La Internet Interplanetaria sbarca sulla Stazione Spaziale Internazionale

14 Luglio 2009 · Archiviato in Networking, Notizie 

Notizie - Una carrellata di notizie fresche e di qualità, dentro e fuori dal WebNel corso della prima settimana di luglio, la Internet Interplanetaria ideata da Vint Cerf (già co-creatore del protocollo TCP/IP alla base della Internet “terrestre”) e dagli ingegneri NASA si è guadagnata quello che dovrebbe essere il suo primo nodo permanente nello spazio esterno. Nel secondo di una lunga serie di test che hanno lo scopo di verificare l’affidabilità del protocollo Delay-Tolerant Networking (anche noto come Disruption-Tolerant Networking), il software necessario al suo funzionamento è stato trasferito sulla Stazione Spaziale Internazionale in orbita a 350 chilometri di distanza dalla Terra.

Dopo i primi test di trasmissioni Terra-Marte dello scorso autunno, l’imponente sfida tecnologica connessa all’estensione delle comunicazioni basate su Internet allo spazio e agli altri pianeti del Sistema Solare è entrata in una nuova fase con il coinvolgimento diretto di quello che è attualmente l’unico avamposto umano al di fuori del nostro pianeta madre: il codice DTN è stato caricato su un sistema computerizzato presente a bordo della SSI e gestito dall’organizzazione non-profit BioServe Space Technologies, e da lì ha cominciato a trasmettere dati scientifici riguardanti gli esperimenti condotti sulla stazione.

Secondo quanto sostiene Kevin Gifford, ricercatore associato senior di BioServe presso la University of Colorado, grazie all’utilizzo del protocollo DTN il trasferimento dei dati tra la SSI e la stazione ricevente a terra è stato quattro volte più veloce del tempo necessario con le gigantesche antenne radio del Deep Space Network di NASA. “DTN permette di passare da un semplice network point-to-point sul modello di un walkie-talkie“, dice Gifford, “a un’autentica rete multi-modale come Internet“.

Internet interplanetaria

Il primo, fondamentale mattone delle comunicazioni interplanetarie di cui faranno pratica gli esploratori spaziali nelle prossime decadi, permette di superare gli ostacoli posti dalle enormi distanze tra i pianeti ma anche di semplificare il lavoro di gestione delle trasmissioni. Se oggi è infatti necessario approntare tutto manualmente, preparando con largo anticipo il trasferimento dei dati sul Deep Space Network, con il TCP/IP “spaziale” noto come DTN si potrà idealmente arrivare (in un giorno ancora parecchio lontano) all’attuale facilità di navigazione del web terrestre.

Ogni nodo del network basato su DTN ritiene i pacchetti di dati sin quando non si è assicurato la loro corretta trasmissione al nodo successivo, e partendo dalla SSI la NASA ha intenzione di raffinare lo standard fino a quando non sarà possibile utilizzarlo, augurabilmente entro il 2011, come la principale infrastruttura di comunicazione delle prossime missioni spaziali con equipaggio umano programmate dall’agenzia. Dopo l’installazione di DTN sul primo nodo a bordo della SSI, nel corso dell’anno dovrebbe essere attivato un altro “router spaziale” sempre partendo da un sistema BioServe, mentre NASA sta valutando anche la possibilità di nodi aggiuntivi nei moduli europeo e giapponese della stazione.

Anche se DTN sembra proiettato verso orizzonti lontani, il nuovo protocollo è già usato sulla Terra in quelle situazioni in cui non è possibile garantire una connessione ininterrotta tra gli apparati, nelle aree remote in cui le infrastrutture sono insufficienti o addirittura distrutte. Secondo Adrian Hooke, veterano della storica missione dell’allunaggio Apollo 11 e attuale manager del progetto DTN per NASA, “non esistono limiti fisici per cui il protocollo cesserebbe di funzionare“. Sulla Terra come nello spazio.

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