Come RIAA e Silvio Berlusconi intendono affossare il P2P

23 Dicembre 2008 · Archiviato in Approfondimenti, Diritti Civili & Digitali 
Questo articolo è parte della serie L'industria contro il P2P

Lo psiconano si è accorto di Internet

Se RIAA gioca sporco, da anni non è più un mistero che il comportamento “professionale” e pubblico dell’attuale Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi sia ispirato alla più turpe e inqualificabile inciviltà da un punto di vista morale, politico, giudiziario. Il nostro “Presidentissimo” ha una lunga storia di leggi confezionate su misura (”ad personam”) che lo rendono intoccabile e superiore alla legge stessa, un potere che intimidirebbe qualsiasi regime fascista e dimostra ogni volta che può una gigantesca miseria umana da far vergognare ogni italiano per cui la parola “decenza” abbia ancora significato.

Purtroppo per Internet, il P2P e il mondo intero, il nostro presidentissimo sarà il presidente di turno del G8 a partire dal prossimo 1 gennaio 2009, e secondo quanto ha dichiarato in occasione di una visita alle Poste Italiane intende promuovere “una proposta di regolamentazione di internet in tutto il mondo, essendo Internet un forum aperto a tutto il mondo“. Dopo aver regolamentato gli affari finanziari delle sue aziende, i processi suoi e dei suoi sodali Berlusconi ore vuole passare a regolamentare Internet.

Il presidentissimo non scende nei particolari di che cosa dovrebbe essere questa “regolamentazione” della rete mondiale, ma è bastato esprimere tale intenzione per scatenare polemiche sul Vecchio come sul Nuovo Continente: Berlusconi è il proprietario delle televisioni che hanno denunciato YouTube per presunta infrazione del diritto d’autore chiedendo 500 milioni di euro di risarcimento, ma soprattutto Berlusconi è quel tizio che intervistato mesi fa sulla centralità di Internet nella campagna elettorale americana ebbe a dire che “non sono io la persona più adatta a darle una risposta realistica, con una conoscenza del mezzo che francamente non ho“.

Internet sotto controllo

Ad aprile il nostro amato presidentissimo non sapeva un tubo di che cosa sia Internet, ma qualcuno deve avergli evidentemente spiegato per sommi capi di che cosa si tratta e ora lui vuole regolamentare, legiferare, vietare. “Internet non ha bisogno di Berlusconidice l’esponente dell’opposizione Antonio Di Pietro sul suo blog, la rete non va controllata ma sviluppata. Ma Berlusconi vuole comunque occuparsi di Internet anche se farebbe forse meglio a pensare soprattutto a un’Italia che cade a pezzi ogni giorno che passa.

A peggiorare ulteriormente la sensazione che la presidenza italiana del G8 riserverà sorprese parecchio spiacevoli per tutti noi, la voglia di Berlusconi di “regolamentare” Internet nasce in un periodo in cui si moltiplicano i segni di una volontà censoria alimentata dai lacché berlusconiani, da coloro che reggono il governo dall’interno della maggioranza parlamentare e dal governo stesso: Roberto Maroni, il ministro-downloader che vorrebbe (ma solo quando c’è la luna piena) legalizzare il P2P sostiene ora la necessità folle di un indirizzo IP unico per ogni utente italiano di Internet, una (improbabile) carta d’identità digitale con cui tracciare le attività on-line sin nei minimi dettagli, i siti visitati, i contenuti scaricati e i file condivisi.

It's me, PierMario!Avanza poi la volontà di aumentare il livello di contrasto alla “pirateria” digitale, una volontà che ha già prodotto una commissione ad hoc e che ora impegna formalmente il governo, dopo l’approvazione di un Ordine del Giorno della Camera dei Deputati proposto dal berlusconiano Giorgio Stracquadanio, “a dare seguito agli impegni presi in sede europea a favore di politiche pubbliche di collaborazione tra i prestatori di servizi e i titolari di diritti, in nome della lotta alla pirateria informatica“.

Stracquandanio stravolge il senso del richiamo della Corte di Giustizia europea a “garantire un giusto equilibrio tra i diversi diritti fondamentali tutelati“, un equilibrio tra i detentori del copyright e il bene comune rappresentato dallo sterminato esercito degli utenti del P2P, e fa un certamente gradito regalo natalizio alle organizzazioni dell’industria servendo a Berlusconi l’ennesima occasione per spingere l’acceleratore su una “regolamentazione” di Internet a senso unico, cioè quello delle major e quindi anche delle sue aziende cinematografiche e delle sue televisioni.

