“Solo” il cracker del Pentagono a un passo dall’estradizione verso gli USA

2 Dicembre 2009 · Archiviato in Notizie, Sicurezza 

Notizie - Una carrellata di notizie fresche e di qualità, dentro e fuori dal WebGary McKinnon ha perso l’ennesima battaglia della sua lunghissima guerra legale contro l’estradizione verso gli Stati Uniti quando, qualche giorno fa, il Segretario di Stato del Regno Unito si è rifiutato di considerare i nuovi referti medici presentati dall’imputato. In una lettera datata 26 novembre e indirizzata al legale Karen Todner, il Segretario Alan Johnson ha espresso “la ferma convinzione che l’estradizione di McKinnon non sarebbe incompatibile con i suoi diritti umani“, perciò “la sua estradizione verso gli Stati Uniti va effettuata immediatamente“.

Passato alla storia come “Solo” il cracker del Pentagono, capace di penetrare quasi un centinaio di computer appartenenti ai sistemi militari USA e alla NASA alla ricerca - stando a quanto sostiene lui - della verità sugli UFO, McKinnon sta lottando per evitare di finire in galera sin dal momento della sua cattura nel 2002. E mentre gli appelli della sua legale cadevano nel vuoto inascoltati, le condizioni di salute dell’hacker peggioravano a causa della sindrome di Asperger da cui è affetto.

La revisione chiesta al Segretario di Stato verteva appunto sulla diagnosi della malattia, ma Johnson non si è fatto intenerire e si è rifiutato di prendere in considerazione la nuova documentazione medica. Il Segretario ha sostenuto di aver ricevuto garanzie da parte del governo USA sull’adeguata assistenza di McKinnon una volta che sarà tratto in prigione, un’assistenza che include “cure mediche e trattamenti appropriati” alla sua peculiare condizione.

Gary McKinnon con sua madre, gennaio 2009

Ma le assicurazioni non bastano a rassicurare la madre dell’uomo ora 43enne, che si è dichiarataestremamente preoccupata” per il figlio che a suo dire “è a rischio di suicidio“. Per i legali di McKinnon la decisione di Johnson è stata “insensibile“, dettata dalla volontà politica di sacrificare l’hacker sull’altare dei rapporti diplomatici con gli USA e impedire la strada del procedimento giudiziario sul suolo britannico come pure era stato richiesto in precedenza.

Tra McKinnon è una prigione di massima sicurezza statunitense si frappone ora la flebile speranza della revisione giudiziaria della decisione del Segretario Johnson o, qualora anche questo passo dovesse rivelarsi infruttuoso, un nuovo appello alla Corte Europea dei Diritti Umani che in precedenza si era espressa sul caso senza prendere in considerazione la sindrome di Asperger.

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