Più persone che acqua

6 Gennaio 2010 · Archiviato in Babel fish, Politica & Società 

Babel fish - Un'interfaccia mentale tra la sensibilità di Sir Arthur e gli avvenimenti del mondo esterno. E anche tutto il resto La notizia non è recentissima, e l’argomento non ottiene attenzione in questo periodo di feste, regali e consumi sconsiderati da parte di chi se li può ancora permettere (con i debiti). Nondimeno si tratta di un problema con cui tutti, prima o poi, avremo a che fare nel futuro prossimo. Le scorte di acqua dolce sono, già oggi, insufficienti a placare la domanda, e in futuro andrà sempre peggio considerata la crescita del fabbisogno di quelle autentiche bombe atomiche demografiche generalmente elencate sotto la definizione di “paesi in via di sviluppo”.

Sulla Terra ci sono più persone che acqua dolce, quando l’ho letto non ci volevo credere ma la fonte - un rapporto di 185 pagine della prestigiosa società di consulting McKinsey & Company - pare attendibile. Il rapporto, Charting our water future, è stato commissionato da aziende largamente dipendenti dalla fornitura di acqua (Coca-Cola, Nestlé e altre) assieme alla Banca Mondiale e prende in esame la situazione attuale delle scorte d’acqua così come le condizioni future, le possibilità di usare la tecnologia per porre un freno allo spreco e al sovrautilizzo e il peso specifico di paesi come Cina, India, Sud Africa e Brasile che nel 2030 rappresenteranno il 42% del fabbisogno di acqua globale.

Water dropping...

L’acqua è poca, sono anni che leggo di guerre future scatenate per il controllo delle sorgenti e dei bacini ma credevo si trattasse di un orizzonte meno ravvicinato. E invece il problema è già qui, da italiano medio abituato a un flusso ininterrotto di acqua corrente ho evidentemente una percezione drogata di questa drammatica realtà, tanto che l’idea che l’acqua smetta di essere un diritto umano (anche nei posti dove risulta accessibile ed economica come nei paesi occidentali) per il semplice fatto che non ce n’è abbastanza per tutti continua a suonarmi bizzarra, a dir poco.

Le soluzioni al problema ovviamente non esistono, non possono esistere perché non si può moltiplicare un bene finito per soddisfare una richiesta con crescita ipoteticamente infinita. La tecnologia può certo aiutare a mitigare il drenaggio laddove possibile (si parla di sistemi di irrigazione “intelligenti” che riducono di molto lo spreco, per esempio), e i governanti potrebbero indirizzare i loro sforzi verso un uso più consapevole del bene più prezioso spingendo nel contempo per l’adozione di politiche basate sul rispetto ambientale assoluto e il riciclaggio totale.

Naturalmente, visti i rappresentanti politici che ci ritroviamo (intendo “noi” come razza umana), è molto più probabile che il mondo precipiti in un periodo di caos e guerra piuttosto che riesca a risolvere il problema più grave che gli si potrà mai parare davanti. Se parliamo di Italia, poi, sono solo risate: questi assurdi esseri vermiformi (i politici insomma) che quotidianamente abusano di leggi, istituzioni e intelligenza dei cittadini del Belpaese pensano al nucleare, alle leggi per salvare il culo a se stessi e a Silvio Berlusconi e a poco altro. Loro l’acqua ce l’hanno bella fresca a Montecitorio ogni volta che vogliono, figurarsi se un coglione incapace a guardare oltre il proprio portafogli (dove finiscono puntualmente in cenere i soldi dei contribuenti) si interessi di “cazzate” come questa. Ah, buon anno a tutti.

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Commenti

Una Risposta a “Più persone che acqua”

  1. Engelium il 6 Gennaio 2010 12:11

    In realtà basta spostarsi di poco per capire di cosa stiamo parlando… basta per esempio farsi un giretto nella mia Sicilia per assistere a scene da terzo mondo… paesi interi che misurano il consumo d’acqua con il contagocce perchè se si sgarra poi aspetti il prossimo (davvero esiguo) rifornimento… se ci arrivi

    Per mia fortuna son lontano da quelle zone ma quando ci penso mi sembra davvero una cosa surreale

    Poi per politici ecc… vabbè direi che se non sanno affrontare le cazzatelle di tutti i giorni figuriamoci pensare di risolvere un problema che si dovrebbe presentare chissà quando… penso la sola idea susciterebbe ilarità in ognuno di loro


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