Diablo III perde il suo art director, ma lo stile grafico non cambia

8 Agosto 2008 · Archiviato in Notizie, Videogaming 

Notizie - Una carrellata di notizie fresche e di qualità, dentro e fuori dal WebBrian Morrisroe, art director al lavoro sul design di Diablo III, ha lasciato Blizzard per fondare una sua startup fuori dal business dei videogame. Lo ha confermato la stessa software house americana, che ha altresì fatto mostra della volontà di procedere sul percorso artistico già tracciato da Morrisroe per il gioco nonostante il malcontento che ha generato e continua a generare tra gli hardcore fan della saga hack’n slash per antonomasia.

E’ infatti Morrisroe il principale responsabile dello stile cartoonesco sul genere World of Warcraft (ma anche Warcraft III, per quello che posso giudicare dalla mia esperienza personale) che si è visto nell’anteprima del nuovo capitolo della popolare franchise videoludica, atteso da anni e presentato con gran clamore lo scorso 28 giugno in occasione del Blizzard Entertainment Worldwide Invitational di Parigi.

Un clamore che ha avuto un retrogusto amaro, e cioè la reazione negativa di una piccola truppaglia inferocita di giocatori per nulla appassionati al cartoon di WoW e desiderosi di vedersi restituire, dopo otto anni da Diablo II - Lord of Destruction, lo stesso stile dark con le ombre sfumate al di fuori del raggio di visione del personaggio giocante e i dungeon perennemente immersi in un nero pece, macchiato dal rosso delle carcasse dei nemici abbattuti.

Così com’è stato presentato da Blizzard (che nel frattempo è divenuta una sussidiaria del nuovo colosso mondiale del videogaming Activision-Blizzard), Diablo III è sin troppo colorato, fantasioso nella varietà delle soluzioni cromatiche e più in generale troppo pesantemente influenzato dal MMOG che ha stabilito nuovi record di introiti nel settore.

Non è al momento nota alcuna deadline fissata dalla software house per la pubblicazione del gioco (a parte la classica espressione di circostanza “when it’s done“), ma il video di 19 minuti delle fasi in-game mostrato da Blizzard a Parigi (e riprodotto qui di seguito) lascia intendere che le basi tecniche e artistiche del gioco, inclusi l’engine grafico 3D e il design generale sono già state ampiamente definite nel corso di questi anni di sviluppo. Con tutta l’evidenza del caso il look & feel del gioco non potrebbe essere stravolto nemmeno volendolo.

Ma il malcontento dei duri e puri dell’oscurità a ogni costo non si placa: sicuri delle proprie ragioni, i fan contrari allo stile cartoonesco le hanno messe (letteralmente) nero su bianco in una petizione on-line, che al momento di scrivere ha raggiunto la non indifferente cifra di 54.377 firme. Invece che limitarsi a manifestare sterili lamentele, la petizione fa sfoggia di immagini contenenti le rielaborazioni “dark” degli screenshot e degli ambienti presentati da Blizzard.

Quello che chiediamo a Blizzard è di trovare un modo per appagare i fan dell’universo di Diablo dandoci un vero sequel di Diablo II che sia graficamente coerente con l’ambientazione a cui appartiene“, dice la circostanziata petizione, impietosa nel descrivere dungeon che ora sembrano essere stati ripuliti da donnine delle pulizie che ne hanno fatto luoghi lindi e scintillanti senza traccia di sporco.

Purtroppo per chi si trova d’accordo con quanto esposto nella petizione, però, lo stile attuale di Diablo III è destinato a rimanere tale anche adesso che Morrisroe ha levato le tende. Lo sostiene Blizzard, che si dice pienamente soddisfatta del design grafico del suo nuovo blockbuster annunciato, e lo ha ribadito anche il lead designer Jay Wilson in una intervista rilasciata nei giorni scorsi e incentrata proprio sulle comparazioni grafiche realizzate dai fan.

La cosa fondamentale da ricordare qui è che queste immagini sono state create con Photoshop - dice il designer nell’intervista - Non sono generate dall’engine. Sebbene sembrino piuttosto fiche, è quasi impossibile fare una cosa del genere in un engine 3D perché non si può avere una gestione delle fonti luminose così sofisticata e far girare il gioco su sistemi dalla potenza ragionevole. Se potessimo farlo, probabilmente lo faremmo in alcuni dei dungeon del gioco“.

Diablo III - How it should look like

Wilson sostiene che adottando uno stile maggiormente dark l’esperienza di gioco - che con Diablo III entra per la prima volta nell’era tridimensionale - ne risulterebbe pesantemente inficiata, sarebbe impossibile distinguere nitidamente i contorni degli oggetti e quel che è peggio degli avversari per affrontare le situazioni di gameplay con la prontezza che necessita un titolo d’azione frenetico come è sempre stato Diablo.

Il designer difende le scelte artistiche fin qui adottate da Blizzard, fugando apparentemente i dubbi su un ipotetico allontanamento di Brian Morrisroe causato dal feedback non interamente positivo della prima uscita pubblica di Diablo III e lasciando ben poca speranza a quanti spingono per una rivoluzione nel comparto grafico, assicurando nel contempo che i luoghi oscuri e i percorsi infernali non mancheranno di popolare le fasi successive ai primi momenti di gioco.

In lavorazione sin dal 2005, Diablo III riporterà il giocatore nelle terre desolate del Santuario 20 anni dopo la sconfitta dei tre Mali Primevi Diablo, Mephisto e Baal. Gli eroi che li hanno combattuti hanno perso il senno per il peso dei ricordi, mentre nuovi segni del risveglio delle forze infernali provengono dalla Cattedrale, il luogo sacro profanato da Diablo da cui tutto ha avuto inizio e da cui tutto sembra dover ricominciare.

Diablo III - screenshot 1

Basato su un moderno engine tridimensionale, Diablo III vuole ridefinire il concetto di gioco di ruolo d’azione nella stessa misura dei predecessori, unanimemente considerati come pietre miliari per l’intero settore videoludico. Blizzard sostiene di voler offrire un’esperienza di gioco visivamente appagante ma nel contempo in grado di girare su un numero sufficientemente esteso di sistemi hardware. In tal senso il gioco non richiederà la presenza delle librerie DirectX 10, caratteristica esclusiva del discusso Windows Vista.

La distribuzione di Diablo III è attualmente prevista per piattaforme Windows e Mac OS X, mentre nulla si sa a riguardo di possibili - quanto improbabili - conversioni per le console di settima generazione marcate Nintendo, Microsoft e Sony. Orde senza fine di minion da falciare, enormi boss di fine livello, multiplayer cooperativo accanto alla tradizionale grandiosa esperienza in single player e atmosfera da tagliare a fette dovrebbero essere gli elementi sicuri di quello che già si preannuncia, tonalità oscure o meno poco importa, come l’ennesima grossa hit della software house californiana.

Diablo III - screenshot 2

Diablo III - screenshot 3

Diablo III - screenshot 4

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