Ho una banana nei pantaloni. E una scimmia sulla testa

5 Giugno 2009 · Archiviato in Approfondimenti, Videogaming 

Approfondimenti - Una lente impietosa puntata sui temi caldi, retrospettive appassionate e dettagliate, riflessioni oltre le apparenze Guybrush Threepwood voleva fare il pirata, ma probabilmente mai si sarebbe aspettato che a 20 anni di distanza dai suoi infruttuosi tentativi di racimolare una ciurma decente, i suoi tanti buchi nel terreno senza forziere sul fondo e la sua spietata tendenza a raccontare la stessa storia di pirati fantasma ancora e ancora e ancora si sarebbe trovato sempre nella stessa posizione, vale a dire a circa 3 metri sotto il livello dell’oceano o in alternativa in qualche improbabile scontro all’arma bianca dove ferisce, letteralmente, molto più la lingua che la spada.

Monkey Island sta per tornare con una “Special Edition” a metà strada tra un remake e una riedizione e, fatto ancora più bizzarro di una scimmia a tre teste, con una mini-serie episodica che racconta un’avventura completamente inedita. LucasArts, il publisher di videogame che si credeva (beh, io almeno lo credevo) intenzionato a sfornare solo cloni di cloni di cloni della guerra dei cloni di Star Wars, pare essersi finalmente decisa a tirare fuori dallo scrigno dei ricordi una delle sue IP più importanti e apprezzate per cavarne fuori qualcosa.

La LucasArts ha rivelato l’esistenza dei nuovi giochi con protagonista il pirata più improbabile dei sette mari durante l’E3 di Los Angeles, ma l’annuncio che conta davvero è quello di Ron Gilbert, creatore e designer dei primi due episodi della serie attualmente impegnato nello sviluppo dell’adventure-RPG DeathSpank. Sul suo blog Gilbert afferma di aver assistito in prima persona ai lavori di The Secret of Monkey Island: Special Edition in una preview di alcuni mesi fa, e già questa è di per se una notizia considerando che il designer fu uno dei molti talenti ad abbandonare la LucasArts anni fa per poter continuare a realizzare videogame alla sua maniera.

Gilbert si riavvicina a LucasArts e nel frattempo coglie l’occasione per condividere con i lettori il risultato delle sue sessioni di ri-gioco a The Secret of Monkey Island, un compito da espletare prima di cominciare lo sviluppo del succitato DeathSpank. Si tratta di materiale molto interessante sotto diversi punti di vista e ne consiglio la lettura a ogni avventuriero degno di tale nome, mentre la cosa importante ora è capire in cosa consista la Special Edition del gioco, cosa c’è di nuovo e soprattutto perché mai un classico come MI avrebbe bisogno di qualcosa di nuovo al di là dell’esperienza di gioco originale.

Stando a quanto ha sostenuto il produttore Craig Derrick all’E3, l’obiettivo di LucasArts era realizzare un prodotto nuovo che rimanesse fedele all’originale, un makeover dotato di grafica e sonoro aggiornati con alla base la stessa storia, gli stessi personaggi, lo stesso humour e gli stessi dialoghi. E stando al primo trailer ufficiale The Secret of MI: SE sembra effettivamente essere una copia 1:1 del gioco del 1990, talmente fedele da integrare la possibilità di passare in ogni momento dalla versione originale (256 colori, 320×200 pixel e sonoro Sound Blaster, MIDI o Roland MT-32 a scelta) a quella “rimasterizzata” (grafica 1080i “HD Ready”, milioni di colori e colonna sonora registrata dal vivo) senza alcuna difficoltà.

E’ un pò ingeneroso da parte di Lucas mettere a confronto, attraverso clip video e screenshot, i pixel di 20 anni fa e la grafica da cartoon 3D hollywoodiano di oggi ma la cosa da l’idea del tempo passato, della distanza siderale tra due ere videoludiche lontanissime e sopratutto di quanto io sia diventato vecchio. La storia è sempre quella, il gameplay anche ma con qualche differenza non da poco: nella special edition sparisce l’inventario e l’interfaccia SCUMM che occupava la parte bassa dello schermo per lasciare il posto a un più moderno inventario a scomparsa da richiamare solo quando necessario.

