P2P, RIAA ha risarcito Tanya Andersen

20 Agosto 2008 · Archiviato in Diritti Civili & Digitali, Notizie 
Questo articolo è parte della serie L'industria contro il P2P

UPDATE: la causa Atlantic v. Andersen si è definitivamente conclusa: nei giorni scorsi RIAA ha aperto il portafogli e ha risarcito la signora Andersen con una somma di 107.951 dollari, esattamente 117 dollari in più della cifra stabilita dal giudice per coprire gli interessi dovuti al ritardo nel pagamento. I discografici sono stati dunque sconfitti in uno dei casi legali più eclatanti della loro crociata contro il file sharing, e la donna ingiustamente accusata di P2P non autorizzato minaccia ora di metterli sulla graticola nell’ambito del procedimento Andersen v. Atlantic tutt’ora in corso.


Notizie - Una carrellata di notizie fresche e di qualità, dentro e fuori dal Web L’incubo della famiglia Andersen, presa di mira per tre anni dagli avvocati prezzolati dei discografici statunitensi e relative organizzazioni a delinquere, si è definitivamente concluso. Un giudice ha stabilito che Tanya Andersen, donna single dell’Oregon che mantiene la giovanissima figlia Kylee con una pensione di invalidità, ha diritto al risarcimento di 107.834 dollari per la copertura delle spese legali fin qui affrontate per contrastare le accuse di RIAA di file sharing non autorizzato sul marcescente network di KaZaA/FastTrack.

Accuse che, come già stabilito dalla corte dell’Oregon nel giugno del 2007, si sono rivelate prive di fondamento: pressata dai legali della Andersen e dalle richieste della corte, RIAA non è riuscita a presentare evidenze concrete in grado di corroborare la colpevolezza della donna, ritirando le accuse e permettendo a quest’ultima di ribattere con una controcausa al sapore di class action nei confronti delle presunte pratiche di cospirazione, abuso di potere giudiziario e frode della celebre e largamente detestata associazione delle major del disco.

I querelanti hanno esercitato un significativo grado di controllo nel corso della presentazione - si può leggere nella precedente sentenza a favore della Andersen - cercando ripetutamente e con successo l’assistenza della Corte su un periodo di contenzioso insolitamente esteso. Nonostante questo, dopo ampia opportunità di dare seguito alle proprie accuse, essi le hanno abbandonate nel momento in cui era richiesto loro di portare evidenze per la considerazione della corte“.

Tanya & Kylee Andersen

La controcausa è ancora in piedi, ma l’incubo personale di Tanya Andersen e della figlia Kylee - che a un certo punto della vicenda RIAA avrebbe voluto obbligare a deporre in tribunale nonostante i suoi 10 anni di età - si è concluso con la decisione da parte del giudice James A. Redden di assegnare la summenzionata cifra di oltre 100.000 dollari alla difesa. Una decisione certo favorevole per la famiglia Andersen, ma tuttavia inferiore ai 300.000 dollari chiesti come risarcimento dai legali.

Sia RIAA che la Andersen potrebbero ora appellarsi alla decisione della Corte, considerando la volontà della donna di far pagare ai discografici tutto il fango gettatole addosso ingiustamente e quella delle major di non rafforzare ulteriormente il caso Atlantic v. Andersen come uno dei più importanti precedenti (a loro sfavore) nell’ambito della sempre furente guerra legale contro gli utenti e i condivisori del p2p.

Ma visto il tempo trascorso per arrivare a una decisione concreta e le accuse di cospirazione e frode ancora pendenti sulle spalle delle major, è molto probabile che la partita ora si sposti sul nuovo fronte che vede RIAA difendersi dal comprensibile desiderio di rivalsa della signora Andersen, trasformatasi da pericolosa “pirata” di preziosi brani musicali sul file sharing in castigatrice della crociata persecutoria della morente industria musicale.

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Commenti

4 Risposte a “P2P, RIAA ha risarcito Tanya Andersen”

  1. eDog il 8 Agosto 2008 16:45

    Solo 300.000$ ??

    Io avrei chiesto un paio di milioni, come minimo :D


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  2. Daniele il 20 Agosto 2008 15:51

    …ed era pure ora che si decidevano a risarcirla ’sta poveretta!


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  3. Sir Arthur, King of Ghouls'n Ghosts il 24 Agosto 2008 12:07

    …ed era pure ora

    Ma no ma no, meglio che si rompano i denti per bene e dopo lungo tempo. Più faticano, i patetici galoppini dei megamanager delle label discografiche, più sarà bruciante la verità quando si renderanno conto di aver sprecato tempo, risorse e faccia su questa cassata megagalattica che è la persecuzione dei downloader da P2P. Losers… anzi no, peggio, lamers

    I pity those foo! :-P


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  4. Daniele il 24 Agosto 2008 12:09

    Anche questo è vero :) !


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