La dottrina Sarkozy che RIAA vuole applicare negli States, con i suoi tre avvisi a chi scarica prima del taglio definitivo dei fili della connessione era stata bloccata dal parere negativo del Parlamento europeo ma purtroppo tornerà sicuramente alla carica dopo aver ottenuto il supporto ufficiale dai ministri delle telecomunicazioni dei paesi membri dell’Unione.

In conclusione di questo ennesimo muro del pianto sulle brutture di un paese arretrato, che ogni giorno celebra la propria incapacità di stare al passo con il mondo reale che esiste al di fuori delle TV di Berlusconi, noi siamo l’Italia in cui gli yes-man berlusconiani presentano leggi per salvare i blog senza che nessuno abbia chiesto loro niente. Leggi confuse, demagogiche, pensate male e scritte peggio incapaci di risolvere quell’indecente cortocircuito tra giustizia e modernità che sequestra la libertà di espressione dei blogger.

  1. Il gioco di RIAA
  2. Il gioco di Berlusconi
  3. Mostra tutto

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Commenti

3 Risposte a “Come RIAA e Silvio Berlusconi intendono affossare il P2P”

  1. andrea il 23 Dicembre 2008 18:46

    Dov’e il problema ?

    Se vogliono arrivare a questo si accomodino pure

    io non sono obbligato ne’ avere una connesione internet ne tantomeno ad avere un’abbonamento televisivo ,mi direte che sono un troglodita,io vi rispondero ‘ che internet e la tv mi piacciono pero’ “non e’ tutta la vita mia “io campo lo stesso,ho gia’ disdetto la rai , tra poco tocchera’ anche a Sky
    Purtroppo ci hanno “drogato”e come ci caschiamo nelle loro reti,se non volete vedere i canali di Berlusconi semplicemente non vi abbonate ,non vi fanno “scaricare” ? allora subito la disdetta alla compagnia telefonica non e’ che morite se non guardate la tv anzi fare delle belle passeggiate invecedi stare appicciati allo schermo e’ molto piu salutare


    Browser Internet Explorer 7.0 Internet Explorer 7.0 sull'O.S. Windows Vista Windows Vista
    Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 7.0; Windows NT 6.0; Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; SV1) ; SLCC1; .NET CLR 2.0.50727; Media Center PC 5.0; .NET CLR 3.0.04506; .NET CLR 1.1.4322)
  2. smaramba il 23 Dicembre 2008 20:27

    Caro Andrea, Internet è molto più dei file mp3 e avi scaricati a sbafo… è anche libertà d’espressione e informazione. E’ un fantastico strumento di comunicazione. E’ democrazia.
    Francamente non penso che sia una mossa intelligente disdire l’abbonamento Internet perchè non puoi scaricare.


    Browser Firefox 3.0.5 Firefox 3.0.5 sull'O.S. Ubuntu Ubuntu
    Mozilla/5.0 (X11; U; Linux x86_64; it; rv:1.9.0.5) Gecko/2008121622 Ubuntu/8.04 (hardy) Firefox/3.0.5
  3. jack il 28 Dicembre 2008 14:15

    Sono d’accordo con smaramba,
    anche perchè ragionando come andrea, se ad ogni soppruso dobbiamo privarci di qualche cosa, a sto punto conviene uccidersi o rimanere sotto un ponte in mutande (se non ci levano pure quelle).
    E’ vero che scaricare film o canzoni va contro il cantante o il registra, ma ricordiamoci sempre che il problema sta a monte, le grandi fabbriche macinasoldi delle case discografiche o cinematografiche che ti fannoppagare un cd il doppio.

    ma a parte il solito qualunquismo, che non voglio fare, non mi sembra logico, essere privato di un servizio che pago, anche perchè qualcuno mi spieghi a cosa servono 20 mb, non cewrto per la posta o visitare un sito, bastavano anche il 56 kb di una volta.


    Browser Firefox 3.0.5 Firefox 3.0.5 sull'O.S. Windows XP Windows XP
    Mozilla/5.0 (Windows; U; Windows NT 5.1; it; rv:1.9.0.5) Gecko/2008120122 Firefox/3.0.5

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