The Secret of Monkey Island: Special Edition - screenshot 1 The Secret of Monkey Island: Special Edition - screenshot 2 The Secret of Monkey Island: Special Edition - screenshot 3

The Secret of Monkey Island: Special Edition - screenshot 4 The Secret of Monkey Island: Special Edition - screenshot 5 The Secret of Monkey Island: Special Edition - screenshot 6

Un’altra importante novità, intollerabile per un vero avventuriero ma accettabile nell’epoca di Internet e delle guide “always-on”, è un sistema di indizi multi-livello che prima si limita a fornire qualche suggerimento sulle cose da fare e poi arriva a comunicare istruzioni dettagliate sui prossimi passi per chi proprio non è tagliato per il mestiere di pirata. E se la grafica può giovarsi di un nuovo stile e una ricchezza di particolari in cui i pixel scompaiono lo stesso vale anche per il comparto audio, con una colonna sonora riorchestrata e un doppiaggio affidato al medesimo cast del terzo episodio della saga, Curse of Monkey Island.

The Secret of Monkey Island: Special Edition - screenshot 7 The Secret of Monkey Island: Special Edition - screenshot 8 The Secret of Monkey Island: Special Edition - screenshot 9

The Secret of Monkey Island: Special Edition - screenshot 10 The Secret of Monkey Island: Special Edition - screenshot 11 The Secret of Monkey Island: Special Edition - screenshot 12

Atteso per l’estate 2009 su Xbox Live Arcade e PC in digital delivery, TSoMI: SE promette di guadagnare nuovi fan alle avventure del pirata fanfarone Guybrush Throotrot e riconquistare la fiducia degli avventurieri di vecchio corso delusi da questi anni di gestione balorda delle cose che contano davvero in casa Lucas. Le parole di Darrell Rodriguez, presidente del publisher californianano da un anno, lasciano ben sperare sulla volontà di andare oltre l’orizzonte miope dei sequel infiniti dei soliti Indiana Jones e Star Wars per restituire all’azienda un pò del lustro perduto.

Trattandosi di un personaggio mitologico come Guybrush Thweepcut, inoltre, il suo ritorno in grande stile non poteva che prevedere una razione doppia di grog e duelli con la spada, non necessariamente in quest’ordine: oltre alla Special Edition del TSoMI originale, per questa estate è atteso anche il primo capitolo di Tales of Monkey Island, una nuova serie in cinque episodi mensili piena di pirati, smargiasserie e humour realizzata da Telltale Games, vale a dire alcune delle persone coinvolte in prima persona nella realizzazione della saga di MI tra cui non si possono non citare il designer Dave Grossman, il compositore Michael Land e la “voce” di Guybrush Dominic Armato.

Tales of Monkey Island inizia con una situazione classica (o perlomeno classica per Guybrush), con il suo amore Elaine Marley tenuto in ostaggio dal pirata fantasma LeChuck, un incantesimo vudù non riuscito e un naufragio su un isola sperduta, dove il pirata incontrerà una sua vecchia conoscenza (che ha ancora a che fare con il vudù) e il giocatore avrà modo di impratichirsi con i controlli, la telecamera e il sistema di help integrato in grado di fornire consigli sulla soluzione degli enigmi nel caso in cui si passi per troppe volte per uno stesso punto.

