precedente: NPD riporta che a febbraio 2010 le vendite dei PC desktop sono cresciute del 30% nelle unità e del 33% nei guadagni, con buona pace di chi già da tempo va sostenendo che il futuro è il cloud computing o i gadget tecnologici minimali come iPad di Apple. Tra gli altri, Windows 7 ha contribuito a far tornare di moda il caro, vecchio desktop e anche Gartner conferma l’ottimo impeto del mercato dell’hardware (+27,4% o 84,3 milioni di macchine) nel primo quarto del 2010.

PC high-end

Gli utenti PC “enthusiast” appassionati di videogame spendono più di chiunque altro per accessoriare le loro macchine e valgono, secondo Jon Peddie Research, il 46% di tutto il mercato hardware del 2009. Si parla di 9,5 miliardi di dollari investiti in processori high-end, schede grafiche 3D all’avanguardia, periferiche di gioco e altro che nel 2013 dovrebbe arrivare a valere 12,5 miliardi di dollari. Con simili cifre in gioco si stenta a credere alle lamentele dell’industria sulla pirateria rampante tra i videogiocatori su PC, e opinioni “altre” come quella espressa dallo sviluppatore indie Wolfire Games appaiono molto più verosimili e ragionevoli.

Il blog di Wolfire ha recentemente pubblicato un post che mira a smantellare la leggenda urbana secondo cui la pirateria ammonterebbe al 90% dei giochi su PC. Quei numeri sono gonfiati, si legge sul blog dello sviluppatore, non tengono in debita considerazione il fatto che quasi mai un download “illegale” equivale a un acquisto perso e le (false) lamentele di chi parla di vendite in calo andrebbero piuttosto sostituite con un maggior impegno nello sviluppo di titoli capaci di sfruttare in maniera adeguata l’hardware PC e la combinazione mouse+tastiera.

Piracy helps

Wolfire non si è limitata a scrivere di pirateria e rispetto dell’utente di computer ma ha agito di conseguenza con The Humble Indie Bundle, un’offerta del genere “paga quel che vuoi” in cui è possibile accaparrarsi sei giochi “indie” decidendo di donare una cifra qualsiasi, dal centesimo ai mille dollari o anche oltre. Il pacchetto, assolutamente privo di qualsiasi tecnologia di protezione o restrizione alla copia, mira a eliminare i possibili incentivi alla pirateria, è stato piratato lo stesso ma nonostante questo ha racimolato più di 1 milione di dollari in una sola settimana.

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