DeathSpank di Ron Gilbert, le informazioni note fino a ora

20 Maggio 2009 · Archiviato in Notizie, Videogaming 

Notizie - Una carrellata di notizie fresche e di qualità, dentro e fuori dal Web In un’industria che tende a distribuire una quantità di contenuti persino esagerata sui videogame in arrivo, la prossima, attesa creazione del mitologico game designer Ron Gilbert continua a essere un mistero in quanto a gameplay, stile visivo, interfaccia e tutto quanto. Nonostante questa cronica mancanza di materiale da ammirare (o da criticare a morte), le informazioni attualmente disponibili su DeathSpank sono quantomeno maggiori di quelle seguite alla presentazione ufficiale del gioco durante il Penny Arcade Expo del 2008.

Forse per prudenza o forse semplicemente perché ama prendere in giro i giocatori, Gilbert è stato sin qui attento a centellinare gli annunci e la rivelazione di particolari scottanti sul suo nuovo progetto, limitandosi per lunghi mesi a un wallpaper disponibile in svariate versioni (EGA 320×200, iPhone e Ascii incluse) e un paio di artwork realizzati da Clayton Kauzlaric (allegati alla news), pur interessanti ma davvero poco soddisfacenti per chi vorrebbe capire dove Gilbert vuole andare a parare con il suo mantra “Monkey Island incontra Diablo”.

Solo recentemente DeathSpank ha cominciato a prendere una forma giusto un pò più definita prima con l’annuncio del cambiamento della modalità di pubblicazione e poi con il rilascio di un’intervista contenente parecchi spunti interessanti su cui discutere. Originariamente pensato per essere distribuito in formato episodico, dice Gilbert sul suo blog, DeathSpank diventa ora un titolo auto-conclusivo a tutti gli effetti in cui c’è una storia che viene narrata dal principio alla fine, senza interruzioni nel gameplay o attese per seguire lo svolgersi degli eventi.

DeathSpank - Ms. Heybenstance

Quello che abbiamo fatto è stato prendere tutta la storia, i puzzle e i combattimenti e intrecciarli in un singolo gioco di maggiori dimensioni - scrive Gilbert - La storia portante è la stessa, ma il mondo è più grande, più aperto, più avvincente e completamente libero da schermate di caricamento. Si può andare in giro da una parte all’altra del vasto mondo senza mai incappare in una schermata di load o un cambio di inquadratura“.

La scelta di abbandonare la formula a episodi Gilbert la spiega con maggior dovizia di particolari nell’intervista concessa nei giorni scorsi al sito RPGCodex, dove il designer dice che a lui piacciono i giochi a episodi ma “è difficile che la cosa abbia un senso sino a quando non decidi di calarti in una struttura piuttosto spigolosa e noi abbiamo deciso che questo non era il meglio per DeathSpank. Quando l’industria sarà maturata un pò di più, penso che i titoli a episodi saranno un grosso business e voglio davvero fare una cosa del genere“.

Dietro la decisione di trasformare DeathSpank in un gioco completo ci sono insomma motivazioni di tipo economico, motivazioni che risultano ancora più interessanti se si considera il fatto che Hothead Games, il publisher canadese che ha investito nel nuovo progetto del veterano Gilbert, ha sin qui pubblicato contenuti in forma prevalentemente episodica. A parte questo, a ogni modo, nell’intervista il designer di Monkey Island, Maniac Mansion e altri descrive alcune delle caratteristiche di DeathSpank, le sfide più ardue da affrontare nel suo sviluppo e perché gli aspetti adventure di un gioco meriterebbero molta più attenzione di quanta ne ricevano oggigiorno.

DeathSpank - Bong The Potioner

Se mai ci dovessero essere due generi che appartengono l’uno all’altro questi sono gli adventure e i giochi di ruolo - dice Gilbert - I due condividono molto nell’essere focalizzati su una storia e su un mondo. Ma ci sono anche differenze, principalmente in quello che spinge il giocatore ad andare avanti e come affronta i problemi. Un adventure game può essere descritto come un mucchio di oggetti inamovibili che hai bisogno di aggirare, e un RPG è costituito da mucchio di oggetti parecchio pesanti da spingere fuori dalla tua strada. Mentirei se dicessi che bilanciare i due generi non rappresenti una sfida costante“.

DeathSpank è certamente un adventure game perché ci saranno “dialoghi ad albero umoristici in stile Monkey Island” ma è anche un RPG nella misura in cui il personaggio progredirà e si adatterà allo stile di combattimento preferito del giocatore. Le statistiche di personaggi e nemici sono reali e vanno prese sul serio, dice il designer, anche se questi fanno cose divertenti come evocare un gruppo di polli e poi mandarli all’attacco di qualcuno.

Riguardo lo stato corrente del genere avventura, Gilbert dice che il problema principale è il fatto che “la maggioranza dei giocatori di oggi gradisce cose più viscerali. Amano che gli si venga detto cosa fare e dove farlo e poi diventare bravi a farlo. Gli adventure game sono fondamentalmente basati sul non sapere che cosa fare o dove farlo e cercare di capirlo“. Per Gilbert il casual gaming permetterà l’emersione di un nuovo, importante mercato di avventure tradizionali se e quando l’industria troverà il modo di raggiungere tale audience.

DeathSpank - teaser trailer

E DeathSpank? “E’ un gioco bizzarro, e volevo che la cosa venisse preservata“, e per questo Gilbert si è rivolto allo studio indipendente Hothead Games. La libertà creativa di cui il designer sembra godere gli permette di decidere in piena autonomia gli elementi da inserire e che andranno poi a condizionare la classificazione del gioco come adatto a un pubblico adulto o meno. In conclusione dell’intervista il designer rivela che a DeathSpank dovrebbero seguire dei sequel perché la storia comprende più di un gioco, fermo restando che Gilbert non vuole ripetere la stessa situazione vissuta con Monkey Island (di cui qualcuno ancora aspetta un terzo episodio “autentico”) così che “alla fine della saga di DeathSpank tutto verrà spiegato“. Chi già aspettava di “non” conoscere “il segreto di DeathSpank” rimarrà deluso, temo.

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Commenti

2 Risposte a “DeathSpank di Ron Gilbert, le informazioni note fino a ora”

  1. Engelium il 20 Maggio 2009 15:20

    Spero sia anche consapevole che un fallimento potrebbe costragli la vita :P … non so perchè ma ho l’impressione che il progetto stia lentamente perdendo qualcosa…

    Temo sarà o un megaflop o un megasuccesso (ovviamente per gli amanti del genere)


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  2. Sir Arthur, King of Ghouls'n Ghosts il 20 Maggio 2009 18:08

    Ah boh, io so solo che Gilbert ha detto di non essere mai stato tanto fiducioso in merito al design di un videogioco quanto con DeathSpank (e questo nella news non c’è finito, anche se avrebbe dovuto, doh!)….


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