Telltale Games è stata fondata da un gruppo di ex-impiegati LucasArts che volevano continuare a realizzare adventure game seguendo i due concetti cardinali di gaming a episodi e digital delivery, ha già lavorato in passato su una serie basata su Sam & Max (altro adventure Lucas) ed è dunque quasi naturale che sia la società incaricata di sviluppare nuovi videogame con protagonisti Guybrush Truinspot, il governatore Marley, LeChuck e il resto della marmaglia. Tales of Monkey Island uscirà sia su PC che su WiiWare ai primi di luglio, e Telltale ha attivato una campagna di pre-ordine che al costo di 34,95 dollari da la possibilità di ottenere qualche bonus niente male come un Collector’s DVD alla fine della stagione con la copertina disegnata da Steve Purcell.

Quello che continua a essere clamoroso, come giustamente ha evidenziato Ron Gilbert sul suo blog, è che nei prossimi mesi si dovrebbe assistere a qualche evento biblico di notevoli proporzioni considerando che Gilbert stesso, Tim Schafer (Brütal Legend) e il succitato Dave Grossman avranno tutti nuovi giochi in uscita. La sacra trimurti dell’epoca d’oro di LucasArts è in piena attività creativa ora come 20, 15 e 10 anni fa, e ora come allora sforna (principalmente) avventure grafiche. Alla faccia di chi diceva che il genere era morto già prima della fine del millennio.

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Commenti

3 Risposte a “Ho una banana nei pantaloni. E una scimmia sulla testa”

  1. Engelium il 5 Giugno 2009 11:34

    ò.o …. :D!!!!!!!!!

    cioè… ma Tales of MI da dove è uscito? … non ne sapevo assolutamente nulla… e cavolo era ora che alla Lucas Arts si svegliassero

    L’unica cosa che mi chiedo è che senso può avere giocare qualcosa come Monkey Island con le indicazioni su cosa fare O_o … non per fare il purista rompiballe ma francamente mi sembra un po’ ridicolo (ed invece immagin già orde di ragazzini che stanno costantemente a leggere i suggerimenti …… grazie a Dio sono abbastanza vecchio da non essere così idiota :D )

    Vabbè per la news di Tales hai dieci giri di grog pagati quando passi dalle mie parti ;)

    PS: sto giusto rigiocando MI4 … lo ricordavo di gran lunga peggio invece mi sta davvero divertendo … sarò mica rimminchionito io?


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  2. masayume il 5 Giugno 2009 15:45

    Fantastico !

    Speriamo che non sembri la “copia della copia”, dopo la saga dei Pirati dei Caraibi. Sarebbe ingeneroso e ingiusto.

    Questa serie meritava di tornare da anni. Speriamo che la Lucas Arts trovi la forza (anzi… la perda…) per proseguire con le sue altre IP e soprattutto che possa tornare a prendersi gioco del suo Pantheon.

    Comunque il ritorno con un nuovo design delle avventure grafiche era più che auspicabile.

    Grandi news !


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  3. Sir Arthur, King of Ghouls'n Ghosts il 5 Giugno 2009 18:59

    Vabbè per la news di Tales hai dieci giri di grog pagati

    Preferisco una coca, grazie :-D

    PS: sto giusto rigiocando MI4

    E io invece ho ri-scaricato il primo Monkey Island in versione inglese (visto che l’ho sempre giocato in italiano e le mie 5-6 edizioni originali ancora giacciono da qualche parte in garage) e l’ho dato in pasto al nuovo DOSBox. E quasi quasi mi ci metto “d’impegno” per giocarlo seriamente, visto che non ha perso un pelo di appeal (…) e in inglese lo trovo molto più comprensibile ora di quando ero gggiovane e con meno voglie sessuali in testa :-D…

    Speriamo che non sembri la “copia della copia”, dopo la saga dei Pirati dei Caraibi

    Uhm no, non la credo possibile come cosa… a parte la comune ispirazione della giostra sui pirati a Disneyworld, il pirata fantasma LeChuck, il pirata smargiasso e strambo Jack Sparrow e… ok, mi sono appena ricordato che le similitudini sono parecchie :-D Però sono forme di intrattenimento molto diverse, e per fortuna MI è e rimane un’avventura grafica, niente di più, niente di meno…


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