Home of the Underdogs, l’araba fenice dell’abandonware

13 Marzo 2009 · Archiviato in Emulazione & Retrogaming, Notizie 

Notizie - Una carrellata di notizie fresche e di qualità, dentro e fuori dal WebCome l’uccello leggendario risorge dalle proprie ceneri, il sito più importante dell’abandonware recentemente caduto nell’oblio della disconnessione si appresta a tornare in vita grazie agli sforzi congiunti di appassionati ed esperti e con il beneplacito della sua curatrice originaria, che annuncia l’avvio del progetto di revival e chiede scusa per essere stata assente così tanto tempo da lasciar consumare nell’inedia una risorsa preziosa del videogaming storico.

Ringraziando i tanti che le hanno inviato commenti e feedback dopo la chiusura di Home of the Underdogs, Fringer aka Sarinee Achavanuntakul fa il punto della situazione per quanto riguarda la disponibilità del materiale una volta presente on-line: il contenuto del database del sito, “una delle ragioni principali per cui le persone visitavano HoTU” dice Fringer, è salvo con tutte le recensioni, le informazioni e le classificazioni dei giochi. Tale database è disponibile nella forma di un gigantesco file Excel che chiunque può scaricare dal blog di Achavanuntakul a questo indirizzo.

Per quanto riguarda il layout delle pagine web, poi, Fringer rimanda ai contenuti della cache storica presente sull’Internet Archive oppure ad Attic of the Underdogs, lo sforzo del “compagno ‘webmaster dell’abandonware’Mr. Creosote di rimettere on-line HoTU dopo la sua morte. I file dei giochi propriamente detti, infine, non sono più in possesso di Fringer o per lo meno non nella loro interezza, ma il problema si può risolvere “recuperandoli ancora una volta da Internet” magari attraverso uno di quei torrent “HoTU games” circolanti in rete.

Home of the Underdogs Revival Project

Achavanuntakul, che non si occupa più di abandonware da anni, dice che la disponibilità offerta da alcune “anime pie” ha reso possibile l’apertura di una discussione pubblica sulla rinascita del sito, discussione avviata sul suo blog personale ma presto spostata sul gruppo di discussione Home of the Underdogs Revival Project appositamente creato per l’occasione. “L’immane compito di far rivivere HoTU“, annuncia Fringer, verrà lasciato “nelle mani capaci” di Dan Pinchbeck, membro dell’Advanced Games Research Group alla University of Portsmouth già coinvolto nella realizzazione di un emulatore “universale” nell’ambito del progetto KEEP.

HoTU non è più il ‘mio sito’ e non è mai stato tale sin dall’inizio - dice Achavanuntakul - perché senza giochi meravigliosi non ci sarebbe mai stato un HoTU. Ho sempre pensato a me stessa come a una custode di tali giochi, benché il sito dovesse naturalmente riflettere i miei gusti personali“. Fringer si chiama fuori dai giochi, nondimeno non rinuncia a sperare che “i nuovi custodi” del portale dell’abandonware vogliano rinnovare il progetto originario prevedendo la possibilità di gestire l’archivio in formato Wiki, così da permettere a chiunque di inserire o aggiornare recensioni, informazioni, file e giochi. Come punto fermo dovrebbe infine restare il fatto che “nessuno dovrebbe mai pagare alcunché per scaricare i giochi“.

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Commenti

4 Risposte a “Home of the Underdogs, l’araba fenice dell’abandonware”

  1. Engelium il 14 Marzo 2009 12:15

    Mah… francamente non capisco perchè la faccia tanto lunga… aveva creato un’opera monumentale e non aveva più interessi in proposito? Perchè non consegnare tutto nelle mani di qualcun altro nella sua forma completa invece di creare questa situazione in cui bisogna riassemblare tutto dopo lunghe ricerche (e download) dal web..

    A me sembra un po’ una cavolata… come dire “Vabbè visto che mi fate proprio pena e sono misericordiosa eccovi qualche contentino… arrangiatevi alla meglio”


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  2. Sir Arthur, King of Ghouls'n Ghosts il 14 Marzo 2009 12:44

    non capisco perchè la faccia tanto lunga

    Beh, forse perché nonostante non se ne sia occupata in tre anni è ancora interessata alla cosa, e vuole una transizione “morbida” dal vecchio HoTU e quello nuovo.

    Se poi ci si è messo di mezzo l’esperto inglese coinvolto in KEEP, per quanto io abbia già espresso le mie perplessità riguardo l’utilità di un “emulatore universale” accademico quando questo già esiste da oltre 10 anni e si chiama MAME/MESS, la questione si fa interessante…


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  3. Engelium il 14 Marzo 2009 12:52

    Se poi ci si è messo di mezzo l’esperto inglese coinvolto in KEEP … la questione si fa interessante…

    Non metto in dubbio questo aspetto… a non andarmi molto a genio è invece il comportamento di Fringer… se avesse voluto avrebbe tranquillamente potuto evitare che il progetto perdesse pezzi per strada no? perchè pensarci solo adesso allora?


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  4. Sir Arthur, King of Ghouls'n Ghosts il 14 Marzo 2009 18:08

    A quanto ho letto ora Achavanuntakul è impegnata in attività umanitarie e collabora con un quotidiano del suo paese, se avesse potuto gestire diversamente le cose dal punto di vista di HoTU non lo so perché al contrario, per esempio, del comportamento di quella assoluta testa di cazzo del MAME ROM Dumper “Guru” (magari ci ritorno più in là che non essendo un mamedev posso dire quel che cavolo mi pare di questo coglione truffatore) non sono informato in dettaglio sui fatti….


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