Ritorno al futuro

Babel fish - Un'interfaccia mentale tra la sensibilità di Sir Arthur e gli avvenimenti del mondo esterno. E anche tutto il resto Una cosa che ho imparato negli ultimi anni è che non ha senso stupirsi di quel che ti succede nella vita, perché se cambi prospettiva una volta non significa che non dovrai farlo ancora in futuro. Dopo aver trascorso gli ultimi due anni a Bologna, sabato scorso mi sono trasferito ancora una volta nella casa dei miei genitori a Montesarchio, ameno paesino della Campania che non mi è mai andato particolarmente a genio e in cui avevo già passato i 30 anni precedenti.

La ragione principale del nuovo cambiamento, a cui vanamente speravo di non dover ricorrere, è piuttosto semplice: attualmente non mi posso permettere di essere indipendente, pagare l’affitto e fare la spesa potendo contare su un guadagno fisso corrisposto ogni mese con regolarità. Se a questo si aggiunge poi il fatto che da mesi il padrone di casa chiedeva soldi per le bollette che non erano previsti negli accordi iniziali, e che la mia idea di trovare una strada lavorativa inedita non si è concretizzata in un tempo accettabile il quadro della situazione è più o meno completo.

Sono tornato a Montesarchio, dicevo, ma la mia prospettiva è diversa da quella di due anni fa perché se allora avevo voglia di cambiare aria per non morire soffocato tra parenti stretti insopportabili (e in genere più sono stretti…) e un deserto di possibilità ora penso soprattutto a ricavare il massimo da quello che posso avere a disposizione, sorvolando su parecchie questioni che prima potevano sembrarmi intollerabili e cercando di ragionare con un maggiore senso delle cose di là da venire.

Back to the Future

I miei obiettivi però non sono cambiati, qualche problema che credevo secondario e invece è grosso come una casa si è aggiunto per la strada ma ora ho finalmente l’occasione di scrollarmi di dosso l’immobilismo da cui mi sono lasciato condizionare negli ultimi mesi, diretta conseguenza dell’entusiasmo iniziale del primo periodo bolognese a cui è seguito un crollo di speranze e di voglia di continuare su un percorso privo di luce apparente.

Chiudendo un post che più criptico non si potrebbe (come è giusto che sia perché non ho la vocazione da puttana televisiva) non posso non esprimere l’auspicio che il cambio di rotta porti questa volta a qualche risultato concreto, perché comincio a essere stanco di dover decidere come portare avanti la mia vita partendo (quasi) sempre da zero ed essendo costretto a confrontarmi con percorsi irrealizzabili. Poco importa che siano effettivamente tali o lo sembrino soltanto.

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3 commenti

  • Rob

    beh Alfonso,
    il post sarà anche criptico, ma l’amarezza traspare nitida e inequivocabile. Dunque in culo alla balena per tutto!

    Metti pure in discussione tutto quanto (capita spesso e ne sai qualcosa) ma non smettere di scrivere; sei una delle penne più interessanti del mio modesto giro di news/blog/forum/ecc e mi dispiacerebbe perdere gli interessanti spunti che offri (piuttosto spara pure qualche banner in home che tanto chi ti legge sa come aggirare ;)).

    a presto
    Rob

  • Concordo con Rob, anche se difficilmente gli introiti di un paio di banner sul blog ti cambiano la vita 😀

    Piuttosto, prova a scegliere una città meno grossa.. Bologna è grande e gli affitti costano 😛

  • in culo alla balena

    No ma che schifo, per carità XD

    non smettere di scrivere

    No vabbé che c’entra, quello è implicito 😛

    piuttosto spara pure qualche banner in home

    Banner? Da queste parti?!? Oh per favore… lo considero un insulto eh 😀 L’ho detto e lo ripeto: l’advertising è il peggior male degenerativo che sia mai capitato al genere umano, e dico questo anche andando contro i miei attuali interessi (visto che altrove vengo pagato proprio grazie alla pubblicità) ma in “casa mia” posso dire quel che mi pare nei limiti del lecito….

    Piuttosto, prova a scegliere una città meno grossa

    Al prossimo giro magari, per ora me ne sto da queste parti, compro una Wii, perdo chili (spero) e vedo che succede…

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