Il “super cracker” del Pentagono verrà estradato negli Stati Uniti

6 Agosto 2008 · Archiviato in Notizie, Sicurezza 

Notizie - Una carrellata di notizie fresche e di qualità, dentro e fuori dal Web Gary McKinnon, ovvero il 42enne inglese meglio noto come Solo l’hacker del Pentagono, ha conquistato la notorietà nei primi anni del nuovo millennio con una serie di operazioni di accesso non autorizzato ai più importanti sistemi informatici statunitensi, per mezzo delle quali ha cercato - a suo dire - la verità sugli UFO installando nel frattempo backdoor, rubando segreti militari e abusando di password riservate ma apparentemente tutt’altro che adatte al livello di sicurezza dei sistemi che intendevano proteggere.

Gli investigatori hanno accertato che Solo, tra il febbraio 2001 e il marzo del 2002, ha ripetutamente violato le barriere protettive di 97 computer appartenenti all’esercito, alla marina, all’Air Force, al Dipartimento della Difesa e alla NASA. I danni causati sono stati stimati dall’FBI in 900.000 dollari, e lo stesso McKinnon ha riconosciuto i suoi crimini informatici dando però la motivazione già indicata di voler scoprire i presunti segreti sugli omini verdi nascosti all’opinione pubblica dal governo americano.

Individuato grazie all’indirizzo e-mail della ragazza - utilizzato da McKinnon con i software di password-cracking impegnati negli attacchi - Solo è stato catturato dai segugi telematici di Scotland Yard nel 2002, e da quel momento ha combattuto una battaglia legale per evitare l’estradizione verso gli Stati Uniti, il paese “attaccato” dal cracker.

Gary McKinnon, il cracker del Pentagono

Negli USA McKinnon rischia una condanna a 70 anni di carcere e una multa di 2 milioni di dollari, una punizione severa a cui l’uomo ha cercato in tutti i modi di scampare: con i suoi legali si è prima rivolto all’Alta Corte di Londra, per passare poi alla House of Lords (l’ultimo grado di appello disponibile nel sistema giudiziario inglese) che ha nei giorni scorsi deciso unanimemente per il si all’estradizione verso gli States.

Una presa di posizione che Karen Todner, legale del super cracker, ha descritto come la volontà da parte del governo inglese di lavarsi le mani dalla faccenda e passare la palla al governo statunitense, seriamente intenzionato a trasformare McKinnon in un esempio. Todner ha poi annunciato di avere un’ultima carta da giocare, vale a dire il ricorso alla Corte Europea per i Diritti Umani.

Le conseguenze che il mio cliente dovrà affrontare se estradato sono sia sproporzionate che intollerabiliha dichiarato l’avvocato in giustificazione della nuova mossa legale, dimostrandosi seriamente intenzionata a trasformare in un caso politico quello che a oggi è considerata come la più clamorosa vicenda di criminalità informatica registrata negli annali. Secondo quanto comunicato da Todner e colleghi, dagli Stati Uniti avrebbero minacciato di voler allungare ulteriormente la pena per il super cracker qualora quest’ultimo continuasse ad opporsi all’estradizione.

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