Good Old Games, prime impressioni d’uso

13 Settembre 2008 · Archiviato in Approfondimenti, Emulazione & Retrogaming 

Approfondimenti - Una lente impietosa puntata sui temi caldi, retrospettive appassionate e dettagliate, riflessioni oltre le apparenzeA un mese dall’annuncio dell’allargamento della beta di Good Old Games, quelli di CD Projekt mi hanno finalmente inviato il codice di accesso allo store del retrogaming, il portale di digital delivery che vorrebbe diventare un punto di riferimento per i giocatori che hanno una memoria storica da difendere e soprattutto la voglia di ripetere i bei momenti del videoludo che fu. In attesa dell’apertura al pubblico dello store e di mettere mano al portafogli per i primi acquisti, mi accingo nei prossimi paragrafi a riportare qualche considerazione preliminare ricavata dalle brevi sessioni di “assaggio” di quello che GOG ha attualmente da offrire.

Da un punto di vista prettamente formale, l’interfaccia di Good Old Games è un piccolo capolavoro di pulizia ed essenzialità: la homepage del servizio presenta le news nel corpo principale, a seguire le recensioni più votate dagli utenti e un buon numero di link a informazioni aggiuntive sulle caratteristiche del progetto, i titoli più venduti, quelli aggiunti di recente e quelli in arrivo. Anche le risorse di supporto appaiono presentate in maniera chiara e pulita sotto forma di FAQ inerenti i vari argomenti (account, download, pagamenti e via di questo passo).

Good Old Games - frontpage

La stessa essenzialità la si ritrova nella scheda di presentazione di ogni gioco, su cui sono riportati una descrizione sommaria del suddetto, i requisiti minimi, le dimensioni del download, le recensioni degli utenti e i contenuti aggiuntivi disponibili a chi ha acquistato il titolo. La fase di acquisto è ridotta all’essenziale, e tutto quello che c’è da fare è specificare il numero della carta di credito e confermare l’ordine. A quel punto il gioco diviene parte integrante della propria area di download, disponibile in ogni istante e da ogni PC assieme ai relativi materiali aggiuntivi. Al momento le uniche carte di credito accettate sono VISA e MasterCard, ma non mi stupirei se per l’apertura al pubblico la scelta prevedesse altre opzioni come l’onnipresente PayPal, una possibilità già parecchio richiesta sui forum.

Proprio i forum, o per voler usare una terminologia che oggi va molto di moda la “community”, è probabilmente uno degli aspetti di GOG che più appaiono promettenti: in pochi giorni (settimane) di betatesting centinaia di utenti hanno preso a discutere amabilmente di retrogaming, pirateria e DRM dimostrando non di rado una consapevolezza dello stato di cose che è colpevolmente mancante in chi controlla l’industria del videogaming. O meglio che la controlla malissimo. A conferma della risposta positiva dei retrogamer di ogni ordine e grado, la discussione sui titoli che si vorrebbero in vendita sullo store comprende già 30 pagine.

Good Old Games - Fallout

L’accesso alle varie componenti di Good Old Games (giochi, community, supporto, account) è facilitato dalla disponibilità fissa, in ogni istante, di una barra di navigazione posta nella parte superiore della pagina web. Come bonus per i partecipanti alla beta (che è apparentemente ancora aperta alle registrazioni a quanto si legge sulla pagina teaser dello store) è attualmente disponibile un’offerta del tipo “buy 1 get 1 free”, grazie alla quale chiunque acquisterà un titolo del catalogo Interplay prima dell’apertura al pubblico (il prossimo 22 settembre) avrà diritto a un coupon valido per ottenere un altro gioco a costo zero.

In conclusione di questa breve preview devo dire che, se questo è l’inizio, GOG ha tutte potenzialità per divenire lo Steam del retrogaming in quanto a popolarità e considerando la nicchia di mercato a cui si rivolge. Visto che le qualità dell’interfaccia già appaiono solide, il successo dell’iniziativa è ora in mano ai publisher disposti a sposare la filosofia “DRM-free”, accettare che al centro dell’industria non ci sono le esigenze delle etichette ma quelle del videogiocatore, commercializzare i vecchi giochi per un prezzo che non vada oltre i 9 dollari (poco più di 6 euro al cambio attuale) e soprattutto disposte a fornire un buon numero di titoli in grado di arricchire il catalogo dello store.

Good Old Games - catalogo

Volendo parlare di difetti che saltano all’occhio, infatti, è proprio il catalogo la cosa che attualmente meno entusiasma di GOG: i giochi in vendita non sono molti, e soprattutto hanno troppo poco di “classico” per essere considerati quella cornucopia del retrogaming che il progetto polacco ambisce a essere. Passi per MDK e Fallout, personalmente non capisco che senso abbia distribuire Colin McRae Rally 2005 che per giunta pesa ben 2,6 Gigabyte di spazio. DRM a parte, non converrebbe in questo caso acquistare una copia in scatola on-line, negli store o attraverso l’e-commerce di eBay?

In attesa di vedermi fugare i dubbi sulla consistenza dell’offerta dello store, mi riprometto di tornare a parlare in maniera più estesa di Good Old Games per analizzarne anche gli aspetti tecnici e testare sul campo la compatibilità del software con i moderni sistemi Windows.

Good Old Games - offerta Interplay

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