Hitachi al lavoro sui dischi fissi da 610 Gigabit per pollice quadrato

12 Agosto 2008 · Archiviato in Hardware & Periferiche, Notizie 

Notizie - Una carrellata di notizie fresche e di qualità, dentro e fuori dal Web Si fa un gran parlare dei dischi a stato solido, e di come essi rappresentino inevitabilmente il futuro della memorizzazione dei dati in formato digitale. Ma se le corporazioni dei chip di memoria come Samsung spingono in tal senso, le società specializzate da sempre nel business dei dischi magnetici non accennano a voler indietreggiare di un millimetro, infiammando con l’annuncio di nuovi traguardi tecnologici quella che si prefigura come una lotta serrata tra microchip e piatto per la conquista dei desktop degli utenti.

Hitachi Global Storage Technologies è appunto una delle società che continuano a investire risorse non indifferenti nello sviluppo della tecnologia magnetica. La sussidiaria della multinazionale giapponese, nata dall’acquisto della divisione HDD di IBM da parte di Hitachi, è stata la prima a inaugurare l’era degli hard disk da 1 Terabyte di dimensioni nominali nel 2007, grazie all’implementazione della tecnologia nota come Perpendicular Magnetic Recording che moltiplica la densità di informazioni stipabili in un piatto magnetico registrando i bit in posizione perpendicolare rispetto alla testina, al contrario di quanto previsto dalla precedente generazione di HDD.

Hitachi ha recentemente promesso di sopravanzare il già non indifferente traguardo di 1 Terabyte di ben quattro volte sul medio periodo, arrivando nel giro di 3-4 anni a produrre dischi fissi da 4 Terabyte. L’annuncio che arriva ora dal Giappone è perfettamente in linea con queste promesse: la corporation sostiene di essere riuscita a stipare 610 Gigabit di dati in un pollice quadrato, aumentando di circa 2,5 volte la densità di 250 Gigabit per pollice quadrato che contraddistingue lo standard dei dispositivi commercializzati attualmente.

Rimangono alcuni problemi, ma crediamo sia possibile commercializzare la tecnologia in un futuro non troppo distanteha sostenuto un portavoce di Hitachi riguardo l’applicabilità delle nuove soluzioni in prodotti concreti. Alla società occorrono in media dai 2 ai 3 anni per passare dalla fase sperimentale a quella produttiva, quindi sebbene non sia stata fornita una timeline precisa si può prevedere che lo stesso capiterà con i 610 Gigabit per pollice quadrato.

Hitachi - valutazione della densità di memorizzazione

Il record di densità di memorizzazione è stato raggiunto grazie a tre differenti migliorie tecnologiche concernenti la testina magnetica, il mezzo fisicamente impiegato per costruire i piatti e l’adozione di un nuovo standard per la correzione automatica degli errori durante le operazioni di lettura e scrittura dei bit. La nuova testina sviluppata da Hitachi è in grado di lavorare con tracce magnetiche di dimensioni inferiori, riuscendo nel contempo a salvaguardare la funzionalità dei bit memorizzati nelle tracce adiacenti in maniera migliore che in passato. Tracce più piccole corrispondono ovviamente alla possibilità di stiparne un numero maggiore sul piatto per guadagnare così spazio da dedicare allo stoccaggio delle informazioni.

Il materiale di cui è composto il piatto di Hitachi è pensato inoltre per migliorare la stabilità termica e la registrabilità del layer magnetico, qualità che tendono a deteriorarsi all’aumentare della densità di memorizzazione. Il meccanismo di correzione automatica degli errori che verrà adottato sui nuovi dischi fissi è infine il low-density parity-check code (LDPC), che rispetto allo standard Reed-Solomon usato attualmente - e ampiamente implementato anche sui supporti ottici come DVD e Blu-ray - necessita di un quantitativo inferiore di dati per poter operare, guadagnando secondo Hitachi un ulteriore 4% di spazio disponibile per i file degli utenti.

Adottando in contemporanea queste tre nuove soluzioni, la società nipponica sostiene di poter raggiungere agilmente i 635 Gigabit per pollice quadrato di densità. L’evoluzione avanza dunque anche nel settore degli hard disk magnetici, tecnologia che continuerà con tutta probabilità ad essere competitiva nel corso dei prossimi anni. Con buona pace di chi, come Samsung, vorrebbe conquistare il mercato con i chip dei costosissimi e ancora immaturi dischi SSD.

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Commenti

2 Risposte a “Hitachi al lavoro sui dischi fissi da 610 Gigabit per pollice quadrato”

  1. Mandrake il 12 Agosto 2008 23:43

    ah! quest’articolo è la manna dal cielo per chi come me è inquietato dal futuro dello storage causa dischi SSD! non so, ma non riesco proprio a fidarmi! :D


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  2. Sir Arthur, King of Ghouls'n Ghosts il 13 Agosto 2008 00:33

    La sparo lì: prima che gli SSD diverranno la dotazione standard di un qualsiasi PC desktop “serio” passerà almeno un lustro. Anche perché 4 Terabyte “magnetici”, che tra 4 anni costeranno come 1 Terabyte adesso, nella controparte chippara degli SSD continueranno ad essere improponibili al pubblico pur con tutte le riduzioni di prezzo di questo mondo…


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