Diablo III è la fine di un’era. Giusto prima di Diablo IV
Lentamente ma inesorabilmente emergono nuove indiscrezioni su Diablo III, il nuovo capitolo dell’epica saga di Blizzard annunciato in pompa magna il 28 giugno scorso. Il gioco, ha rivelato il lead designer Jay Wilson, porterà alla sua naturale conclusione la storia che già ha fatto da background ai primi due episodi, riutilizzerà un numero non precisato di vecchi personaggi e non rappresenterà che una fase di una serie destinata a sfornare altri videogame in futuro.
Originariamente ideata dal vicepresidente dello sviluppo creativo di Blizzard Chris Metzen, la trama che da vita a Diablo è incentrata sulle mire di conquista del mondo mortale da parte del Signore del Terrore, risvegliatosi da un sonno senza tempo per diffondere, dalle profonde catacombe della Cattedrale di Tristram, la sua ombra di morte e paura. Il gioco si conclude naturalmente con lo scontro diretto tra l’eroe protagonista (impersonato dal giocatore) e Diablo.
Diablo II e la relativa espansione Lord of Destruction seguono il viaggio del suddetto eroe caduto vittima dell’influenza di Diablo, che lungi dall’essere scomparso parte alla ricerca dei suoi due fratelli, Mephisto e Baal, per liberarli dalla loro prigionia e continuare con loro i piani di conquista di Sanctuary e dei regni del Paradiso. Aiutato dall’intervento provvidenziale dell’arcangelo Tyrael, il giocatore fronteggia i tre Mali Primevi e un buon numero di demoni inferiori per ristabilire infine l’equilibrio tra le forze demoniache e quelle angeliche.
Piuttosto prevedibilmente Diablo III vedrà il riacuirsi di questo scontro titanico, e quei pochi dettagli di cui si è a conoscenza parlano di un Tyrael armato per la battaglia e il ritorno, in una forma ancora da scoprire, del regno di terrore instaurato da Diablo nel corso dei precedenti capitoli della saga. Il gioco trarrà la sua linfa narrativa non solo da Diablo I e II, ma anche dai libri nati dall’immaginifico universo a cui hanno dato vita, nel 1997, i creativi della defunta Blizzard North.
Assieme al decano Deckard Cain, ultimo superstite del clan dei potenti stregoni Horadrim (le cui conoscenze magiche si dice derivino dagli insegnamenti diretti di Tyrael), in Diablo III faranno ritorno alcuni personaggi comparsi nei due giochi precedenti. “Crediamo che gran parte del focus verta su Diablo II, ma Diablo I è stata l’origine di tutto e ha molto buon materiale dal punto di vista del gameplay e dei personaggi. Quindi i giocatori possono attendersi di veder ritornare personaggi da Diablo I, più personaggi da Diablo II e personaggi da alcuni dei libri” ha dichiarato il designer a riguardo.
Volendo speculare sulle parole di Wilson, su Wikipedia è disponibile una corposa lista dei personaggi non giocanti presenti in Diablo I & II, e c’è davvero l’imbarazzo della scelta tra chi far tornare nel terzo episodio. In una ideale lista personale stilata sul momento potrebbero entrarci Adria la strega, la cui catch-phrase “I sense a soul in search of answers!” ancora mi perseguita, Griswold il fabbro che è sempre stato un fedele alleato nella forga di spade sacre e armature infrangibili, Wirt il ragazzino dalla gamba di legno che contrabbanda oggetti dal prezzo esorbitante, la diavolessa Andariel affrontata alla fine del primo atto di Diablo II in uno scontro memorabile, Il Macellaio (The Butcher in lingua originale) affrontato nella prima quest di Diablo. E via di questo passo.
Sia come sia Diablo III non rappresenterà la fine di uno dei brand videoludici più d’atmosfera mai realizzati: “Non diciamo che questa sarà la fine dell’universo di Diablo - sostiene Wilson - ma stiamo cercando di concludere questa trama“. I piani di Blizzard vanno ben oltre Diablo III, conclude il designer. In attesa che la software house americana decida di alimentare ulteriormente l’hype sul gioco con nuovi dettagli e informazioni, val la pena gustarsi un palliativo nella forma di un video comparativo, incentrato sull’evoluzione del gameplay dal 1997 a oggi. E rigiocare a Diablo I & II, naturalmente.
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raga sn nuovo e vorrei saperequando uscirà diablo3 rispondetemi
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When it’s done.
E per favore, usa un linguaggio comprensibile in italiano, niente abbreviazioni da SMS e nessuna richiesta “disperata” perché io sono a totale disposizione solo di me stesso e di nessun altro, al di là dell’ipocrisia e della retorica da quattro soldi.
Primo e ultimo avvertimento, il secondo “sms-commento” non lo faccio passare.
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