L’eterna contesa tra HDD ed SSD

28 Aprile 2009 · Archiviato in Approfondimenti, Hardware & Periferiche 

Approfondimenti - Una lente impietosa puntata sui temi caldi, retrospettive appassionate e dettagliate, riflessioni oltre le apparenze Il mercato dello storage sta in questi mesi vivendo un periodo particolarmente intenso e interessante: la tecnologia SSD continua inesorabile ad abbattere record di velocità costando tuttavia ancora una quantità improponibile di denaro per singolo Gigabyte, mentre gli HDD a tecnologia magnetica strizzano l’occhio all’ecosostenibilità e incrementano il numero di Gigabyte, anzi di Terabyte disponibili per i dati degli utenti.

SSD, Super-Speed Drive

Oramai non c’è più alcun dubbio sul fatto che l’industria nel suo complesso abbia deciso di adottare i solid state drive (SSD) come tecnologia per lo storage: Seagate, il maggior produttore di hard disk al mondo, ha finalmente superato la sua iniziale diffidenza confermando che gli SSD saranno cruciali per il suo futuro. “Gli SSD e la tecnologia a stato solido sono essenziali per la nostra roadmap di prodotti sul lungo termine, e manterremo i nostri livelli di investimento per distribuire tecnologie all’avanguardia come richiesto dai nostri attuali e futuri clienti“, ha dichiarato il nuovo COO di Seagate Robert Whitmore durante una conferenza.

Anche Western Digital, che alcuni mesi fa aveva espresso l’intenzione di osservare il corso degli eventi prima di entrare nel settore, ha recentemente fatto il grande salto acquistando le competenze tecniche e le proprietà intellettuali di SiliconSystems, società misconosciuta dal grande pubblico ma accreditata per un terzo di tutte le entrate dei dischi SSD dello scorso anno. I device commercializzati da SiliconSystems erano tradizionalmente pensati per il solo mercato enterprise, mentre il CEO di WD John Coyne parla espressamente di “significativa accelerazione del nostro programma di sviluppo SSD per i mercati netbook, client e aziendale“.

SiliconSystems

WD parla di mercato consumer, ma è indubbio che almeno in questa prima parte del 2009 la tecnologia a stato solido venga proposta in maniera massiccia soprattutto alle aziende, ai data center e a chi avesse la necessità di processare grandi quantità di dati a velocità assolutamente folli. Nel settore enterprise i prezzi dei dischi SSD hanno almeno quattro cifre, e i dischi stessi sono basati su interfacce tradizionali (Serial ATA di seconda generazione a 3 Gigabit/sec.) e altre decisamente meno (PCI Express).

A questi livelli di mercato i numeri e le specifiche tecniche tendono a salire molto rapidamente: pureSilicon ha commercializzato la linea Nitro basata su tecnologia single-level cell (SLC, il massimo della qualità dei dischi SSD attuali) e con form factor da 2,5 pollici, dischi dai 32 Gigabyte a 1 Terabyte di capienza e interfaccia SATA 3 Gb/sec.; OCZ ha presentato il dispositivo Z Drive che nello spazio di uno slot PCIe 8x compatta 4 SSD per 1 Terabyte di capienza (600 Megabyte in velocità di lettura e 500 in scrittura) e la serie Vertex, SSD SATA II da 2,5″ di tipo SLC disponibili nei tagli da 60 e 120 Gigabyte con prestazioni dichiarate di 260 MB/sec. in lettura e 210 MB/sec. in scrittura.

Nell’ambito enterprise il livello di prestazioni più estremo è quello offerto dai dischi che coniugano tecnologia Raid e interfaccia PCIe, prodotti come ad esempio il RAIDDrive di Super Talent che arriva a 2 Terabyte di capienza e transfer rate di 1,3 GB (si, Gigabyte) al secondo su slot PCIe 8x. Per dimostrare le capacità della sua scheda PCIe basata su SSD ioDriveDuo (0,160-1,2 Terabyte di capienza e 1,5 Gigabyte di bitrate), Fusion-io ha preparato un’installazione con 12 server HP da quattro CPU quad-core ciascuno, impegnati a proiettare su uno schermo LCD da 50″ 768 video di qualità DVD ospitati sul suddetto dispositivo ioDriveDuo, composto da 2 SSD da 640 Gigabyte con memoria NAND flash di tipo SLC. Il prezzo di cotale bestia? Tra i 15 e 25 dollari per Gigabyte, più o meno, da moltiplicare per 1.000, più o meno.

Niente panico, assicura comunque Samsung, perché almeno per quanto riguarda il mercato consumer “la memoria Flash su una base di dollaro-per-Gigabyte raggiungerà la parità di prezzo, a un certo punto, con gli hard disk nei prossimi anni“. Il costo dei dischi SSD continua a scendere del 40-60% ogni anno, sostiene Samsung e sarà anche vero, ma è altrettanto vero che il primo SSD singolo da 512 Gigabyte disponibile, commercializzato da Super Talent, costa al momento 1.500 dollari.

OCZ - Vertex series

Tanto più che si corre il rischio di acquistare prodotti le cui prestazioni degenerano nel corso del tempo come nel caso della serie X25-M di Intel, con il chipmaker costretto ad ammettere il problema rilasciando in risposta un firmware riparatore. Ma la tecnologia va comunque avanti, e se la suddetta Samsung è stata la prima ad annunciare dischi SSD dotati di tecnologia Full Disk Encryption, SandForce Inc. ha svelato una nuova circuiteria di controllo in grado di incrementare la velocità e l’affidabilità dei dischi economici basati su memoria NAND flash di tipo multi-level cell (MLC).

Diversamente dai chip SLC, la memoria MLC offre una durata e una banda passante molto ridotte ed è ampiamente utilizzata negli SSD consumer. Il chip SF-1000 e il firmware DuraClass di SandForce serviranno appunto per ottimizzare il numero di scritture sui chip, migliorando la durata dei dischi di 80 volte e riducendo l’energia necessaria al loro funzionamento. Un’altra tecnologia integrata nel firmware DuraClass, nota come RAISE o “redundant array of independent silicon elements”, viene descritta come capace di migliorare sino a 100 volte l’affidabilità dei chip di memoria flash.

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Commenti

2 Risposte a “L’eterna contesa tra HDD ed SSD”

  1. Jordan air il 28 Aprile 2009 22:39

    Ottimo articolo, complimenti. Che dire…secondo quanto scritto sopra, la tecnologia ssd dovrà attendere parecchio (azzardo un 7-8 anni), prima di diffondersi a macchia d’olio tra l’utenza “comune”.

    Per ora i dischi ssd, hanno dalla loro, la silenziosità e la totale assenza di vibrazioni…ma che prezzi!


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  2. Sir Arthur, King of Ghouls'n Ghosts il 28 Aprile 2009 23:37

    Ah boh, quel che vedo io è una costante progressione (tendente all’infinito, direi) evolutiva degli hard disk, e francamente se oggi con circa 100 dollari/euro ti fai un disco fisso da 1 Terabyte con prestazioni eccellenti nella stragrande maggioranza dei casi, e tra un pò farai lo stesso con 2 Terabyte, non vedo qualche scopo possano avere gli SSD, oggi come domani prossimo, come “replacement” per gli HDD. Si sarannò più veloci nel seek time dei dati, silenziosi eccetera, ma i prezzi sono folli. E lo sono da anni ormai…

    Personalmente, sul mio prossimo PC probabilmente acquisterò un SSD ma piccolino, giusto lo spazio necessario per metterci i dati del(i) sistema(i) operativo(i) e nulla più…


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