L’eterna contesa tra HDD ed SSD

28 Aprile 2009 · Archiviato in Approfondimenti, Hardware & Periferiche 

Luce verde per gli hard disk da 2 Terabyte

Il mercato degli SSD è in pieno fermento, ma quello dei dischi fissi a tecnologia magnetica non è certo da meno: dopo la presentazione da parte di Hitachi, nel 2007, del primo HD da 1 Terabyte nominale, a gennaio 2009 Western Digital è stata la prima azienda di settore ad annunciare un disco da 3,5″ con 2 Terabyte di capienza. Anche se in realtà bisognerebbe parlare di 1,81 Tebibyte, il WD Caviar Green 2.0TB (WD20EADS) rappresenta comunque un nuovo, importante traguardo nell’ambito del settore storage, offrendo per di più caratteristiche di ecosostenibilità che vanno oltre le semplici dimensioni.

WD20EADS è dotato di 32 Megabyte di memoria cache ed è composto da 4 piatti da 500 Gigabyte ciascuno, per una densità di immagazzinamento dati di 400 GB per pollice quadrato. Dotato di interfaccia SATA 3 Gb/sec. con NCQ, il primo disco da 2 Terabyte (più o meno) della storia impiega particolari algoritmi di gestione dell’energia per variare il numero di giri al minuto (rpm) dei piatti e ridurre i consumi sino a 7 Watt a pieno carico operativo e 5 Watt in idle. Con i suoi 300 dollari di prezzo, il nuovo Cavier Green costa una frazione del disco SSD da 512 Gigabyte citato poc’anzi e pare offrire prestazioni di tutto rispetto, vale a dire una media di 90 Megabyte al secondo in lettura e 80 MB/sec. in scrittura.

WD20EADS

In seguito Western Digital ha annunciato anche la commercializzazione di un drive da 2 Terabyte per il settore enterprise, che ha una memoria cache raddoppiata rispetto al WD20EADS e dovrebbe secondo la società produttrice ridurre del 50% i costi energetici delle aziende. Anche Seagate, che ha dovuto comunque faticare per riprendersi dal pesante scivolone dei Barracuda fallati offrendo software gratuito per il recupero dati e nuovi firmware, ha seguito WD nella corsa ai 2 Terabyte annunciando prima nuovi drive enterprise da 2 TB della serie Constellation, e poi i dischi Barracuda LP per il mercato consumer in diretta concorrenza con i Cavier Green di Western Digital.

Per quanto riguarda il futuro Seagate ha dato prova di essere a buon punto con la revisione 3.0 dell’interfaccia Serial ATA, le cui specifiche includono un trasferimento dati di 6 Gigabit/sec. teorici. Il prototipo di Seagate è riuscito a raggingere i 5,5 Gbps, risultato che rappresenta un netto miglioramento rispetto agli attuali 2,5 Gbps dei drive di fascia alta. Nel futuro degli HDD gli analisti prevedono un disco da 3 Terabyte entro 2010 e uno da 6 Terabyte per il 2012, e grazie a un 40-50% di capacità in più ogni anno i dischi magnetici continueranno a rappresentare il perno principale dello storage di dati ancora per parecchi anni a venire.

Anche quando le attuali tecnologie non riusciranno più a stare al passo con la crescita della fame di spazio, Seagate ha in serbo l’ennesima evoluzione degli hard disk magnetici con cui dovrebbe essere possibile raggiungere densità di immagazzinamento dati 50 volte superiori a quelle che contraddistinguono i già notevoli 2 (3, 6, eccetera…) Terabyte di cui sopra. Quando le tracce dello strato magnetico su cui vengono scritti i dati digitali si faranno troppo sottili per essere incise dalle testine del drive, Seagate progetta di impiegare ottiche laser di nuova concezione per riscaldare i grani da incidere, rendendo così possibile la registrazione delle informazioni in formato binario.

Seagate - prototipo di ottica laser per lo storage magnetico dei dati binari

Cifratura per tutti!

Laddove le tecnologie concorrenti SSD e HDD si incontrano è infine nel concetto di full-disk encryption, che dopo essere stato già adottato dai principali player di settore si è definitivamente trasformato in standard industriale con il rilascio di tre nuove specifiche da parte del Trusted Computing Group. La ratifica del TCG “rappresenta l’impegno alla interoperabilità per ogni produttore di disco fisso del pianeta“, sostiene Robert Thibadeau di Seagate, potendo ora lo standard FDE approdare non solo sui tradizionali HD da 3,5″ e 2,5″ per sistemi desktop e portatili ma anche su SSD, chiavette USB e ogni dispositivo di storage attuale e futuro.

Le tre specifiche approvate dal TCG sono le seguenti: The Opal specification, che descrive i requisiti minimi per i drive di storage usati nei PC e nei laptop; The Enterprise Security Subsystem Class Specification, progettata per i drive impiegati nei data center e nelle applicazioni ad alto carico; The Storage Interface Interactions Specification, in cui vengono descritte le modalità di interazione tra il “core” della tecnologia FDE e gli altri standard del settore storage, come ad esempio nel caso delle interfacce e dei protocolli di comunicazione PATA, SATA, SCSI, ATAPI eccetera.

Le conseguenze dell’adozione di uno standard unico per la cifratura dei dati in tempo reale sono tali che analisti ed esperti si dicono preoccupati per gli effetti sulle operazioni di recupero dati, nel caso in cui l’utente o l’amministratore di sistema smarrissero la password. “A quel punto ti sei semplicemente suicidato“, avverte Dave Hill della società di ricerca Mesabi Group, perché gli algoritmi di cifratura sono talmente robusti da non poter essere forzati nemmeno con i più potenti supercomputer disponibili attualmente.

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Commenti

2 Risposte a “L’eterna contesa tra HDD ed SSD”

  1. Jordan air il 28 Aprile 2009 22:39

    Ottimo articolo, complimenti. Che dire…secondo quanto scritto sopra, la tecnologia ssd dovrà attendere parecchio (azzardo un 7-8 anni), prima di diffondersi a macchia d’olio tra l’utenza “comune”.

    Per ora i dischi ssd, hanno dalla loro, la silenziosità e la totale assenza di vibrazioni…ma che prezzi!


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  2. Sir Arthur, King of Ghouls'n Ghosts il 28 Aprile 2009 23:37

    Ah boh, quel che vedo io è una costante progressione (tendente all’infinito, direi) evolutiva degli hard disk, e francamente se oggi con circa 100 dollari/euro ti fai un disco fisso da 1 Terabyte con prestazioni eccellenti nella stragrande maggioranza dei casi, e tra un pò farai lo stesso con 2 Terabyte, non vedo qualche scopo possano avere gli SSD, oggi come domani prossimo, come “replacement” per gli HDD. Si sarannò più veloci nel seek time dei dati, silenziosi eccetera, ma i prezzi sono folli. E lo sono da anni ormai…

    Personalmente, sul mio prossimo PC probabilmente acquisterò un SSD ma piccolino, giusto lo spazio necessario per metterci i dati del(i) sistema(i) operativo(i) e nulla più…


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