PlayStation 3 è e sarà costantemente in perdita

31 Agosto 2008 · Archiviato in Notizie, Videogaming 
Questo articolo è parte della serie Console war

Notizie - Una carrellata di notizie fresche e di qualità, dentro e fuori dal WebIl presidente di Sony Computer Entertainment Kazuo “Kaz” Hirai vorrebbe vendere 150 milioni di PlayStation 3 in dieci anni, ma nemmeno questo basterebbe a recuperare il costo stratosferico dei 3 miliardi di dollari persi per la console. A dirlo non è un fanboy Nintendo ma il Chief Executive Officer di Sony Corporation Sir Howard Stringer, che ha candidamente confessato alla stampa che PS3 è e rimarrà un prodotto in perdita ancora per anni a venire.

I consumatori stanno acquistando unità PS3 più velocemente di quanto Sony sia in grado di produrle, rivela Stringer al Welt Online parlando di “collo di bottiglia” nel procedimento di fabbricazione. La home console è al momento il fanalino di coda del mercato delle macchine di settima generazione ma gli utenti vogliono PS3, sostiene il dirigente. Le vendite hardware settimanali aggiornate al 23 agosto vedono la console Sony davanti a Microsoft Xbox 360 di circa 55.000 unità, ma sempre pesantemente distanziata da Nintendo Wii che ha venduto quasi il doppio di PS3.

Nonostante questo “successo”, continua Stringer, PlayStation 3 viene venduta in perdita e continuerà a esserlo per un periodo di tempo non specificato. Di certo i guadagni non verranno “finché vivrò io“, dice l’executive dall’alto dei suoi 66 anni. L’hardware è commercializzato a un prezzo inferiore a quello di costo ma ci si aspetta che le cose migliorino con l’affinamento del processo produttivo. Nel mentre, i ricavi generati dal software vengono bruciati nel pozzo senza fondo della console vera e propria.

Stringer parla anche di Wii, e del fatto che Nintendo sia stata in grado sin da subito di ricavare profitti con l’hardware come con il software: “Può essere un modello di business superiore - dice l’executive - Ma Wii non sta avendo successo a nostro danno, non ci sta danneggiando. Già anni fa avevamo deciso di sviluppare una console videoludica con maggiori funzionalità“. Piuttosto singolarmente, Stringer ammette il fallimento di Sony come marchio trainante dell’industria dell’intrattenimento interattivo e quindi dell’intrattenimento tout court, ma nel farlo prova ad addolcire il calice amaro della sconfitta sostenendo l’insostenibile pretesa per PlayStation di continuare ad avere lo stesso appeal e la stessa presa sui videogiocatori e sull’industria di qualche anno fa, ai bei tempi del successo senza rivali di PlayStation 2.

PlayStation 3

Ma PlayStation 2 è un lontano ricordo che Sony può solo cercare di inseguire come in un sogno, anche considerando che la già traballante emulazione della console a 128 bit è uscita definitivamente dall’orizzonte degli eventi della corporation con i nuovi modelli di PlayStation 3 in via di introduzione sul mercato, nella fattispecie la SKU (stock keeping unit) CECHK01 con hard disk da 80 Gigabyte disponibile da questo agosto e la SKU CECHP01 con HD 160 GB in vendita dal prossimo novembre.

Entrambe le unità eliminano qualsiasi velleità di far girare software PS2 per mezzo dell’emulazione software o dell’integrazione in hardware dei componenti della vecchia console. Un caratteristica, quella della compatibilità inter-generazionale, che Sony ha provato a spacciare come propria della nuova macchina guadagnandone in cambio denunce da parte di Altroconsumo per pubblicità ingannevole. Piuttosto significativamente PS3 continua ad essere pienamente retrocompatibile con i giochi della PS One, mentre Wii, a puro titolo di confronto, è l’unica home console attualmente in grado di far girare senza problemi videogame dall’era del NES sino a quella attuale, passando per GameCube, Sega Megadrive e Nintendo 64.

Ulteriori guai per PS3 potrebbero infine scaturire dall’ennesima denuncia per infrazione di brevetto collezionata da Sony, riguardante questa volta i dischi Blu-ray e il relativo lettore integrato nella console ex-next-gen. La società californiana Orinda Intellectual Properties pretenderebbe di guadagnare “una ragionevole somma” per i diritti di sfruttamento del brevetto a suo dire infranto dalla multinazionale nipponica, o addirittura di impedire a quest’ultima di produrre, vendere e rifornire il mercato di prodotti compatibili Blu-ray.

Fino a ora Sony l’ha sempre spuntata in casi del genere, ed è altamente improbabile che l’avventura PlayStation si interrompa per la causa della altrimenti semi-sconosciuta Orinda IP. Di certo il fatto rappresenta l’ennesimo grattacapo per una console che deve fronteggiare condizioni pesantemente avverse, e purtroppo per Sony in questa generazione i concorrenti sono agguerriti e in grado di offrire prodotti dalle caratteristiche allettanti. Ben difficilmente Nintendo e Microsoft si limiteranno ad assistere al decorso della “malattia” di PS3 senza affondare i denti nel suo corpo febbricitante.

Sfoglia la serie«Console war: Microsoft supera Sony in Giappone, Nintendo supera tuttiMicrosoft sentenzia: Wii ha vinto la partita. Ma Xbox 360 costa meno»
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