L’eterna contesa tra HDD ed SSD
Il mercato dello storage sta in questi mesi vivendo un periodo particolarmente intenso e interessante: la tecnologia SSD continua inesorabile ad abbattere record di velocità costando tuttavia ancora una quantità improponibile di denaro per singolo Gigabyte, mentre gli HDD a tecnologia magnetica strizzano l’occhio all’ecosostenibilità e incrementano il numero di Gigabyte, anzi di Terabyte disponibili per i dati degli utenti.
Videogame highlights - marzo 2009
I videogiochi sono arte? Personalmente non ne sono affatto convinto, e dopo 20 anni di questo hobby ora divenuto mainstream credo che il medium necessiti di categorie diverse, e che comunque si tratti di un mezzo espressivo troppo giovane per essere definito con canoni stratificatisi nei secoli. A parte questo, quel che è certo è che la quantità di contenuti videoludici promozionali rilasciati dalle software house non ha difettato nemmeno a marzo, ragion per cui termino immantinente l’introduzione e passo direttamente a trattare i contenuti di cui sopra.
AV-Comparatives rilascia una nuova tornata di test antivirali
Dopo aver incoronato AVIRA AntiVir miglior antivirus dell’anno 2008, in queste settimane il team di esperti di AV-Comparatives è tornato a tastare il polso dell’industria della sicurezza IT mettendo assieme una nuova comparativa antivirale. Il rapporto n.21 è il primo realizzato nel corso del 2009, segue quello precedente rilasciato a novembre ma a differenza di quest’ultimo mira a verificare la capacità degli antivirus di identificare i sample virali noti.
KarmaKula capitolo 2: “The Frog in the Well”
Nel pieno rispetto della programmazione già indicata, mercoledì 8 aprile la Ninjai Gang ha distribuito on-line il secondo capitolo di KarmaKula, la serie live action che ha debuttato alla fine di marzo e che rappresenta, dopo Ninjai, l’ultimo risultato delle tante energie creative della Gang. Il registro è più o meno sempre lo stesso, anche se questa volta si segnala un livello di gore decisamente diverso rispetto al primo capitolo e l’introduzione di nuove trovate di regia per una serie che si configura sempre più come una sorta di western fantastico all’arma bianca.
Klaatu, barada, nikto, Conficker!
A più di una settimana di distanza dal primo di aprile, il giorno dell’ultimatum a Internet in cui secondo la stampa il worm Conficker/Downup/Downadup/Kido avrebbe potuto distruggere la rete, le infrastrutture, l’umanità civilizzata e il pianeta intero le cose vanno più o meno come al solito: Internet rimane un posto pericoloso ma non è esplosa come una supernova, e i bit scorrono veloci da una parte all’altra del pianeta. La vera novità è che la botnet costruita da uno dei malware più complessi di sempre dimostra finalmente quale sia il suo vero scopo.
I rootkit penetrano nel cuore della macchina
Da quando, nel 2005, le sgradevoli politiche commerciali di Sony BMG portarono alla luce la possibilità di prendere il controllo del sistema operativo per interferire con il normale funzionamento del PC e delle periferiche, l’evoluzione dei software rootkit ha subito un’accelerazione senza precedenti. L’interesse per l’argomento è cresciuto nella ricerca e tra le gang di cyber-criminali, con il risultato che si può apprezzare nel corso di questi giorni: i rootkit hanno raggiunto i livelli più bassi della circuiteria dei dispositivi elettronici infettando router di rete, BIOS e persino la modalità di funzionamento più privilegiata dei processori di classe x86.
Perché odio Twitter
Secondo l’opinione del columnist John C. Dvorak, il servizio di messaging istantaneo noto come Twitter avrebbe tante utili applicazioni pratiche quante ne riesce a immaginare l’utente. Sarà che la fantasia non sempre mi aiuta ma io di questo Twitter proprio non riesco a pensare che male, tutto il male possibile, perché lo considero solo e semplicemente come una bestialità comunicativa che fa regredire il cervello e l’eloquio di chi ci perde sopra il tempo.
Due sanguinolente serie on-line da seguire molto da vicino
Internet è sempre stata un posto meraviglioso, e lo rimane tutt’ora: mentre i proprietari dei contenuti tradizionali si affrettano ad allungare la propria ombra su ogni particella di web esistente o ancora da venire, trasformando uno spazio di espressione libero dalle logiche di potere in qualcosa di disgustosamente affine alla televisione, al cinema e alla musica commerciale, tra le pieghe c’è ancora materiale interessante da seguire nato esclusivamente da e per la Rete.
Home of the Underdogs è tornato on-line. Due volte. Con i download
Non ha fatto in tempo a rinascere dalle proprie ceneri, l’araba fenice dell’abandonware, che si è subito divisa in due parti distinte e non comunicanti fra di loro. Dagli sforzi della community riunitasi attorno al gruppo di discussione Home of the Underdogs Revival Project sono infatti fuoriusciti prima houtd.org e, qualche settimana dopo, homeoftheunderdogs.net. Entrambe i siti pretendono di essere la casa “ufficiale” del nuovo Home of the Underdogs, e intendono perseguirne la “missione” in modi diversi e alquanto difficili da conciliare in un approccio unitario.








