Il casual gaming? Un mercato parallelo

19 Febbraio 2010 · Archiviato in Notizie, Videogaming 

Notizie - Una carrellata di notizie fresche e di qualità, dentro e fuori dal Web Che cos’hanno in comune il (relativamente) recente exploit della console Wii di Nintendo, la popolarità di iPhone e le velleità videoludiche di social network come Facebook? Sono tutti fatti che hanno contribuito ad aprire il mercato dei videogame a una audience sempre più larga, stabilendo il principio secondo cui il casual gaming, quel tipo di attività ludica che non obbliga a conoscere la sequenza magica “WASD” o la differenza tra un hack’n slash e un gioco di ruolo “puro”, è un fenomeno in crescita che alla fine condizionerà l’intera industria assieme ai suoi tradizionali paradigmi tecnologici e commerciali.

La recente indagine International Gamers Survey, condotta dalla società di ricerca TNS assieme a Gamesindustry.com confermerebbe questo trend registrando, in Europa, una spesa complessiva di 1,13 miliardi di euro (1,6 miliardi di dollari) per l’anno 2009. Il casual gaming esige maggior attenzione persino dai produttori storici di giochi “hardcore”, società del calibro di Capcom che è quasi pronta a rilasciare una versione per iPhone di Street Fighter IV caratterizzata - come d’altronde tutti i giochi per il melafonino - da joypad e pulsanti virtuali sovrapposti allo schermo multi-touch.

Casual gaming - Facebook

Quando poi i tradizionali produttori terzi di videogame provano a confrontarsi con piattaforme espressamente progettate per il casual gaming come la console Wii, i loro tentativi di vendere titoli evoluti basati su contenuti maturi tendono a fallire miseramente come ben illustrato dagli scarsissimi risultati economici di Dead Space: Extraction di Electronic Arts, MadWorld e The House of The Dead: Overkill di Sega e Resident Evil: The Darkside Chronicles di Capcom. Sega ed EA hanno già preannunciato la loro intenzione di ridurre la produzione di nuovi giochi hardcore per Wii, mentre Capcom si è limitata a dire di essere impegnata nello sviluppo multi-piattaforma senza smentire né confermare un cambiamento nel suo approccio di business alla console Nintendo.

Le grandi case di software non sfondano con i loro prodotti tradizionali sulla macchina videoludica più venduta di questa generazione, un altro chiaro segno del fatto che l’era dei giochi seriosi è avviata verso il declino in favore di passatempi meno impegnativi, complessi e frustranti adatti più al giocatore della domenica che al nerd adolescente con troppo tempo libero a disposizione? Non così in fretta, suggeriscono gli analisti di Cowen and Company.

Casual gaming - Wi

Rifiutiamo la nozione secondo cui la competizione dei formati videoludici non-tradizionali come l’iPhone e il social gaming abbia avuto un impatto significativo sul tradizionale ciclo di console“, ha scritto il ricercatore Doug Creutz. La relativamente lenta conquista del mercato da parte di PS3 e Xbox 360, console con una audience di hardcore gamer in contrapposizione a quella prevalentemente casual di Wii, sarebbe dovuta soprattutto alle “politiche di prezzo ostinatamente alte” seguite da Sony e Microsoft. E per quanto riguarda l’evoluzione delle abitudini di gioco, continua Creutz, “crediamo che questi media videoludici più recenti rappresentino un segmento di mercato distinto e non-competitivo rispetto al gaming su console, dominato dai core gamer“.

Il casual gaming è cresciuto di peso, certo, ma Cowen and Company suggerisce che il business predominante del settore continuerà a essere quello dei giochi più impegnativi, complessi e frustranti. Se un colosso come Ubisoft è ad esempio costretto a rifocalizzare la propria attenzione sui “marchi più importanti” e su Xbox e PlayStation dopo un drastico calo del 50% nel suo segmento casual, blockbuster videoludici recenti incassano più di un miliardo di dollari in pochi mesi (Call of Duty: Modern Warfare 2) e continuano a vendere milioni di copie (Dragon Age e Forza Motorsport 3) in tutto il mondo.

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