Blu-ray? Non lo vuole ancora nessuno

13 Agosto 2008 · Archiviato in Media & Multimedia, Notizie 

Notizie - Una carrellata di notizie fresche e di qualità, dentro e fuori dal Web Da quando, il 19 febbraio scorso, Toshiba ha annunciato l’abbandono di HD DVD, il formato Blu-ray di Sony è divenuto lo standard d’elezione per la distribuzione dei blockbuster hollywoodiani in alta definizione. Ma alla fine della guerra commerciale dei formati hi-def, dopo quasi tre anni di colpi bassi e sterili polemiche, quel che rimane è un mercato riottoso a farsi conquistare dalle (presunte) meraviglie in 1080p e consumatori non particolarmente interessati. Le major però ci credono, e le società tecnologiche continuano a investire nel miglioramento dei dispositivi e dei dischi basati sulle specifiche dello standard “in blu”.

I consumatori non vogliono Blu-ray: una ricerca di ABI Research ha evidenziato la mancanza di “presa” del nuovo media ottico sul pubblico, per nulla impressionato dalle migliorie apportate dall’alta definizione al tradizionale videodisco DVD. Su un campione di 1.000 persone interpellate, più della metà ha detto di non avere intenzione di acquistare un lettore Blu-ray, mentre il 23% ha mostrato l’intento di adottare il formato ma non prima del 2009.

Il problema, sostiene l’analista Steve Wilson, è che i potenziali acquirenti del prodotto non ci vedono abbastanza valore da decidere di sobbarcarsi la spesa non indifferente per l’attrezzatura utile a godere dell’alta definizione, come ad esempio un televisore HDTV e l’impianto audio per l’home theater. Viene poi confermata, per l’ennesima volta, la diversa considerazione di Blu-ray rispetto al formato DVD: in quest’ultimo caso si è trattato di un vero e proprio passaggio epocale dal multimedia analogico a quello digitale, mentre lo standard in blu è stato accolto, nella migliore delle ipotesi, come una semplice miglioria rispetto a quanto già disponibile da tempo.

ABI Research sostiene ad ogni modo che l’ago della bilancia dell’avventura commerciale di Blu-Ray è la PlayStation 3, la home console di Sony che al momento è il fanalino di coda delle macchine di settima generazione ma che sul lungo periodo dovrebbe (potrebbe?) rivelarsi cruciale per la diffusione mainstream dei videodischi hi-def. Diffusione su cui comunque scommettono NEC e Pioneer, impegnate su fronti diversi a implementare soluzioni di nuova concezione per rendere Blu-ray sempre più economico, conveniente e capiente.

NEC, che ha cominciato la guerra dei formati dalla parte di Toshiba per poi allinearsi alla volontà delle major di sposare vita natural durante lo standard Sony, si dice intenzionata a conquistare il 50% del mercato dei fornitori di componenti Blu-ray entro il 2011. Alla base di questa volontà vi è il chip EMMA 3PF, un circuito integrato di tipo Large-Scale Integration (LSI) che racchiude al suo interno tutta la potenza necessaria a gestire le centinaia di megabit dei flussi audiovisivi stoccati sui supporti BD.

NEC - EMMA 3PF

CPU multi-core, GPU, decodifica del sonoro e dei formati video propri dell’alta definizione (H.264, VC-1, …), gestione dell’interfaccia digitale HDMI e pieno supporto alle specifiche BD-ROM Profile 2.0, EMMA 3PF non si fa mancare davvero nulla: il dispositivo, la cui fornitura ai clienti comincerà a settembre, rende un ricordo del passato gli ingombranti scatoloni dei primi lettori Blu-ray stand-alone, computer a tutti gli effetti dotati di processore, scheda madre, svariati Gigabyte di memoria e interfaccia S-ATA per il collegamento del drive ottico.

Anche Pioneer vuole diventare leader del mercato dei fornitori, ma nel suo caso l’interesse si sposta sui supporti propriamente detti. La corporation è da sempre una fedele sostenitrice di Blu-ray, interessata soprattutto all’aumento spropositato della capacità di stoccaggio dei dischi BD in un ottica di salvataggio dati. Se infatti un disco BD-R odierno offre una capacità di registrazione di 25 Gigabyte per lato per un totale di 50 Gigabyte, Pioneer lavora per estendere questi numeri fino a 500 Gigabyte.

Adottando una tecnologia in grado di registrare i dati su strati infinitesimali posizionati l’uno sull’altro, la società dice di essere riuscita a sviluppare un disco contenente 20 diversi layer, ognuno in grado di ospitare 25 Gigabyte per un totale appunto di 500 GB. Uno spazio siffatto sarebbe sufficiente a ospitare sino a 20 film in formato 1080p, 8.000 ore di brani musicali e 250 diversi videogame, dicono le stime ufficiali.

BD-RE

Da un punto di vista pratico appare evidente che il primo utilizzo del super-disco BD sarebbe quello del backup dei dati, sia in ambito casalingo che enterprise. Considerando ad ogni modo che il progetto è ancora in fase avanzata di ricerca e che Pioneer prevede di tirarne fuori un prodotto commerciale entro il 2012, ci sarà sicuramente tempo per ragionare su eventuali utilizzi aggiuntivi del supporto multistrato. Nella speranza che nel frattempo aumenti anche la velocità di scrittura attualmente ferma a 6x, con cui occorrono 30 minuti per la masterizzazione di un supporto BD dual-layer da 50 Gigabyte.

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